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Posts Tagged ‘Minimo di Eddy’

“Diagnosi numerica” di tutti i cicli solari a partire dal minimo di Dalton!

22 luglio 2010 49 commenti

Premessa

L’articolo seguente non ha certo la pretesa di trarre conclusioni definitive, nè di pronosticare

Si limita a confrontare gli smoothed sunspot number (SSN) calcolati 1 anno prima del minimo, quelli relativi al mese (o ai mesi) del minimo e quelli calcolati 1 anno dopo il minimo, per tutti i cicli dal 1798 ad oggi, cioè dal Minimo di Dalton fino ai giorni nostri. La motivazione di questa scelta risiede nel fatto che l’ultimo SSN disponibile risale a dicembre 2009, esattamente 1 anno dopo il minimo tra i cicli 23 e 24. E’ qualcosa di più che limitarsi a confrontare i soli valori di picco, ma non basta certo a tratteggiare un intero ciclo. E’ come se, per confrontare un certo numero di viaggi, della durata di svariati anni, sovrapponessimo il primo e l’ultimo anno di ciascuno di essi. Ci dice qualcosa, ma non tutto. E’ un po’ più di un gioco con i numeri, ma meno di un’analisi scientificamente completa e rigorosa.

A seguire, è riportata qualche considerazione, cercando di trarre qualche conclusione che possa aiutare a capire che razza di ciclo abbiamo di fronte.

La tabella

Senza ulteriori commenti, la tabella si presenta come segue:

(Per vederla ingrandita cliccare sopra)

Oltre ai dati citati in premessa, in tabella si trovano anche il SSN massimo e la sua data, nella speranza che i ragionamenti sul minimo possano in qualche modo aiutare a capire qualcosa di più sul massimo.

Cominciamo però a commentare i valori di SSN prima, durante e dopo i minimi.

Allo scopo, si è evidenziata l’ultima riga, in grassetto e carattere più grande: rappresenta il minimo appena trascorso, con un’occhio alla previsione (in giallo) sul prossimo massimo, l’ultima sfornata da David Hathaway della NASA. Il SSN è passato da 4,9 un anno prima del minimo (dicembre 2007) da 4,9 a 1,7 (al minimo, dicembre 2008) fino ad 8,3 (dicembre 2009), l’ultimo valore di SSN finora calcolabile.

Analisi

Scorrendo a ritroso la tabella, dalla riga 23-24, appare subito evidente come nessun ciclo, dal 15-16 in poi regga il confronto con la transizione 23-24 e con il nascente ciclo 24: i cicli sono nettamente più intensi, sia in “discesa” (1 anno prima, SSN ben oltre 10), sia come valore minimo (dal doppio fino a 6-7 volte il SSN del dicembre 2008) che in “salita” (1 anno dopo, SSN oltre 10 e in qualche caso oltre 20). Inoltre, con l’eccezione del primo, gli SSN dei rispettivi massimi sono risultati superiori a 100, in qualche caso anche largamente. Si tratta, come noto, dei cicli dell’ormai noto “Grande Massimo” dell’epoca moderna, cioè il periodo, grosso modo compreso tra gli anni ’30 ed i primi anni del XXI secolo, in cui i cicli sono risultati i più intensi da quando si calcola il sunspot number e, stando a recenti ricerche, i più intensi degli ultimi 8000 anni.

Scorrendo ancora più a ritroso la tabella, si incontrano due cicli, le cui righe sono in grassetto, corrispondenti alla porzione finale del cosiddetto “Minimo di Damon”. Essi furono caratterizzati da lunghi minimi (lo si nota già dal fatto che il valore minimo del SSN si è mantenuto immutato per più di un mese) e da massimi non particolarmente intensi. Confrontando i valori dei SSN, si nota come, nella fase di “discesa” ed al momento del minimo, i valori furono paragonabili o addirittura inferiori a quelli della transizione 23-24. Poi, però, in fase di “salita”, gli SSN risultano superiori, nel caso del 13-14 anche piuttosto nettamente. Dunque, con tutte le cautele del caso, sembrerebbe che l’approccio al minimo di tali transizioni di ciclo sia stato “morbido”, come e più di quella 23-24. Poi però sono ripartiti con più “brio” rispetto al nostro.

Dobbiamo per questo pensare che abbiano raggiunto un SSN massimo superiore a quello che raggiungerà il ciclo 24, oppure è una conclusione troppo azzardata?

Risalendo ancora la tabella, si incontrano le transizioni di ciclo comprese tra 6-7 e 12-13. Esse riguardano i due cicli (più buona parte di un terzo ciclo) che seguirono il Minimo di Dalton (1798-1823) ed il cosiddetto “Minimo di Damon” (1850-1913), nella sua parte iniziale e centrale.

Il confronto con la nostra transizione 23-24 consente di osservare come sia il SSN in “discesa”, sia quello del minimo che quello in “salita” risultino più elevati, in qualche caso nettamente, in qualche altro meno nettamente. A tale proposito occorre ricordare che ormai ci troviamo nel mezzo del XIX secolo e non è del tutto fuori luogo ritenere che il sunspot number, e dunque il SSN, possa essere un poco sottostimato rispetto a quello che si sarebbe ricavato disponendo dei mezzi moderni. Infatti, i SN ed SSN precedenti il 1844 sono ritenuti un po’ meno affidabili, per questa ragione, di quelli seguenti.

Rispetto alle altre transizioni di questo periodo, fa eccezione la 6-7, che ha un SSN del minimo inferiore, mentre gli SSN in “discesa” ed in “salita” possono essere ritenuti paragonabili, se non superiori, a quelli della 23-24, in considerazione della sopracitata sottostima.

Si giunge infine alle prime due righe in alto della tabella, cioè al noto “Minimo di Dalton”, caratterizzato da due cicli molto deboli, intervallati da lunghi e profondi minimi. In questo caso, pur considerando le approssimazioni già citate in termini di sottostima dei SSN, si nota che la transizione 5-6 appare più profonda della 23-24 attorno al minimo ed in “salita”, ma non in “discesa”. Mentre invece, la transizione precedente, la 4-5, è paragonabile alla 23-24, anzi i SSN in “discesa” ed in “salita” possono essere considerati senz’altro nettamente superiori a quelli della transizione 23-24 in quanto sottostimati, come già detto.

Conclusioni

Già, che cosa si può concludere?

Si premette che già è difficile stimare ora il massimo del ciclo 24 disponendo di ben altri dati e strumenti che non tre SSN, figuriamoci solo utilizzando questi tre numeri!

Peraltro, David Hathaway lo scrive chiaramente in uno degli articoli pubblicati sul sito della NASA: per stimare con ragionevole attendibilità il valore di un massimo, occorre attendere che il minimo sia trascorso da almeno 2-3 anni; nel nostro caso ciò non avverrà prima dell’inizio del 2011.

Tuttavia, si può subito osservare che,

  • nessuna transizione di ciclo, dal 1798 in poi, risulta avere tutti e tre i SSN inferiori ai corrispondenti della 23-24;
  • solo due transizioni (la 5-6 e la 14-15) hanno almeno due SSN nettamente inferiori a quelli della 23-24 (il SSN in salita della 4-5 si ritiene sia un po’ sottostimato, data la sua “età”, e dunque probabilmente paragonabile o superiore a quello del 23-24);
  • solo il ciclo 6, dopo la transizione 5-6, appare caratterizzato, un anno dopo il minimo, da una ripartenza nettamente più debole di quella del ciclo 24;
  • infine, sebbene ciò abbia ad oggi un valore ancora piuttosto relativo, solo i due cicli del minimo di Dalton hanno un SSN (finale) massimo inferiore a quello (stimato) per il ciclo 24.

Se le conclusioni non vi soddisfano, aggiungetene senz’altro delle altre, insieme alle vostre osservazioni e, naturalmente, le critiche.

Fabio2

Domenica 4 luglio 2010: E allineamento fu!

4 luglio 2010 49 commenti

Vi ricordate questo famoso articolo scritto da Ale un anno fa:

https://daltonsminima.wordpress.com/2009/06/29/risonanze-orbitali-la-parola-alleclittica-super-minimum-in-arrivo/

Ebbene ci siamo, il 4 luglio è arrivato!

In questi mesi abbiamo visto gli effetti tangibili di questo allineamento planetario che si pensa possa essere la causa principale dei super minimi stile Maunder, in cui proprio per l’interazione combinata tra i giganti gassosi ed il sole, si verrebbe a creare un disturbo capace di inibire la formazione delle sunspots e quindi del campo magnetico della nostra stella. Dicevo che abbiamo già visto all’opera questo fenomeno con l’ormai famoso “recinto di Carrington”, una specifica area della superficie solare in cui le macchie comparivano con più facilità, ed ora si stima che proprio da oggi questo recinto si chiuda completamente, inibendo quasi del tutto la formazione delle macchie appartenenti al ciclo 24.

Abbiamo anche annotato altri due fattori importanti, ovvero la comparsa di AR via via a latitudini sempre più basse e di numerose macchie a polarità invertita, l’ultima fra tutte proprio l’attuale 1084 che ha già resistito ad un giro completo del sole e che sembrerebbe inibire la formazione di macchie del nuovo ciclo!

Come potete vedere dal magnetogramma Gong infatti, nel sole attualmente sono presenti 7-8 AR che solo fino a pochi giorni fa avevano fatto pensare ad alcuni utenti di NIA che il sole stavolta si stava svegliando per davvero…nulla di più sbagiato!

Tra queste, solo la 1084 è stata capace di generare una macchia, tra l’altro nata come AR a polarità dispari, mentre ora non si riesce più a distinguere la sua origine magnetica, perchè il nero ha completamente preso il posto anche del bianco!

Ma come già scritto sopra, è molto probabile che questa AR appartenendo ad un ciclo dispari (25) sia riuscita a bloccare la formazione di tutte le altre regioni con polarità pari (24).

Insomma, una cosa è certa: il sole non smette più di stupirci, basta vedere anche il valore del flusso solare fermo ormai da giorni a 75-76! (valori da minimo)

Cosa aspettarci nell’immediato futuro?

Se la teoria dell’allineamento planetario sposata da tanti studiosi, tra cui anche dal compianto prof Timo Niroma fosse veritiera, dovremmo attenderci mesi e mesi di assenza quasi totale di macchie solari, e questo fu quello che accadde di certo nei super minimi passati, quando però non esistevano centri ultra moderni come ovviamente esistono oggi!

Quindi come sempre, un occhio al solar flux e l’altro al nia’s count, l’unico conteggio in grado di garantire una certa cotinuità con i minimi importanti del passato…è quindi superfluo che vi dica che questi per Sidc e Noaa non saranno di certo mesi spotless o con bassi valori di SN, come invece sarebbero stati 200 anni fa!

Stay tuned, Simon

Dati solari di Giugno ai raggi x

1 luglio 2010 39 commenti

E’ terminato anche il mese di giugno e l’attività solare non è ancora decollata.

Per il Noaa il mese chiude a 17.9, per il Sidc a 12.1 (dato non ancora ufficiale) e per il Nia’s count a 5.8.

Qui invece i dati da gennaio a giugno:

https://daltonsminima.wordpress.com/dati-sole-in-diretta/

Il solar flux invece continua il suo trend al ribasso, giugno chiude a 74.80 (dato ancora non ufficiale) contro maggio che chiuse a 75.26.

Questa volta quindi anche per il Nia’s count, non c’è stata piena correlazione tra il flusso solare ed il SN, ma trattasi davvero di poca divergenza, sicuramente molto più contenuta rispetto alla differenza con il valore mensile del Sidc!

D’altronde come già detto più volte, non è così automatica la correlazione tra andamento del solar flux e del SN.

Quello che emerge comunque è che anche nel mese appena conclusosi la nostra stella non ha ancora imboccato la strada di una convinta ripartenza, ed il flusso solare è ormai da 5 mesi (febbraio 2010-82.70 — giugno 2010-74.80) che mostra un trend al ribasso!

I giorni spotless per il sidc sono stati solo 2, ma siamo certi che sarebbero stati molti di più nel passato come si evince dal Nia’s count:

https://daltonsminima.wordpress.com/nias-sunspot-number/

Una nota particolare sempre per il flusso solare aggiustato: è dall’8 di maggio che non raggiunge più quota 80, e quindi tra poco più di una settimana faremo 2 mesi!

Questo è sicuramente un dato molto importante, soprattutto per il fatto che di AR ce ne sono state nel sole, ma in assenza di macchie consistenti, il solar flux fatica a salire! E ciò cozza un pò con la teoria di L&P che mi pare di ricordare che affermi che se da una parte le macchie diverranno sempre meno visibili, dall’altra però il flusso solare continuerebbe la sua ascesa. Ricordo a tutti che di fatto la teoria di cui sopra non ha niente a che vedere con quella degli allineamenti planetari, per bocca non solo degli stessi L&P che l’hanno postulata, ma anche per tutti i maggiori fisici solari che stanno dando credito ai due studiosi, Svalgaard su tutti. Quindi o ha ragione una o l’altra, o perchè no, nessuna delle due!

L’unica cosa certa, è che un altro mese è finito ed il nostro sole non sembra avere ancora alcuna intenzione di svegliarsi sul serio…

stay tuned, Simon

UPDATE: CHE SCANDALO!

E’ USCITO IL RESOCONTO MENSILE DEL SIDC E METTONO 13.5 CONTRO I 12.1 CALCOLATI IN PRECEDENZA!

http://sidc.oma.be/products/ri_hemispheric/

CIOE’ PER IL SIDC GIUGNO HA CHIUSO SOPRA A GENNAIO CHE AVEVA AVUTO UN SOLAR FLUX DI 78.65 CONTRO I 74.80 DI GIUGNO!

QUESTI CONTEGGI SPIACE DIRLO, MA NON VALGONO PIU’ NULLA ORMAI, AL PARI DI QUELLI DEL NOAA!

Va là, buttiamoci sul sole, l’unica palla che “gira” bene oggi…

24 giugno 2010 26 commenti

La regione 1082 oggi non è più contabile col nostro conteggio, mentre le altre finora stanno provocando solo delle plage…dal Behind si nota come altre AR stanno per sopraggiungere nella parte visibile solare, staremo a vedere.

Nonostante l’assenza di macchie importanti, la presenza di più plage ha portato in questi ultimi giorni ad un momentaneo innalzamento del flusso solare intorno a valori di 76-77, che comunque rimangono ancora dei valori da minimo.

Il 4 luglio ormai è alle porte, e credo che i risultati si stiano vedendo tutti, ci sono poche macchie, piccole e con scarsa coalescenza magnetica.

Ogni giorno che passa d’ora in poi, peserà come un macigno come ama dire il nostro Ale sulla reale situazione di questo minimo solare!

Stay tuned, Simon

Nowcasting Domenicale

20 giugno 2010 22 commenti

Le regioni solari stanno faticando ultimamente a crescere, alcune sono riuscite cionostante a prendere il numero col Nia’s count che come parziale ha già superato i 2 mesi precedenti (anche perchè si sono formate più regioni e quindi aumenta il numero di wolf) anche se per il momento la media del flusso solare si sta mantenendo più bassa rispetto anche a quella di maggio:

https://daltonsminima.wordpress.com/dati-sole-in-diretta/

Questa è la prova del nove che il sole sta andando dritto verso un minimo sempre più importante, infatti le macchie ,seppur aumentate, appaiono sempre più piccole (sebbene alcune riescano a prendere  il numero anche col nostro conteggio) ed il solar flux decresce di conseguenza, dando ragione sia alla teoria di L&P che a quella degli allineamenti planetari.

Non darei tanto peso, come hanno fatto alcuni, al fatto che ci si aspettava un NIA’s SN più basso rispetto a quello di aprile e maggio proprio in funzione del costante calo del flusso solare, non è infatti così automatica e precisa la correlazione (anche per le cose esposte sopra), e comunque io continuo a vedere un ottima efficienza, infatti basta pensare che se per il nia’s count al 19 giugno siamo a 4.5 per il sidc siamo già a 8.6!

Incredibile!

Quindi semmai è con i dati del Sidc che c’è enorme discordanza col solar flux!

Stay tuned, Simon

3° mese consecutivo che chiude sotto a febbraio!

1 giugno 2010 48 commenti

Il SN di Febbraio 2010 ancora non è stato superato, e dopo marzo ed aprile, si aggiunge anche maggio che secondo i miei calcoli termina a 8.7 (nel corso della giornata uscirà il resoconto mensile del sidc che solitamente, guarda caso, alza sempre il SN rispetto alla somma dei singoli giorni che io eseguo ogni sacrosanto dì!)

Per il Noaa invece il mese chiude a 19.9, ma qui preferisco non commentare e stendere un bel velo pietoso…

La media mensile provvisoria del solar flux aggiustato si attesta a 75.41, valore più basso di quello di aprile che era di 76.24, ed anche da questo si intuisce facilmente che sia Sidc che Noaa in questo mese di maggio hanno esagerato i loro conteggi, a dir il vero il Sidc non proprio in maniera vergonosa, mentre il Noaa è davvero incommentabile!

https://daltonsminima.wordpress.com/dati-sole-in-diretta/

Ma noi da poco tempo abbiamo il nostro conteggio che riporta le cose a posto, così guarda caso, seguendo le semplici regole del Nia’s count, magicamente maggio chiude sotto ad aprile e cioè 3.2 contro 3.8, rendendo così giustizia al calo del flusso solare registrato nel mese appena trascorso, dimostrando quindi di aver trovato la giusta formula per garantire la continuità col passato, e di questo ringrazio nuovamente Fabo e Luca che lo hanno reso possibile!

https://daltonsminima.wordpress.com/nias-sunspot-number/

Inoltre l’ area delle regioni solari è in netta fase di decrescita rispetto ai mesi di gennaio, febbraio e prima parte di marzo, e ciò ovviamente va di pari passo al costante calo del solar flux. Con maggio, sono 4 i mesi in cui il flusso solare dopo aver raggiunto e superato la media mensile di 80, non è ancora decollato a 100, ma anzi come già esposto, sta continuando a calare progressivamente. Questo è importante perchè da quando lo si misura, il solar flux ci bada circa  5-6 mesi prima di arrivare a 100 una volta che ha raggiunto la media di 80! Staremo a vedere!

Vi lascio con un semplice grafico in cui si mettono a confronto i dati Sidc con quelli del Nia’s count dei primi 5 mesi del 2010:

fig.jpg

Quelli del Noaa li ho volutamente omessi, tanto hanno dimostrato di valere meno che 0!

A più tardi per eventuali aggiornament!

Simon

Update:

 maggio chiude a 8.8 per il sidc:

http://sidc.oma.be/products/ri_hemispheric/

Situazione solare!

28 maggio 2010 35 commenti

La regione 1072 domani si spera non venga più contata nè dal noaa nè dal sidc (ma ho qualche dubbio a proposito!) anche perchè sparirà nel lato invisibile del sole, mentre nella parte orientale del nord emisfero, quella AR presente ormai da giorni, anche oggi presenta delle speck appena percettibili comunque non segnalate ancora.

Questa nuova regione bisognerà tenerla in considerazione nei prossimi giorni, perchè da essa dipenderà il fatto se il sole ritornerà spotless oppure no, in quanto altre AR al momento non se ne vedono nè nella parte visibile nè in quella far.

La media mensile del sola flux aggiustato scende con ieri a 75.48, ormai sembra più che assodato che essa sarà più bassa di quella di aprile che chiuse a 76.24!

Si va profilando un altro mese in controtendenza dopo la breve fase di attività dei mesi di febbraio e marzo…urgono ancora mesi di conferma per avere un quadro più completo di quello che ci aspetta, ma allo stato attuale delle cose possiamo affermare con certezza che il ciclo solare numero 24 non è ancora decollato!

Stay tuned, Simon