Archive

Archive for febbraio 2009

Daltronde è sempre solo per non perdere la faccia…The NOAA must go on…

28 febbraio 2009 3 commenti

Fonte Foto: http://images.spaceref.com/news/2008/gong2.l.jpg

(La prima macchia del ciclo 24 che inaugura il nuovo ciclo, notare la differenza con una spot del ciclo 23 per giunta in fase decadente, e finora non che le altre macchie del ciclo 24 siano state molto più “performanti”))

In questo articolo comparso nel gennaio 2008 NOAA mette in guardia sui
possibili rischi per i sistemi elettrici e elettronici in quanto il ciclo
solare appena iniziato sarà il più potente mai registrato!!!
Nell’articolo si legge:

Un nuovo ciclo undecennale è iniziato, il 24, sarà uno dei cicli di
maggiore attività solare, che porta con sé un aumento dei rischi per le
reti elettriche, militari, civili, compagnie aeree e di comunicazione,
segnali GPS e anche telefoni cellulari e le operazioni ATM. Il nuovo ciclo
ha mostrato i primi segnali di inizio tardi in quanto ieri, quando è
apparso il primo Sunspot nel sole (Emisfero Nord ). Gli scienziati NOAA
hanno detto:
“Questo è come la Sunspot robin prima della primavera”, ha detto Douglas
Biesecker fisico solare del NOAA’s Space Weather Prediction Center. “In
questo caso, è un primo segno di tempeste solari che aumenteranno
gradualmente nei prossimi anni”.

Un Sunspot è un’area di attività magnetica altamente organizzata sulla
superficie del sole. Il nuovo ciclo di 11-anni, chiamato ciclo solare 24,
si prevede partire gradualmente, con il numero di macchie solari e
tempeste solari che raggiungeranno un massimo entro il 2011 o 2012, anche
se devastanti tempeste possono verificarsi in qualsiasi momento.

Durante una tempesta solare, la proiezione di materiale dal sole verso la
Terra, dove si può ridurre il potere delle reti, disgregare e rendere
critica la comunicazione, è poi una minaccia per gli astronauti con
radiazioni nocive. Tempeste possono anche abbattersi sule comunicazioni
commerciali e sui satelliti Global Positioning System. Attività di
routine, come parlare a un telefono cellulare o di ottenere denaro da un
bancomat potrebbe arrestarsi improvvisamente su gran parte del globo.

“La nostra crescente dipendenza da sistemi altamente sofisticati, basati
su tecnologie spaziali significa che sono molto più vulnerabili alla meteo
spaziale di oggi rispetto al passato”, ha detto il Vice Ammiraglio Conrad
C. Lautenbacher, Jr., Sottosegretario di commercio per gli oceani e
l’atmosfera e amministratore NOAA. “NOAA monitora le condizioni meteo
dello spazio e le previsioni sono di fondamentale importanza per la
nazione la capacità di funzionare senza intoppi durante disturbi solari”.

Lo scorso aprile, in coordinamento con un panel internazionale di esperti
del Sole, NOAA ha pubblicato una previsione che il ciclo solare 24
dovrebbe iniziare nel marzo 2008, più o meno sei mesi. Il pannello è stato
equamente diviso tra coloro che prevedono una forte o debole ciclo.
Entrambi i gruppi d’accordo sul fatto che la prima del nuovo ciclo
riprende il calo del ciclo precedente, tanto più è probabile che sarà una
stagione forte con molte macchie solari e grandi tempeste, ha detto
Biesecker. Molte più macchie solari con il ciclo 24 tratti con la
possibilità di più frequenti tempeste.

Il nuovo Sunspot, identificato come # 10981, è l’ultimo posto visibile a
comparire da quando NOAA ha iniziato la numerazione il 5 gennaio 1972. La
sua posizione elevata latitudine di 27 gradi Nord, e la sua polarità
negativa che porta a destra nel Emisfero Nord sono chiari segni di un
nuovo ciclo solare, secondo gli esperti NOAA. Le prime macchie solari
attive e regioni di un nuovo ciclo solare possono emergere ad alte
latitudini, mentre quelle del precedente ciclo di continuare a forma più
vicina al equatore.

L’articolo conclude poi:

“NOAA si è dedicata a migliorare la sicurezza economica e nazionale di
attraverso la previsione e la ricerca del tempo e del clima di eventi e
informazioni di servizio per il trasporto e la fornitura di gestione
ambientale della nostra nazione costiera e delle risorse marine.
Attraverso l’osservazione globale della Terra emergenti Sistema di Systems
(GEOSS), NOAA sta lavorando con i suoi partner federali, più di 70 paesi e
la Commissione europea a sviluppare una rete di monitoraggio globale che è
integrato con il pianeta per osservare, predire e proteggere.”

Ora si può spiegare e capire il perchè NOAA continui a contare macchie
“fantasma” che Sidc non conta, penso che alla luce delle sue previsioni di
inizio 2008 molte compagnie di telecomunicazione e lo stesso esercito
abbia investito molto per aumentare la protezione dei suoi apparati e
ora………
Il nostro Sole ha deciso di prendersi una pausa meritata dopo l’eccessivo
lavoro dei passati cicli!!!!

Fonte: http://www.spaceref.com/news/viewpr.html?pid=24422

Arrticolo scritto da Alessandro

Su alcuni metodi di previsione dell’attività solare (Parte I)

27 febbraio 2009 7 commenti

  Le previsioni sull’intensità del prossimo ciclo solare, il 24-esimo, come abbiamo recentemente visto, sono state continuamente modificate. David Hathaway, uno dei maggiori fisici solari, è stato più volte costretto a rivederne i dati, che qualche mese prima aveva fornito alla comunità scientifica. Siamo continuamente interessati alle nuove previsioni che ci vengono date senza conoscere quali sono le basi sulle quali gli scienziati ci forniscono i loro dati. In questo articolo vogliamo fare questo: una panoramica su alcuni dei metodi che vengono utilizzati per fare previsioni sulla durata e l’intensità di un ciclo solare, nonché darvi dei dettagli sul prossimo. Ci concentreremo sui metodi geomagnetici. È noto che il campo magnetico terrestre non è costante, ma subisce delle variazioni temporali più o meno lunghe. Tra le cause esterne alla Terra di queste c’è naturalmente la nostra stella. L’attività solare dà luogo a diverse classi di fluttuazioni del campo geomagnetico. I metodi geomagnetici utilizzano le misurazioni delle variazioni del campo magnetico terrestre, vicino al minimo solare di un ciclo, per faredelleprevisioni sull’intensità del ciclo successivo. Sono ritenuti molto affidabili dai fisici solari, che ne utilizzano in particolar modo tre:

 

 a) Metodo di Ohl

 

b) Metodo di Feynman

 

c) Metodo di Thompson

 

 a) Ohl (1966) ha osservato che uno degli indicatori dell’attività geomagnetica, noto come indice geomagnetico aa, raggiunge un valore minimo in corrispondenza di un minimo di attività solare; questo  valore dell’indice può essere correlato con l’ampiezza del successivo ciclo solare. Il principale svantaggio di questo metodo sta nel fatto che l’indice geomagnetico raggiunge il minimo solo dopo che è gia partito il minimo solare e pertanto la previsione sul nuovo ciclo arriva in ritardo.

  b) Un metodo alternativo è dovuto a Joan Feynman (1982). Egli ha osservato che l’attività geomagnetica indicata dall’indice aa può essere suddivisa in due componenti: una in fase e proporzionale al ciclo di attività solare, l’altra (la parte restante), associata alle perturbazioni interplanetarie e non in fase con l’attività solare. La seconda, detta anche componente “interplanetaria”, raggiunge il valore massimo in corrispondenza del minimo solare ed è un ottimo indicatore del numero di macchie del ciclo seguente. 

c) Richard Thompson (1993) ha trovato una correlazione tra il numero di giorni durante un ciclo solare, in cui il campo geomagnetico ha subito delle variazioni (giorni di disturbo geomagnetico) e l’intensità del ciclo successivo. Questo metodo ha il vantaggio di dare una previsione prima dell’avvio del minimo solare.
 
Riportiamo, ora i dati forniti da Hathaway utilizzando questi metodi, sul numero massimo di macchie del ciclo 24:
  
Metodo Ohl:

non forniti

 

Metodo di Feynman

16 Febbraio 2007:  160+/-30  (ciclo forte)

07 Febbraio 2009:  90+/-25

Metodo di Thompson:

16 Febbraio 2007: non fornito

07 Febbraio 2009: 115 +/-27  (assumendo come minimo l’Agosto 2008)

 

Come potete osservare, Hathaway prevedeva con il metodo di Feynman un ciclo forte che poi è stato ridimensionato, mentre fornisce una previsione con il metodo di Thompson che suppone che il minimo sia stato raggiunto nell’agosto 2008. Le domande che ci possiamo porre sono le seguenti: perché le previsioni fondate su tali metodi sono state rivisitate? Ci troviamo di fronte ad un minimo eccezionale?

I dati forniti con i metodi geomagnetici dipendono dalla durata di un ciclo. Se non riusciamo a capire, quando finisce un ciclo solare, in questo caso il ciclo 23, come possiamo aspettarci una previsione corretta? I metodi qui analizzati non sono certamente gli unici utilizzati, ma ci mostrano come sia difficile fare una previsione su un nuovo ciclo, soprattutto se non fosse stato previsto un minimo molto prolungato come questo, che Hathaway e altri non avrebbero minimamente immaginato.

 

 

 

 

Fonti:

http://solarscience.auditblogs.com/?s=physics

http://it.wikipedia.org/wiki/Campo_geomagnetico

http://users.telenet.be/j.janssens/HathawayWilson2006.pdf

http://solarscience.msfc.nasa.gov/papers/hathadh/HathawayWilson2006.pdf

http://solarscience.msfc.nasa.gov/presentations/20060326_Kastellorizo.ppt

http://solarscience.msfc.nasa.gov/papers/hathadh/HathawayWilson2006.pdf

http://solarscience.msfc.nasa.gov/presentations/20090207Astrofest_SunspotCycle.ppt.

 

 

 

Ringrazio ancora una volta l’utente Angelo, e mi scuso sia con lui che con i lettori per non essere riuscito ad inserire le figure per problemi dovuti a wordpress o forse per ignoranza tecnica del sottoscritto. OTTIMO LAVORO ANGELO!

Simon

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Categorie:Uncategorized

Catania conta 0 per oggi (ieri 12)…Incredibile NOAA: SSN di 12 per oggi!!!

26 febbraio 2009 7 commenti

macchia-scomparsaSole assolutamente spotless!

Cosa faranno i nostri eroi che ieri sono riusciti a vedere addirittura 4 macchiette?

Il centro catanese in stretto contatto col Sidc belga mette 0 SSN, come aveva già fatto nell’ultimo giorno di conteggio della precedente macchia del ciclo 23 mentre il Noaa aveva ricontato 11. Ecco a voi il link dell’osservatorio siciliano: http://www.ct.astro.it/sun/drawp.jpg.

Aspettiamo fiduciosi, ma se dov’essero contarla è lecito chiedersi se è in corso il programma superamento SSN di gennaio?

In ogni caso è  impossibile, come già detto altre volte, fare alcun tipo di paragoni con anni come il 1913 essendoci anche illusi di poterlo battere, con questi tipi di conteggio attuali…

Simon

UPDATE: SSN ADDIRITTURA DI 12 PER IL NOAA! NON ESPRIMO ULTERIORI GIUDIZI, a sto punto potrebbero contare 11 anche domani così febbraio avrà superato gennaio ed Hathaway potrà starsene tranquillo per un altro pò…

2008: RAFFREDDAMENTO DOVUTO AL MINIMO SOLARE O ALLA NINA??

26 febbraio 2009 7 commenti

Come sapete, o come saprete leggendo questo articolo, il 2008 è stato l’anno più freddo del nuovo millenni, tutte le rilevazioni sono concordi in questo, molti quindi si sono chiesti come mai proprio il 2008? Noi ovviamente la risposta non ce l’abbiamo, solo i ricercatori potranno con il tempo arrivare ad una risposta, noi possiamo solo analizzare la situazione. Questa situazione la analizzeremo evitando di scomodare argomenti come CO2 e company, io direi prima di tutto di dare in partenza le condizioni con cui si apriva il 2008 rispetto alle forzanti più importanti.

Il 2008 inizia sotto il segno della Nina e con la PDO negativa in maniera definitiva dopo anni di alternanza, l’indice AMO è positivo e il minimo solare nel pieno ( almeno così all’inizio si pensava ). Io direi di dividere in 3 parti il 2008, da Gennaio ad Aprile, da Maggio a Settembre e da Ottobre al Gennaio appena passato ( che aggiungiamo per restare più vicini alla situazione attuale )

 Bene, analizziamo la prima parte:

la Nina è nel pieno della sua forza, in fase strong, una delle più forti di sempre, la PDO è negativa, L’AMO positivo e il minimo solare nel pieno del suo percorso. Le temperature in questa parte del 2008 partono molto fredde ( Gennaio-Febbraio con valori che da 10 anni non capitavano ) per poi aumentare verso Aprile, in concomitanza con la ritirata della Nina. Siccome gli altri fattori restarono più o meno stabili si era preso per dato di fatto che il calo fosse dovuto interamente all’incredibile fase di Nina avutasi e i sostenitori delle teorie solari molto speranzosi furono messi alla porta da tutti. Come detto verso Aprile, ma soprattutto Maggio le temperature aumentano, anche se non a valori simile a quelli degli anni precedenti.

 Ora veniamo alla 2° parte:

la Nina si ritira e prende la strada un debolissimo Nino, la PDO cala ulteriormente sottolineando la sua fase negativa, l’AMO resta stabile, mentre l’attività solare cala drasticamente e porta il sole in una fase di stallo lunghissima, circa 80 giorni ( 50 per altri, e solo 30 per alcuni ) senza una macchia, che sarebbe il 2° periodo spotless più lungo dal 1850. Ebbene, dopo l’aumento di temperatura le temperature nei mesi estivi calano di nuovo anche se le temperature non raggiungono i valori di inizio anno. Questo cambiamento fece ritornare prepotentemente la teoria Sole, infatti era inspiegabile come le temperature fosse diminuite nonostante l’assenza della Nina.

 Ed infine la 3° parte:

La Nina fa di nuovo la sua comparsa, cosa mai capitata da quando si fanno le rilevazioni e in rete cominciano a girare teorie su come l’attività solare possa influenzare le fasi di Nina e farle prevalere su quelle di Nino, anche se questo si pensa sia attribuito di più alla PDO in fase negativa che in questa fase resta stabile, l’attività solare ha un leggero aumento ma resta sempre su valori incredibili ed infatti a fine anno si scopre che il 2008 è il 4° anno per numero di giorni spotless dal 1850.

Ma la vera rivelazione è l’incredibile calo dell’indice AMO che nel Gennaio 2009 torna negativa dopo 7 anni ( chissà che non aiuti a raffreddare il vecchio continente, vittima preferita del GW ). In questo contesto uno si aspetterebbe un calo delle temperature………ed invece no, incredibilmente e spiazzando tutti i valori sono tornati a quelli consoni degli anni 2000 ( Gennaio 2009 ).

Concludo dicendo che ancora ne sappiamo troppo poco anche solo per prevedere la temperatura che si registrerà nel prossimo mese sulla superficie terrestre. Adesso dobbiamo solo vedere quanto durerà la fase di Nina, quanto ancora il sole resterà in letargo, l’effetto della PDO in fase negativa ma soprattutto l’incredibile situazione che si è andata a formare in atlantico.

Articolo ben scritto dall’utente Fabio (Nintendo)! Ottimo lavoro, continua così, Simon 

Intanto anche il Noaa sposta ancora la ripartenza del ciclo 24…

25 febbraio 2009 Commenti disabilitati

swpc_sunspot_022409-520

Questo è stato addirittura modificato ieri, mentre ecco cosa prevedevano a dicembre 2008

swpc_sunspot_010309-520

Fonte grafici: www.wattsupwiththat.com

 

Le differenze tra i 2 grafici sono le seguenti…(secondo me non sanno più che pesci pigliare…)

 

 

  • SSN at Solar Maximum for the High Prediction was changed from 140 to 139.
  • SSN at Solar Maximum for the Low Prediction was unchanged at 90.
  • Solar Maximum for the High Prediction was moved back 5 months from Sep.-Oct. 2011 to Feb. 2012.
  • Solar Maximum for the Low Prediction was moved back 5 months from Jul.-Aug. 2012 to Dec. 2012.
  • The near-term predictions were made to dovetail with current activity levels.

Stay tuned, Simon

Compare un mini-sunspot del ciclo 24 dopo più di un mese, e qualcuno già si preoccupa…

25 febbraio 2009 1 commento

La regione 1013 apparsa ieri al massimo durerà fino a domani. Non sembra proprio avere le caratteristiche di una macchia in via di crescita, anzi è già in fase di leggera decadenza… mentre per quanto concerne la macchia posta nella parte invisibile del sole, ebbene essa a mio modesto parere non farà in tempo ad emergere nell’altra superficie solare ed essere contata, posto che lo sia già al momento in quanto anch’essa mi sembra più un  mini-sunspot che altro. Ergo la possibilità a causa delle 2 macchie sopramenzionate di avere per la prima volta 2 regioni attive del ciclo 24 contemporaneamente presenti, la reputo alquanto improbabile. Per il resto il solar flux si mantiene sempre a livelli molto bassi, finchè non si muove questo ed in maniera tangibile intendo, the minimum must go on per buona pace di Hathaway e Co.

Anche oggi molto presumibilmente ci sarà un SSN di 12, domani di 11.( almeno che la regione 1013 non abbia un sussulto improvviso che ancora non vedo dagli ultimi aggiornamenti satellitari). Se le cose dov’essero terminare così, febbraio chiuderebbe con un SSN di 2.42 inferiore a quello di gennaio. Tenete presente inoltre che il Noaa ha contato un giorno in più la precedente regione 1012 rispetto al Sidc, quindi attendiamoci per il centro belga un valore ancora più basso.

Stay tuned, simon

UPDATE: SSN di 13 per il Noaa, 3 micro spots che in tempi di massimo solare o solo fino a 30 anni fa non sarebbero mai state contate.Ma nella sostanza non cambia nulla rispetto a quanto scritto sopra.

UPDATE atto 2°: il noaa  toglie 13 che già era molto dura vederle 3 macchiette e mette 14(mi astengo da ogni commento)

L’aumento di temperatura porta ad un aumento della CO2?

25 febbraio 2009 6 commenti

La presenza di notizie riguardanti l’aumento delle temperature globali, in seguito all’emissione da parte dell’uomo di CO2, il cosiddetto riscaldamento antropico, è divenuta oramai costante e insopportabile. Ambientalisti, politici e molti scienziati ci hanno convinto che l’aumento dell’anidride carbonica, emessa dalle attività umane, implica necessariamente un aumento delle temperature globali. E se questa idea non fosse vera? Se fosse il contrario? Potrebbe l’innalzamento della temperatura comportare l’aumento di CO2?

Quando si parla di riscaldamento globale dovuto all’emissione di anidride carbonica, si dimentica spesso che quella dovuta alle attività umane è solo una parte di quella presente in atmosfera. Altri fattori entrano in gioco, fra questi in particolar modo gli oceani.   Gli oceani della Terra contengono quantità enormi di CO2, fino al 78%  di quella naturale, più di quanta ce ne sia nell’atmosfera. Essi possono rilasciarla come assorbirla in quanto è solubile in acqua. L’incremento di temperatura dell’acqua diminuisce la solubilità del biossido di carbonio, pertanto l’aumento della temperatura degli oceani sposta CO2 dal mare all’atmosfera, mentre una diminuzione fa avvenire il contrario. Come si può vedere nel grafico qui di seguito, uno spostamento 10 ºC di temperatura provoca circa il 30% di riduzione delle emissioni di CO2 disciolta. 

 

 

figura 1: andamento temperatura- solubilità CO2

 http://wattsupwiththat.files.wordpress.com/2008/04/co2_solubility_h2o.jpg?w=516&h=386

 

La variazione di temperatura degli oceani determina l’evoluzione atmosferica di CO2.

 

Gli scienziati della base russa Vostok, nell’Antartide orientale, analizzando dei campioni di ghiaccio, sono riusciti a ricostruire la temperatura e la concentrazione di CO2 della Terra  degli ultimi 420.000. 

 

Vostok Ice Core Graphfigura 2 : andamento della temperatura e della concentrazione di CO2 negli ultimi 420.000 anni

 

Analizziamo i due grafici:

Consideriamo la Terra 20.000 anni fa. Le temperature sono molto basse, circa 8 ºC al di sotto dei livelli attuali. Le basse temperature degli oceani determinano livelli altrettanto bassi di vapore acqueo in atmosfera, come di anidride carbonica la quale raggiunge livelli che sono la metà di quelli attuali. L’albedo della Terra è elevata a causa della presenza di una vasta copertura di ghiaccio in Europa e Nord America.  Tutti questi fattori avrebbero portato ad una ulteriore diminuzione delle temperature terrestri, (facendo queste diminuire ulteriormente la concentrazione di CO2)  fino a un’era glaciale permanente. Le temperature, invece, cominciano ad aumentare rapidamente,  senza che la CO2  sia il motore di questo processo  essendo, in realtà, diminuita.

Consideriamo altri due periodi. La Terra 14.000 anni fa presenta concentrazioni di CO2 di circa 200 ppm (parti per milione) e temperature al di sotto dei 6 ºC in rapida crescita.  Se osserviamo 30.000 anni fa, le temperature e i livelli di CO2  sono gli stessi del periodo 14.000 anni fa , ma c’è una trend  di temperatura opposto. Si possono trovare nel grafico situazioni analoghe, basta fissare un valore di temperatura e di CO2 e trovare periodi in cui il trend di temperatura è positivo e altri in cui è negativo.

Consideriamo ora 120.000 anni fa. Le temperature sono superiori a quelle attuali e i livelli di CO2 sono stati relativamente elevati a 290 ppm. L’H20 atmosferica è alta, e l’albedo terrestre è scarsa.  Secondo gli scienziati attuali, la Terra avrebbe dovuto riscaldarsi  rapidamente. Ma al contrario, subisce una rapida diminuzione delle  temperature. 

Se la CO2 fosse la principale causa delle variazioni climatiche, allora il clima sarebbe instabile e dovremmo aspettarci o una Terra completamente ghiacciata o un pianeta come Venere. 

Appare strano come la Terra, a volte,  si riscaldi rapidamente a 180 ppm di CO2, e altre volte si raffreddi a 280 ppm.

Se provassimo a sovrapporre i due grafici in figura 2, come si vede in figura 3, troveremmo che la temperatura e la CO2, hanno lo stesso andamento, avvalorando l’ipotesi che è la seconda a seguire la prima e non viceversa.

 

figura 3: Sovrapposizione temperatura (linea blu) e concentrazione CO2 (linea rossa)

Da quest’analisi appare chiaro che l’anidride carbonica non è la causa principale che spiega i periodi glaciali ed interglaciali, sicuramente entrano in gioco altri fattori, che gli scienziati non hanno chiarito ancora del tutto.

 Fonti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Gas_serra

http://it.wikipedia.org/wiki/Anidride_carbonica

http://wattsupwiththat.com/2009/02/21/co2-does-not-drive-glacial-cycles/

http://wattsupwiththat.com/2009/02/20/basic-geology-part-2-co2-in-the-atmosphere-and-ocean/

http://rubyelephant.wordpress.com/2007/12/04/you-dont-have-to-be-a-scientist-part-1/

 

Articolo inviatomi dall’utente Angelo che ringrazio…davvero ben fatto!

Simon

Categorie:Clima e CO2 Tag: