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IL MISTERO DELLA MORTE DEI TERMOMETRI

4 giugno 2010 55 commenti

Giá abbiamo parlato in molti articoli qui su NIA che le temperature globali rilevate dalle centraline meteo non sono affidabili.

https://daltonsminima.wordpress.com/2010/02/07/1990-l%c2%b4anno-in-cui-scompaiono-le-stazioni-meteo-rurali/
https://daltonsminima.wordpress.com/2010/01/22/come-barare-con-le-temperature/https://daltonsminima.wordpress.com/2009/07/02/il-noaa-fornisce-valori-di-temperatura-inattendibili-parte-prima/

Abbiamo parlato anche del fatto che dal 1998 le centraline si sono drasticamente ridotte di numero.
JoNova adesso ha aggiornato i dati e le cose vanno di male in peggio!
Diciamo subito che molte centraline sono ancora presenti e funzionanti ma che per motivi per ora sconosciuti i loro dati non vengono piú presi in considerazione per il calcolo delle temperature della GHCN.
http://joannenova.com.au/2010/05/the-great-dying-of-thermometers/
Sembra di assistere dall´alto allo spegnimento delle luci a misura che avanza la notte.
Guardate qui sotto come si sono ridotte di numero le centraline meteo nel mondo:

La decadenza negli ultimi 20 anni é notevolissima.
Nel caso in cui non riuscite a vedere l´animazione ecco di cosa si sta parlando:
1960

1970

1980

1990

2000

2010

Poi chi volesse vedere l´animazione realizzata da SinanUnur su YouTube dal 1701 ai giorni nostri,

Degli oltre 6000 termometri che bene o male misuravano le temperature ne sono rimasti poco piú che 1500 e mano a mano che diminuisce il numero delle centraline misuratrici”aumenta la temperatura globale”. Inutile riparlare di spostamenti, aeroporti, effetto urbano ecc ecc.

Le immagini sono chiarificatrici che quello che sta accadendo: cioé lasciare al monopolio NOAA/NASA le rilevazioni delle temperature mondiali dismettendo anno dopo anno le centraline terrestri. Cosí quegli scettici impiccioni la smetteranno di mettere il naso e contestare le temperature globali. Il NOAA/NASA tra poco tempo sará l´unico che avrá nelle sue mani il destino di miliardi di dollari che devono essere investiti dai governi e dall´ONU per combattere un riscaldamento globale che loro creano, loro misurano, loro controllano, loro divulgano, loro combattono e loro… si arricchiscono! Se vi piace é cosí, se non vi piace é cosí lo stesso… e beccatevi l´AGW con buona pace per tutti….

SAND-RIO

E ADESSO…. COSA CI FACCIAMO CON TUTTA QUESTA CO2???

30 maggio 2010 25 commenti

Ormai siamo invasi dalla CO2 che esce da tutte le parti per inquinare irremediabilmente l´aria che respiriamo. Abbiamo CO2 che travasa dalle centrali elettriche a carbone, gas e petrolio, Tutte le industrie mondiali emettono incredibili quantitá di CO2, le nostre auto, aerei navi ne producono masse enormi, adesso ci sono messe anche le mucche e i lombrichi e addirittura anche i batteri ad emettere questo gas puzzolente e velenosissimo gas color rosso fuoco come mostrano le immagini del pianeta che il NOAA ci somministra a piú non posso, che cerca di ucciderci immediatamente e che se non ci riesce subito, vuole massacrarci facendo (FORSE, MOLTO FORSE) aumentare le temperature globali di qualche decimo di grado per secolo!
Ma la tecnologia e la fantasia umana ha enormi risorse per salvaguardare la nostra esistenza. E allora vediamo cosa la tecnologia e gli ultimissimi studi stanno approntando per la nostra salvezza!
L´idea primordiale é quella di catturare e immagazzinare tutto questo subdolo gas prima che sia lanciato e sparso nell´atmosfera. Questa nuova branca scientifica benemerita dell´umanitá si chiama CCS (Carbon Capture and Storage) (Dessus, 1993; Schiermeier, 2006).
Naturalemnte l´impresa e di quelle titaniche degne di Rambo, Indiana Jones, Ercole e Ulisse tutti contemporaneamente nella stessa persona!
Per esempio la potenza termica di una centrale a carbone di 1.000 MW produce 2,5 milioni di tonnellate di CO 2. Uno dei metodi che sono in fase di sperimento è la cattura di questa CO 2 e rimetterla dentro i pozzi di petrolio e gas o miniere di carbone. Ciò richiede il collegamento tra gli impianti e industrie utilizzatrici di petrolio, gas e carbone con i pozzi in cui avviene l´estrazione dei medesimi. Questo collegamento può essere fatto con gasdotti o con navi cisterna di gas. Un grande gasdotto di CO 2 è in via di costruzione tra un impianto industriale di SynFuel (carburante sintetico ricavato dal carbone), situato nel North Dakota e un pozzo di petrolio in Canada, dove si reinietta la CO2 per facilitare l’estrazione di più petrolio.


Fig. iniezione di CO 2 della metropolitana per il recupero dell’olio semiesausti.

Fonte: http://www.basinelectric.com/

Nel settore dei trasporti il compito è ancora più difficile: raccogliere la CO 2 emessa diffusamente dalla combustione delle auto a benzina (circa 2,4 kg di CO 2 per ogni litro di benzina, o circa 150 grammi di CO 2 per ogni chilometro di marcia) è praticamente impossibile, ma l´immaginazione dei nostri eroi premi Nobel é fantastica! Proibiamo i trasporti!!

Un’altro potenziale luogo di stoccaggio della CO2 potrebbe essere il fondo marino. Il malefico gas sarebbe liquefatto per compressione e cosí lo possiamo buttare negli oceani profondi preferibilmente davanti le coste africane. Esperimenti di questo tipo sono già state effettuati nella baia di Monterey, in California. Ma una cosa é il luogo degli esperimenti e ben altra cosa é il luogo poi definitivo!!
Comunque ci sono ancora molte incertezze circa gli effetti biologici e lo squilibrio ambientale che potrebbero portare tutte queste tecniche di sequestro di massa di CO2 nel mare (Chisholm, 2001; Seibel, 2001).

Ci sono ancora altri progetti piú teorici, e costosi, (ma chi se ne frega dei soldi in confronto alla nostra salvezza) per neutralizzare le emissioni di CO2 per formare carbonati stabili e insolubili o bicarbonati solubili, neutralizzando l’acido carbonico con gli ioni di magnesio, calcio, sodio e di potassio (Lackner, 2003).

Certo tutte queste mirabolanti strategie contro questo gas terroristico peggio di Bin Laden é giusto che siano svolte da gente capace. Penso che per questo arduo compito non ci sia nessuno meglio indicato di qualche premio Nobel… e tanto per non fare nomi penso ad Al Gore, Pachauri, Bill Gates Rockfeller e a tutte le loro aziende “verdi” o ad altri mecenati storici.
Poi se per caso resta impigliata tra le loro dita qualche centinaio di milioni di dollari… cosa volete che sia? Sono le regole del capitalismo: Creiamo un “bisogno” con la pubblicitá e poi gli vendiamo il prodotto anche se completamente inutile!

SAND-RIO

I cicli di Milankovich, le conseguenze climatiche (2 parte)

26 maggio 2010 61 commenti

Abbiamo visto nella prima parte come i cicli di Milankovich e cioé la precessione degli equinozi, la eccentricitá dell´orbita terrestre e l´inclinazione dell´asse terrestre sono in grado di modificare la irradiazione che la Terra riceve dal sole nel corso dei milleni.
In questo disegno possiamo vedere i 3 movimenti alla base dei cicli di Milankovich.

Vediamo allora quali sono le conseguenze sul clima terrestre che apportano tali variazioni.

Attualmente la Terra passa per il perielio quando é inverno nell´emisfero nord (gennaio), la minore distanza dal Sole ammortizza in parte il freddo invernale in questo emisfero; nella stessa maniera la Terra si trova in afelio quando é estate nell´emisfero Nord (luglio) e la maggiore distanza dal Sole ammorbidisce il calore estivo. Cioé, l´attuale configurazione dell´orbita terrestre attorno al Sole aiuta affinché le differenze stagionali di temperatura nell´emisfero Nord siano minori. Per contro peró le differenze stagionali nell´emisfero Sud si aggravano. Ora, per essere le estati boreali piú lunghe quando il Sole é piú lontano dalla Terra e gli inverni piú corti,  le differenze dell’energia ricevuta non sono tanto grandi.
La teoría paleoclimática tradizionale indica che le glaciazioni e le deglaciazioni cominciano alle latitudine alte dell´emisfero Nord per poi diffondersi al resto del pianeta. Secondo Milankovitch, affinché ci sia accumulo di grandi mantelli di ghiaccio nel Nord America (mantello Laurentino) e nell´Eurasia (mantello Finnoscandinavo) occorre un periodo di estati fresche alle alte latitudini dell´emisfero Nord che consentano la diminuizione del peirodo estivo e permettano la persistenza della neve caduta nell´inverno anteriore.

http://it.wikipedia.org/wiki/Ablazione

Per produrre questo accumulo di ghiaccio e neve é necessario che l´insolazione estiva sia bassa e ció succede quando l´estate coincide con l´afelio. Questa circostanza si é verificata 22.000 anni fa quando si produsse il massimo di avanzo glaciale (anche adesso sta cominciando a prodursi ma succede che l´effetto era maggiore che oggi dovuto ad una maggiore eccentricitá dell´orbita). Al contrario la diminuzione del gelo continentale é favorita quando l´insolazione estiva nelle alte latitudini é elevata e l´insolazione invernale sia bassa, producendo estati piú calde (maggior disgelo) e inverni piú freddi, situazione che ha raggiunto la sua massima intensitá circa 11.000 anni fa. Questo cambiamento stagionale del perielio e dell´afelio modificó la distribuzione stagionale dell´energia solare e ha influito probabilmente in maniera piú importante nell´ultimo processo di deglaciazione.

Ma va tenuto presente che l´intensitá della radiazione in estate é inversamente relazionata con la durata dell´estate. È dovuto alla seconda legge di Keplero, per cui il movimento della Terra accelera quando passa per il perielio. Questo é il tallone di Achille della teoria che la precessione regola le glaciazioni. Quando si prende in considerazione l´integrazione della intensitá solare durante tutta l´estate (o meglio tutti i giorni in cui si verifica il disgelo dei mantelli di ghiaccio nell´emisfero Nord) l´inclinazione dell´asse terrestre risulta essere piú importante della precessione e delle eccentricitá.

Il ciclo della precessione degli equinozi é probabilmente piú determinante per il clima nelle zone tropicali rispetto alle zone polari dove sembra avere piú importanza l´inclinazione dell´asse terrestre.

Una delle caratteristiche che ci indicano che la precessione degli equinozi é piú importante nelle zone tropicali é l´alta correlazione esistente tra le sue fluttuazioni e la concentrazione di gas metano nell´atmosfera, come é provato dalle carote di ghiaccio estratte in Groenlandia e in Antartico. Questo si spiega perché la concentrazione di metano nell´atmosfera dipende in grande parte dalle emissioni di vapore acqueo dalle zone umide continentali dell´Africa e dell´Asia, e l´umiditá continentale dipende dalla forza dei monsoni estivi. I monsoni sono piú forti quanto maggiore é il riscaldamento estivo delle terre interne asiatiche e africane é questo succede quando il perielio cade nell´estate settentrionale. La maggior produzione di fitoplancton nel Mar Arabico, dovuto all´incremento dell´affioramento di acque fredde dal fondo succede quando i monsoni estivi sono intensi come hanno rilevato le sonde marine, e questo prova l´importanza della precessione degli equinozi. Anche il Sahara e il Sahel erano piú umidi nella prima metá dell´oleoceno dovuto a un monsone estivo piú potente, la cui causa era dovuta ad una insolazione nel Nord Africa durante l´estate piú forte rispetto a quella attuale. Ugualmente, lo spostamento della zona di convergenza intertropicale ITCZ nell´America tropicale determina mutamenti nelle precipitazioni sia nei Caraibi come in Brasile. Cosí il ciclo della precessione degli equinozi gioca un ruolo fondamentale nei Tropici.

Tutti questi cambiamenti si possono vedere nei periodi interglaciali come illustrati dagli studi Yin e Berger (qui un loro estratto):

http://translate.googleusercontent.com/translate_c?hl=en&langpair=auto%7Cit&u=http://www.nature.com/ngeo/journal/v3/n4/abs/ngeo771.html&rurl=translate.google.com&twu=1&usg=ALkJrhj6aQDenKZuiLefkFtATZYWh0OkDQ

da cui é tratto questo schema per gli ultimi 10 periodi interglaciali della Terra.

Marine δ18O, precession and obliquity around the past 10 interglacial peaks. The black bars localize δ18O minima, precession minima and obliquity maxima. The dates of δ18O minima and corresponding MISs are indicated.

La lezione da trarre é che tutti i disastri climatic,i dai mari piú caldi allo scioglimento di tutti i ghiacci, dai livelli dei mari etc., potrebbe essere proprio quello che la natura ha in serbo per il nostro mondo. E se non arriva un´altra era glaciale di quelle serie e non una PEG, nei prossimi 30 – 40 mila anni, ecco che questo sarebbe effettivamente “una prima volta” nella storia planetaria. In effetti la maggior parte delle cose che gli allarmisti stanno vedendo e urlando non sono un indice di qualcosa fuori dal comune e che la Terra ha giá passato.
Quindi riassumendo: I lenti cambiamenti dei cicli di Milankovich hanno causato un maggior riscaldamento nell´emisfero meridionale durante i periodi interglaciali nel corso degli ultimi 400 mila anni.
Il clima é guidato dal SOLE, influenzato dai cicli orbitali provocando cambiamenti nella circolazione dei venti e delle acque. Ancora una volta la natura fa le cose che la scienza sconosceva e che sono ancora poco conosciute. Gli studi basati sui modelli hanno portato la Scienza fuori strada e non conoscono ció che la Natura conosce: I ciambiamenti naturali del clima basati sui cicli di Milankovich.

Io nel mio piccolo rimango scettico e mi godo il periodo interglaciale.

SAND-RIO

La favola della CO2 effetto serra non sta in piedi!

13 maggio 2010 116 commenti

Ecco perché.
La composizione dell´atmosfera terrestre é la seguente:
* Azoto (N2): 78,08%
* Ossigeno (O2): 20,95%
* Argon (Ar): 0,93%
* Vapore acqueo (H2O): 0,33% in media (variabile da circa 0% a 5-6%)
* Biossido di carbonio (CO2): 0,032% (320 ppm)
* Neon (Ne): 0,00181% (18 ppm)
* Elio (He): 0,0005% (5 ppm)
* Metano (CH4): 0,0002% (2 ppm)
* Idrogeno (H2): 0,00005% (0,5 ppm)
* Kripton (Kr): 0,000011% (0,11 ppm)
* Xeno (Xe): 0,000008% (0,08 ppm)
* Ozono (O3): 0,000004% (0,04 ppm)

http://it.wikipedia.org/wiki/Atmosfera

Quindi, tanto per avere numeri rotondi diciamo che il 98% dell´atmosfera sia formato da Azoto e Ossigeno [perché il vapore acqueo é variabile], che tranne nuove fantasmagoriche scoperte di scienziati serristi, non danno nessun effetto serra. Del rimanente 2% quelli che secondo i fautori del mega riscaldamento potrebbero causare questo maledetto calore sono lo 0,5%!!!!
Di questo 0,5% il gas serra di gran lunga più importante è l’acqua, H2O, presente in forma di vapore e di nuvole in concentrazione media del 0,33%, circa 10 volte superiore della CO2 al 0,038%.
Inoltre le caratteristiche chimico fisiche dell’acqua le conferiscono una capacità serra superiore a quella della CO2. Un contributo non trascurabile viene anche dal metano, CH4 , presente al 0,0002%, malgrado la sua bassa concentrazione, in quanto la sua molecola presenta una elevata capacità serra.
Quindi se togliamo dall´atmosfera TUTTA l´anidride carbonica, cioé qul 0,038%, l´effetto serra resterebbe allo 0,462%.
In altre parole alla CO 2 va attribuito il 7% dei gas serra. Inoltre sappiamo che l´atmosfera terrestre é come un grande polmone che assorbe ed espelle anidride carbonica. Tutta la massa oceanica, le piante, il suolo, i vulcani iniettono nel polmone atmosferico la maggior parte della CO2 che TUTTI gli scienziati serristi e non, hanno calcolato che ammonta al 96,5%. Mentre l´attivitá produttiva umana, in tutti i sensi é responsabile per il rimanente 3,5% di cui solo per la deforestazione mondiale causata da incendi e taglio di alberi, incide per un 1%.
E quindi l’effetto dovuto all’uomo sarebbe solamente il 3,5% di questo 7% e cioè circa l’insignificante 0,245 %!!.
Ma i potenti del mondo guidati da quegli irresponsabili dell´IPCC, hanno scriteriatamente deciso di ridurre del 20% questo irrilevante 0.245% entro i 2020!
Risparmiandovi i calcoli (ma li potete fare da voi), l’Italia entro il 2020 dovrebbe essersi sbarazzata di tutte le automobili in circolazione. Oppure aver eliminato tutte le sue centrali elettriche. Sostituirle con centrali nucleari costerebbe 100 miliardi.
Non paghi della titanica sfida, non vogliamo reattori nucleari. Vorremmo turbine eoliche o pannelli fotovoltaici. Il che crea tre problemi. Uno economico, uno tecnico e uno ambientale. Per quello economico, basti sapere che impianti eolici e fotovoltaici equivalenti a quelli nucleari costerebbero, rispettivamente, 200 e 2.000 miliardi. Per quello tecnico basti sapere che la loro presenza non evita l’installazione di quelli nucleari, che devono funzionare quando il Paese richiede energia elettrica anche se il sole non brilla o il vento non soffia. Per quello ambientale basti notare che servirebbero almeno 200.000 turbine eoliche e che smaltire pannelli FV dismessi è più difficile che smaltire le scorie radioattive delle centrali nucleari.

Ma l’Europa sta abbondandemente finanziando gli impianti eolici e solari.
Ecco dove sta la pazzia che i governi d’Europa stanno commettendo a spese del contribuente.
Il nucleare é sicuro? Non lo so sinceramente e non tocca a noi dirlo. Ci sono problemi enormi per lo smaltimento delle scorie? Ci sono sicuramente!
Ma la semplicistica soluzione che questi geni hanno trovato sembra peggiore del male!
Questo 0,245% é peggio di migliaia di bombe nucleari lanciate sul pianeta, perché é in grado di distruggere in poco tempo , entro il 2100, tutta la storia umana.
Ma siamo sicuri che proprio questo 0,24% é la causa di tutti i mali unversale?
Non é che per caso il Sole c´entri un pochino con questo maledetto 0,24
%???

SAND-RIO

Un importante scienziato climatologo ci avverte che stiamo andando verso una nuova era glaciale!

7 maggio 2010 41 commenti

“Una nuova era glaciale é in arrivo nell´emisfero Nord del pianeta, e il resto del secolo sará sempre piú freddo”, questo lo ha detto un grande specialista inglese del clima.

Il Prof. Hubert Lamb, direttore della ricerca climatica nella Universitá East Anglia (proprio quella del climagate!) ha avuto pochi pensieri confortanti in una intervista rilasciata domenica:
“L´impatto completo della nuova era glaciale resterá sopra noi per altri 10.000 anni, ma per fortuna non sará grave come fu la Grande era Glaciale”.

“Il punto piú alto del periodo interglaciale, che é successo tra i 7.000 e i 3.000 anni scorsi, giá é finito. Da allora, abbiamo visto le temperature fluttuare verso il basso. Ci possono essere alcune variazioni verso l´alto durante questo periodo, ma queste saranno piú che compensate per la tendenza generale di caduta”
“Siamo definitivamente lungo una via che vede il ribassamento delle temperature per i prossimi 2 secoli. I prossimi 20 anni di questo secolo saranno progressivamente piú freddi, poi il clima potrá riscaldarsi di nuovo, ma appena per un breve periodo di alcune decadi”.

Il Prof. Lamb ha detto anche che i cambiamenti climatici vengono in cicli determinati per fattori astronomici e fisici. Lui ha anche aggiunto che una delle principali cause é la quantitá di radiazione che riceviamo dal Sole.
“Sappiamo che i cambiamenti nel comportamento del Sole succedono ad intervalli e che queste alterazioni hanno i suoi effetti. La distanza tra la Terra e il Sole cambia durante il tempo in proporzione che aumenta o diminuisce la traiettoria ellittica della orbita terrestre. L´inclinazione della Terra, che gira attorno al suo asse, fa che la calotta di ghiaccio polare cresca, e questo incide sulle masse di aria attorno”.
L´ultima Grande Era Glaciale é successa circa 60.000 anni fa e fu la sesta in un periodo di un milione di anni. I grandi mantelli di ghiaccio coprirono le Isole britanniche e l´America del Nord era coperta di ghiaccio fino a dove adesso ci sono le cittá di New York, Cincinnati, S. Louis e Kansas City. La coltre di ghiaccio aveva uno spessore di piú di 1.500 mt. di spessore.
Il Prof. Lamb ha continuato dicendo: ” Io non penso che stavolta sará cosí grave, ma ci saranno per esempio una serie di ghiacciai che oggi non esistono nei territori piú alti”

Il Prof. Hubert Horace Lamb é quello che ha fondato la famosa Climatic Research Unit (la CRU) presso la Scuola di ricerche ambientali presso l´Universitá di East Anglia. È stato insignito di numerosi premi e riconoscimenti da tutto il mondo scientifico che studia geografia, cambiamenti climatici e meteo.

SAND-RIO

P.S. Dimenticavo una cosa forse importante… il testo sopra é una libera traduzione del seguente articolo pubblicato nel Daily Times e in altri importanti giornali …. l´11 settembre 1972 a partire da una intervista che il Prof. Hubert Lamb ha rilasciato ad un giornalista della Associated Press a Norwich in Inghilterra.
Il Prof Lamb é morto nel 1997 e non ha potuto vedere come sono state trasformate le sue profezie, ma “per fortuna” sono sempre rimaste catastrofiche anche se di segno opposto.

Cosa dire? L´unica cosa che mi viene in mente é che l´ecoterrorismo di certi personaggi, Enti, Associazioni, pseudoscienziati, giornali e giornalisti asserviti, siti meteo catastrofistici, politici e intrallazzatori NON HA MAI FINE.

Il Progetto ARGO: alla ricerca del calore che non esiste! (Progetto ARGO ultima parte)

3 maggio 2010 83 commenti

I sensori delle sonde, durante il periodo dall´inizio del progetto ARGO fino ad oggi, hanno dato una inaspettata indicazione: che le temperature oceaniche non sono aumentate ed anzi sono leggermente dimunuite dal 2003 ad ora.
Gli stessi scienziati che hanno condotto il progetto sono rimasti sbalorditi da questi risultati.

Per esempio il 19 marzo 2008 in un comunicato ufficiale della NPR,
story.php?storyId=88520025 

si afferma questo:

“I circa 3000 robot ARGO hanno mandato un messaggio sconcertante. Gli strumenti indicano che non c’ è stato riscaldamento negli ultimi 4/5 anni. Continua josh Willis nel marzo del 2008 tentando minimizzare e imbarazzato dalle domande che gli ponevano in una conferenza: “C’ è stato un raffeddamento molto leggero, ma non é nulla di veramente significativo”
Questo é sbalorditivo anche perché Josh Willis del Laboratorio Jet Propulsion della Nasa afferma che gli oceani sono la sola cosa che conta quando si parla di riscaldamento globale, questo perché circa il 90% del riscaldamento totale é rappresentato dagli oceani, e oltre tutto le temperature oceaniche non sono soggette a correzioni come le temperature terrestri dovute alle isole di calore urbano”.
Vediamo allora in un raro diagramma come si sono comportate le temperature oceaniche mondiali secondo le sonde ARGO. Questo diagramma é il solo esistente, prima che qualcuno in “alto” non ha preteso delle correzioni. Il grafico sotto proviene da Craig Loelhe, che lo ha ottenuto dallo stesso Willis.

Dico raro diagramma perché non si conosce quasi nulla delle risultanze del progetto.
Un’ altra figura rarissima é questa che mostra
le temperature degli oceani nella decade 1993/2003 e quello che hanno misurato le sonde ARGO tra il 2003 e il 2005.

Ad un certo punto hanno cercato di spiegare il motivo del raffreddamento degli oceani che secondo loro non poteva esistere e che minacciava tutta la impalcatura creata attorno all’ AGW. La minaccia era tale che ormai Josh Willis era invitato ai convegni solo per spiegare “Il raffreddamento degli Oceani mondiali”. Josh Willis che forse sperava di prendere anche lui un premio Nobel dimostrando il riscaldamneto globale degli oceani, si é trovato contro anche i suoi stessi colleghi fanataci dell’ AGW. Allora ha cominciato a cercare il motivo di questo raffreddamento ed é andato dal fatto (ridicolo come poi dimostrato) che gli oceani si erano raffreddati perché si erano sciolti piú ghiacci artici e antartici, proprio come un bicchere di alcool con il cubetto di ghiaccio per raffreddarlo. Cioé hanno preteso dire che l’ AGW aveva provocato il raffreddamento degli oceani. Poi ha detto che forse le sonde avevano avuto un errore nei messaggi inviati a terra e ha fatto rivisionare tutto il programma, perdendo cosí quasi un anno di tempo di tanti tecnici, poi ha ipotizzato che forse erano errati i dati precedenti ad ARGO cosí se le temperature precedenti erano piú fredde di quelle dichiarate, automaticamente si alzavano le temperature misurate da ARGO.

E questo é stato il risultato del trucco proposto:

Il solito trucco usato anche altre volte come quando hanno tentato diminuire il riscaldamento medioevale e diminuire la little Ice Age e mostrare al mondo quella famosa e ormai ridicola mazza di Hockey. Alla fine i capoccia dell´IPCC del CRU del Met Office della NASA del GISS ecc hanno detto che non si doveva parlare piú di ARGO. Metterlo in naftalina, in quarantena come un virus, farlo scordare, nessuno doveva fare piú domande su ARGO e non si dovevavo mostrare diagrammi, statistiche o altro, fino a ordini diversi. E cosí é che noi poveri idioti ci dobbiamo subire tutte le fregnacce del Riscaldamento Globale, delle falsitá delle temperature terrestri e delle falsificazione dei dati delle temperature satellitari del GISS.

Nel 2009 Loehle Craig. In “Cooling of the global ocean since 2003. Energy & Environment 20(1&2): 99-102. dice prove alla mano e con quel diagramma avuto da Josh Willis;
“Il contenuto del calore tra il 2003-2008 (4,5 anni) dei dati oceanici sono stati valutati per tendenza. La componente lineare del modello ha mostrato un trend di -0,35 (± 0.2) x 1022 Joule per anno. Il risultato è coerente con altri dati che mostrano una mancanza di riscaldamento nel corso degli ultimi anni.”
In questo diagramma possiamo vedere le incredibili differenze di misurazioni delle temperature oceaniche dal 2003 al 2008 tra GISS, ARGO Willis e Loehle Craig:

In precedenza la misura del riscaldamento globale è sempre stata la temperatura dell’aria. Ma tutti i dati satellitari dicono che le temperature dell’aria sono stati in una lieve tendenza al ribasso dal 2002. I termometri terreni sono quelli preferiti dagli allarmisti del riscaldamento globale perché hanno fatto vedere [truccando i dati, spostando le centraline, scegliendo le centraline nelle cittá e negli aeroporti, ecc] un certo riscaldamento fino al 2006 ma adesso anche loro mostrano una tendenza al raffreddamento.
Dei Termometri in terra non ci si può fidare perché, anche negli Stati Uniti, 89 % di essi non lavora secondo le linee guida che dicono che le centraline meteo devono essere a più di 30 metri da un riscaldamento artificiale o sorgenti radianti che riflettono il calore affinché i loro dati possano essere considerati corretti.
Le temperature degli oceani non erano state adeguatamente misurati fino a metà 2003, quando la rete Argo è diventata operativa.
Prima di Argo, le temperature degli oceani sono stati misurate con bathythermographs (XBT) sonde tipo usa e getta che venivano sparati in acqua da un fucile da parte delle navi lungo le rotte principali di navigazione commerciale. La copertura geografica degli oceani mondiali era scarsa e poi gli XBT non vanno giú a 2000 mt. come le sonde Argo, e la loro dati sono molto meno accurati.

In conclusione il programma ARGO costa milioni di dollari l´anno, ma non si pubblica nulla, non si sa nulla, se entrate nel sito ufficiale non trovate un diagramma, una analisi, nulla!
index.html

Se i dati di ARGO avessero trovato una tendenza al riscaldamento non pensate che sarebbe stato pubblicato senza fine su giornali, riviste e in tv in tutto il mondo?
Non pensate che data l´importanza che hanno le temperature oceaniche questo non é assolutamente straordinario?

Hanno messo la testa sotto la sabbia come gli struzzi, ma noi gliela faremo tirare fuori e vogliamo che parlino e facciano vedere tutti i dati grezzi, come hanno calcolato i risultati finali e vogliamo sapere la veritá. Il fatto é che fino ad oggi a parte qualche diagramma fasullo non hanno aperto agli scienziati i loro archivi. Tutto segreto, fino a quando?

La morte del riscaldamento globale arriva dal fondo degli oceani…

SANDRO

IL FUNZIONAMENTO DELLE BOE ARGO (Progetto ARGO 2 parte)

29 aprile 2010 71 commenti

Dopo aver descritto cosa si propone il progetto ARGO vediamo un poco piú nel dettaglio l’ aspetto piú particolare del progetto, e cioé proprio le boe/sonde robot.
Una delle peculiaritá delle boe é quella di scendere negli abissi a 2000 mt di profonditá e poi risalire in superficie ad orari programmati.
Le boe fanno questo modificando la loro densitá effettiva.

La densitá di un oggetto é data dalla sua massa diviso il suo volume. La boa ARGO che é stata studiata per avere un galleggiamento neutro alla profonditá di 1000 mt., per scendere a 2000 mt e risalire in superficie mantiene costante la sua massa ma altera il volume cambiando la sua densitá. Per fare questo un pistone idraulico viene utilizzato per spingere olio minerale fuori del galleggiante espandendo una vescica di gomma che si trova nella parte inferiore della boa. Mentre la vescica si espande la boa diventa meno densa e sale verso la superficie del mare. Dopo aver trasmesso i suoi dati il pistone si ritira rimettendo l´olio all’ interno della boa che aumentando la densitá ritorna verso i suoi 1000 mt di profonditá che è la sua zona di deriva naturale.

I galleggianti sono alimentati da batterie. Molti utilizzano / batterie alcaline al manganese come si possono acquistare nei negozi. Alcune sonde utilizzano batterie al litio più potenti. Le sonde sono progettate per fare circa 140 cicli e così dovrebbero durare circa 4 anni. La durata dipende dalla profondità a cui scendono e dalla densità delle acque superficiali, in cui la boa è in funzione per trasmettere i suoi dati. Se l’acqua superficiale è di bassa densità, più olio deve essere pompato per guidare il galleggiante fino la superficie.

Le missioni delle boe ARGO sono principlmente di due tipi: 1) missione semplice e 2) missione di profilo. La differenza principale tra le due é data dalla profonditá che nella prima ipotesi é di circa 2000 mt di profonditá dove comincia a raccogliere i dati per poi risalire. Nella seconda ipotesi la boa sta a 1000 mt di profonditá per 10 giorni e raccoglie i suoi dati a questa profonditá. Poi scende ai 2000 mt e nella risalita ricomincia a riprendere dati fino alla superficie.
I dati che raccolgono sono principalmente le temperature alle varie quote, la salinitá alle varie quote, la densitá dell´acqua, e quando arriva in superficie é il staellite che determina la sua deriva nei 10 giorni in cui é rimasta sotto la superficie determinando cosí la direzione della corrente marina e la sua velocitá.

Esempio di profili di temperatura e di salinità ottenuti da una boa/sonda Argo, nella parte centrale del Nord Pacifico (38,4 ° N, 155,3 ° W), 8 aprile 2005.

Nella figura sopra vediamo lo schema di funzionamento dove la boa ARGO immagazzina al suo interno i dati che raccoglie quando é in immersione e quando alla fine del ciclo di 10 giorni riemerge trasmette i suoi dati al satellite che li ritrasmette a terra.
Effettivamente non conoscevo i dettagli del Progetto ARGO e devo confessare che é tecnicamente validissimo, per quello che ho potuto leggere.
Poi per il fatto che il Progetto ARGO “doveva” dare le prove del Riscaldamento Globale, i direttori del progetto hanno dovuto ammettere a denti strettissimi, che questo riscaldamento non lo hanno potuto vedere. E addirittura sono giunti alla conclusione che c’ era forse un errore nei dati, che le ricerche precedenti con decenni di dati erano sbagliati, ecc. ecc. fino alla decisione di non pubblicizzare piú il Progetto ARGO che é caduto nel dimenticatoio, ma continua a funzionare!!

Ma questa é un’ altra storia che racconteró nel terzo e ultimo capitolo della saga: Il Progetto ARGO alla ricerca del calore che non esiste.

SAND-RIO