Archive

Archive for the ‘IPCC’ Category

La teoria del GW Antropogenico é falsa nelle sue parti e falsa nella sua totalitá. La teoria dell´IPCC é come il “VENTO”.

21 luglio 2010 24 commenti

Ci sono molte variabili, ignorate, sottovalutate o semplicemente non capite nella scienza climatica e soprattutto nel modellini computerizzati che pretendono voler simulare il clima globale, e che distruggono qualsiasi pretesa di conoscere o comprendere il tempo e il clima.
Vediamo allora le osservazioni dei fanatici serristi e dei sostenitori accaniti del Riscaldamento Globale di origine Antropica tra cui spicca il il gruppo/lobby politico/affaristico dell´IPCC.
Nel rapporto dell´IPCC del 2001 hanno detto: “Nella ricerca sul clima e la sua modellazione dobbiamo riconoscere che si tratta di un sistema caotico non lineare e che quindi le previsioni a lungo termine dello stato climatico futuro non é possibile se non in misura approssimativa e probabilstica”.
Anche James Lovelock, l´inventore della speculazione ipotetica GAIA ha detto: ” È quantomeno ingenuo, scientificamente parlando, pensare che possiamo dare precise previsioni riguardo al clima futuro. Ci sono troppe incognite ed é sbagliato fare previsioni”.
Kevin Trenberth, uno dei piú importanti autori del rapporto dell´IPCC e socio del CRU, ha detto: ” È chiaro che non abbiamo una visione del sistema globale del clima… questo puó essere uno shock per tutte le persone che pensano che sappiamo adeguatamente quello che sta succedendo con il clima, ma in realtá non lo sappiamo a fondo”.
Ross McKitrick si chiede se esiste una temperatura globale, dati i molti rapporti che ci sono sulla inadeguatezza di come vengono raccolte le temperature.

http://www.uoguelph.ca/~rmckitri/research/globaltemp/globaltemp.html

Antony Watts mostra i gravi problemi che ci sono sulle stazioni meteo americane… che sono poi addirittura anche le migliori al Mondo, figuriamoci quelle in zone “disagiate”!

http://www.surfacestations.org/

Sappiamo anche come vengono adeguati i dati per sostenere la teoria e le tesi del Riscaldamento Globale.
Tuttavia la considerazione nei modellini da playstation di altre variabili é ancora peggio, proprio a causa della complessitá delle loro misurazioni. Gli strumenti per misurare con precisione le precipitazioni, in particolare quelle nevose, sono sempre state una sfida enorme. Ma forse la variabile piú dimenticata ma fondamentale se si vuole creare un modello un poco piú realistico del sistema climatico, é la VELOCITÀ DEL VENTO.
Gli antichi greci giá conoscevano l´importanza della direzione del vento e come esso determinasse il tempo e il clima in una determinata regione. Avevano anche costruito una Torre dei Venti ad Atene in onore alle otto divinitá dei venti.

La torre dei venti di Atene

La direzione dei venti era critica per chi andava a vela in quella epoca (ma anche dopo…) e cosí i marinai greci svilupparono la capacitá di leggere il vento da 32 punti cardinali.
L´intensitá era una questione diversa, i primi tentativi della sua misurazione furono fatti attaccando un puntatore ad una coppa e ad una scala dei venti e in cui il puntatore avrebbe dovuto indicare la forza del vento. Ma solo nel 1846 avvenne il grande cambiamento quando si inventó l´anemometro.

Anemometro del 1870

Anche se l´anemometro fornisce dati precisi, la registrazione della misurazione deve essere continua.
L´atmosfera si riscalda a contatto col suolo (conduzione) ma anche attraverso l´evaporazione dell´umiditá che viene poi rilasciata nell´atmosfera, in entrambi i casi il tasso di riscaldamento varia con la velocitá del vento. Anche una lieve variazione della velocitá del vento risulta in una variazione dello scambio termico e nella sua distribuzione nell´atmosfera.
Il vento si crea per una differenza di pressione che a sua volta si crea per una differenza di temperatura. Una alta temperatura crea una bassa pressione e allora il vento soffia da una zona di alta pressione con temperatura piú bassa. Cosí si corregge lo squilibrio.
Ci sono in generale dei venti a livello mondiale creati da questo differente riscaldamento. Se la Terra non ruotasse avremmo avuto una semplice circolazione dei venti con venti costanti dall´equatore verso i poli. Ma il risultato della rotazione terrestre fa sí che i venti spirino verso Est, sud-est nell´emisfero nord e verso ovest nord-ovest nell´emisfero sud.
Poi ogni regione terrestre ha differenti terreni, diverse quantitá di acqua e cosí ogni spostamento dei venti zonali influirá sul ruolo del vento e di conseguenza sul riscaldamento della atmosfera della zona.
La figura sotto mostra i grafici di frequenza percentuale dei venti provenienti da sud a York sulla riva sud-ovest della baia di Hudson per due decenni a 100 anni di distanza.
Nel primo decennio 1721-1731 e che rientra perfettamente nella LIA (Little Ice Age) i venti che soffiano da sud sono il 7% del tempo. Nel decennio 1841-1851 e quindi fuori dalla LIA, i venti che spirano da sud sono il 12% del tempo con un picco nel 1842 con il 27% del tempo.


Nella Fig. La percentuale dei venti provenienti da Sud a York Factory
Fonte: Ball (1986), Climate Change, Vol. 8 pp. 121-134.

Il rapporto dell´IPCC del 2007 riconosce gli spostamenti (http://www.ipcc.ch/publications_and_data/ar4/wg1/en/ch3s3-5-7.html) di alcuni venti e dei relativi sistemi meteorologici. Infatti dice:” In base a una serie di misurazioni nella superficie e nella troposfera superiore, è probabile che vi sia stato un aumento e uno spostamento verso il polo nell`Emisfero Nord delle tempeste invernali nella seconda metà del 20° secolo, ma vi sono ancora notevoli incertezze nella grandezza della crescita a causa del tempo occorrente per le rianalisi”. La parola “probabile” è definito come superiore al 66% di probabilità. Lo spostamento non é sorprendente perché il vento prevalente da ovest che accompagna le tempeste si sposterebbe a nord se la Terra si riscalda. Ma LORO riconoscono che ci sono “incertezze significative” sulla EFFETTIVA MAGGIORE FREQUENZA.
Loro non tentano neanche di discutere il significato che avrebbe per il clima terrestre, il trasferimento di calore dovuto allo spostamento delle tempeste verso Nord.
Noi sappiamo che il vento provoca lo spostamento di masse di ghiaccio galleggianti nell´artico che creano zone libere dove si creano nuovi ghiacci che aumentano la banchisa, ma quanto incide lo scambio di calore e evaporazione?? E questo é ancora peggio nell´emisfero meridionale. Analisi effettuate sui numeri di cicloni extratropicali nell´emisfero sud del pianeta, e gli aumenti delle circonferenze e profonditá di questi cicloni extratropicali nell´emisfero sud sono causa ancora di grande incertezza.
La misura in cui l´IPCC e il loro fans sostenitori o ultras da curva sud, hanno ingannato il mondo é incredibile.
Come ha dichiarato Jean-Francois Revel: “Come é possibile per una teoria, che é falsa nelle sue parti componenti, essere vera nel suo insieme?”.
Una scienza climatica vera ed ufficiale avrebbe dovuto aggiungere nei suoi rapporti che molte delle parti del “tutto” sono omesse o sbagliate o almeno incerte.
Ma la mentalitá perversa dei sostenitori dell´AGW si nota quando per loro un gruppo umano si trasforma in una folla quando si risponde ad un suggerimento piuttosto che al ragionamento, a un’immagine piuttosto che a un’idea, ad una affermazione piuttosto che a una prova, alla ripetizione di una frase piuttosto che agli argomenti, al prestigio piuttosto che alla competenza.

SAND-RIO

INDIANA JONES E IL MISTERO DEL CALORE SCOMPARSO

26 aprile 2010 64 commenti

La scorsa settimana, la revista Science ha dato a Kevin Trenberth la possibilitá di parlare sul ‘calore che manca”. Ora Roger Pielke Jr parla e risponde sull´argomento.
Questo argomento é quello a cui Kevin Trenberth si riferiva nella celebre e-mail del climategate quando diceva che non gli era possibile spiegare la mancanza di riscaldamento e che era assurdo che fosse cosí.

“The fact is that we can’t account for the lack of warming at the moment and it is a travesty that we can’t. The CERES data published in the August BAMS 09 supplement on 2008 shows there should be even more warming: but the data are surely wrong. Our observing system is inadequate.”

Nel grafico sopra, l´area azzurra é quella del calore assorbito dagli oceani, la linea rossa é quella del calore totale assorbito. Gli oceani rappresentano il maggior serbatoio di calore. La linea nera rappresenta il calore che doveva esserci secondo i modelli, la radiazione sopra l´atmosfera (TOA). L’ area gialla rappresenta il calore scomparso, il calore che manca.
Nel grafico sotto, la linea verde é la CO2, la linea azzurra il livello degli oceani(valori assolutamente discutibili, se crediamo in Nils Axel-Morner), e la linea rossa le anomalie della temperatura globale.
Circa verso l’ anno 2000, le misure della radiazione (TOA) cessano di essere d’accordo con quello che i modelli avevano previsto.
Intanto, come si puó vedere nel grafico sotto, la temperatura finisce di accompagnare l´aumento della CO2, e non l’ accompagna né in questa scala ma neanche nella scala geologica:

Allora, come dice Trenberth, se la CO2 é aumentata, anche il calore doveva aumentare accumulandosi, ma non é cosí come tutti possono vedere: dove é andato tutto questo calore?
Continua Trenberth: dal 2004 circa 3000 boe Argo dicono che il calore negli oceani é aumentato molto meno, anzi nel primo grafico si vede che é diminuito: allora ancora una volta, dove é andato questo calore?
Roger Pielke Sr. e tanta altra gente che hanno notato questo nel 2006  dicono che semplicemente i modelli non sono capaci di fare previsioni neanche in questo caso.
Kevin Trenberth e tanti altri (ecotruffatori) pensano che il calore se ne é andato semplicemente nello spazio; in questo caso dico io e tanti altri: non é che il valore del forcing della CO2 é molto esagerato nella ipotesi di effetto stufa?
Richard Harris ricorda che la Terra ha tanti termostati naturali, come per esempio le nuvole, che i modelli ignorano (forse immaginano, questi climatologi, un mondo senza nuvole nelle loro immagini del futuro del pianeta); e l´effetto delle stesse nuvole, fino ad ora, è sconosciuto, nel senso che non puó essere misurata la sua quantità come feedback positivo e quanto come negativo.
Harris e altri dicono che forse il calore se ne é sprofondato nelle parti piú profonde degli abissi oceanici otre i 700 Mt di profondità. Ma nessuna sonda o nessuna boa e nessun satellite ha visto e misurato questo presunto passaggio di calore dalla superficie verso le profonditá marine.
Roger Pielke Sr. dice che di fronte a tutto questo si puó dire che non c’ è stato nessun riscaldamento globale, secondo queste misurazioni negli ultimi anni. Ricordiamoci che anche Phil Jones ha confessato a denti stretti che non c’ era stato un aumento significativo della temperatura globale dal 1995 al 2009.

(mio commento) In poche parole, nessuno sa dove é andato a finire questo calore previsto dai modellini da joy stick. Semplicemente e chiaramente i modelli tanto cari e sbandierati dagli ipertifosi della CO2, non sono capaci di descrivere la realtà, e tantomeno quindi possono essere capaci di fare le amate previsioni catastrofiche.
Notiamo, intanto, che questa è una situazione che dura da poco tempo, circa 5 anni, ma indica chiaramente che c’ è qualcosa di molto serio che non funziona nei modelli degli ultras dell’ AGW, volevo dire degli scienziati climatici.
Abbiamo bisogno di meno certezze senza fondamento, meno discorsi da attivista politico, meno intrallazzi finanziari con la mafia dei contratti di compra-vendita della CO2, meno discorsi che cercano di appioppare alla CO2 di origine umana tutti i mali dell´umanitá, dai terremoti, agli uragani, dalle eruzioni, alle crisi finanziarie e tutto quello che gli passa per la mente e abbiamo bisogno solo di molta piú conoscenza.

La conoscenza é l´unica cosa che continua a mancare in grande quantitá.

La mia personale opinione é che neanche Indiana Jones riuscirebbe a trovare il calore mancante, per il semplice fatto che non manca, NON C’È MAI STATO questo surplus di calore, e quindi é impossibile trovarlo.

SONO I CICLI NATURALI CLIMATICI!!!!

Tratto liberamente da:

http://pielkeclimatesci.wordpress.com/2010/04/19/further-feedback-from-kevin-trenberth-and-feedback-from-josh-willis-on-the-ucar-press-release/

http://rogerpielkejr.blogspot.com/2010/04/in-released-cru-emails-ncar-climate.html

SAND-RIO

IL GW È CAUSATO DALL`UOMO…O MEGLIO DAGLI ERRORI UMANI!

22 aprile 2010 114 commenti

È proprio cosí, le temperature globali sono in aumento come abbiamo potuto tutti vedere dai dati che mensilmente ci sottopongono. Anche questo inverno che molti credevano freddo, freddissimo con tanta neve caduta, con la calotta polare ai massimi in tanti anni é stato in realtá molto piú caldo degli anni passati. Hanno dato la colpa al Niño, all´estate nell´emisfero sud, al fatto che tanta neve e ghiaccio erano la prova del nove del riscaldamento globale.

Ma é la realtá?

Il riscaldamento globale é di origine umana certamente, ma non come vanno dicendo gli stregoni dell´AGW, ma nel senso che ora si sta cominciando a spulciare nei dati grezzi che prima di oggi nessun aveva mai verificato tranne i soliti noti e si sta vedendo che gli errori UMANI sono tanti, tantissimi, troppi!
Errori nelle misurazioni delle centraline terrestri, errori nelle misurazioni satellitari, errori gravi e ripetuti nelle misurazioni delle boe oceaniche. E guarda caso TUTTI questi errori umani vanno verso un’unica direzione: mostrano un aumento delle temperature.

Guardiamone alcuni:

Centraline terrestri:

Negli aeroporti, e lasciamo stare che tipo di temperature, le centraline prendono automaticamente le temperature che vengono trasmesse alla torre di controllo dove qualcuno le registra molte volte anche manualmente, in tantissimi paesi ancora sottisviluppati, mentre in Europa e America si utilizza il sistema METAR che offre automaticamente le temperature e il grado di rigiada.

http://it.wikipedia.org/wiki/METAR

Nelle letture che il Metar offre le temperature negative vengono espresse con la lettera M.
E come dicevo in moltissimi aeroporti i dati sono codificati a mano. E invece di usare la semplicissima espressione -10 o -5 si scrive M10 o M5. Capita che qualche tecnico in aeroporto anziché scrivere M10 mette il piú logico e intuitivo -10 tutti questi dati vengono scartati dal sistema METAR. Inoltre il Metar non fa nessuna verifica per vedere se i dati giornalieri, anzi di ogni ora, come vengono presi, sono discordanti con tutti gli altri dati.
E anche se qualcuno si accorge dell´errore non si puó piú correggere perché i dati sono stampati e resi definitivi ogni ora. E ogni ora il NOAA li prende e li rende definitivi.
Vediamo praticamente cosa succede:
L´aeroporto russo in Siberia di Mirnvy fa parte della rete GHCN con relazioni in formato Metar. L`11 novembre 2009 qualcuno all´ora di pranzo (eheh!) dimentica di mettere la M prima della temperatura di 20 negativo e cosí diventa 20 positivo. Con questo risultato giornaliero:

E sono molti che fanno questo errore UMANO;
La cittá di Yatusk una delle pié fredde del pianeta il 14 novembre 2009 in inverno siberiano segnala una temperatura massima di + 79°F e una minima di – 23°F ovvero +26°C e minima -30,5°C.

e ancora la stessa stazione il 14 dicembre 2009 segnala

cioé +33,8 massima e – 36,6 minima.
sballando cosí le temperature medie. Che segna il 14 dicembre solo -2°C e il giorno dopo il 15 dicembre quello esatto di -32°C.

Altro esempio quello di Nizhnevartovsk sempre in Siberia il 7 dicembre 2009

E ancora il 25 dicembre è NATALE e capiamo gli uomini in Siberia con quel freddo e tanta vodka.

Un altro piccolo errore umano nel gennaio 2009 durato questo 7 ore prima di essere corretto dall´addetto che ha preso il posto del precedente addetto molto disattento.

Ma non é solo colpa della vodka, questo nelle isole Svalbard il 2 ottobre 2008

E questo ad Eureka, Northwest Territory, Canada il 3 marzo 2007.

E questo in America a Nico Station, University of Wisconsin 9 Dicembre 2009

Solo alcuni esempi di temperature da centraline e sicuramente da ora in poi ne usciranno fuori tantissimi altri perche gli scettici sono tignosi e quando si impuntano non li ferma nessuno.

Passiamo adesso alle temperature satellitari del GISS

Questo é stato scoperto per caso ma chissá quanti ce ne sono stati anche in passato.

Mostra tutta la penisola finlandese con variazioni di temperature che l´hanno resa calda calda come una zona tropicale.
La stessa GISS nel suo sito ammette che qualcuno ha dimenticato di mettere il segno – (meno) prima delle temperature.
Questo scandaloso errore é stato visto perché proprio scandaloso ma se le temperature sono di -5 o – 3 e qualcuno in qualsiasi posto del mondo si dimentica di mettere il segno negativo diventano +5 e +3 troppo poco per notarlo visivamente ma le temperature aumentano lo stesso!

Infine voglio parlare di qualcosa che NESSUNO fino ad adesso ha mai discusso: parlo delle temperature rilevate dalle boe oceaniche.
Questa é recentissima cioé tra il 9 e il 19 aprile, la boa é la numero 48534 che si trova a circa 80° Nord nel Mare Artico.

Il 9 aprile alle ore 14,30 la boa segna una temperatura dell´aria +24° anziché il -24°
Il 10 Aprile la boa alle 14,10 segna + 23,7 anziché la stessa temperatura ma NEGATIVA,
Sempre il 10 aprile alle 20,30 e alle 21 segna + 24°C.
L´11 Aprile alle 00,20 segna + 24,6
Alle 3,50 +25,1°C,: alle 5,20 +24,8°C.
Alle 10,00 + 24,9 ecc ecc…
Il 19 Aprile alle 10,10 la boa segna +16,8 anziché -16,8°C.
Ho giá verificato ed anche altre boe mostrano gli stessi errori. Ogni tanto viene trasmessa una temperatura col segno positivo anziché negativo!!
Le medie giornaliere sono sballate e le medie mensili sono una farsa! Fate qualche piccolo calcolo con excel e vedrete che basta una sola temperatura falsata giornalmente per avere un incremento della variazioni mensili… come quelle che ci stanno dando in questi mesi a cui nessuno con un poco di intelligenza crede.
Chi si vuole passare un poco di tempo potete verficarlo qui:

http://www.sailwx.info/shiptrack/shipposition.phtml?call=48534

oppure questa altra boa:

http://www.sailwx.info/shiptrack/shipposition.phtml?call=48537

Sarebbe allora il caso di verificare se questi errori si trovano in altre boe oceaniche!!

Siamo nelle mani di NESSUNO le temperature globali non valgono NULLA!!!

SAND-RIO

GW Marzo 2010

12 aprile 2010 21 commenti

Dati Satellitari

Dati RSS

Marzo chiude con una anomalia ( rispetto alla media 79-98 ) di +0.652°C, rispetto a Febbraio che chiuse a +0.588°C abbiamo avuto quindi un deciso aumento della temperatura.
I primi 3 mesi del 2010 per le RSS sono i 2° più caldi dopo solo il 1998.
Ecco il grafico completo:

Dati UAH

Marzo chiude a +0.653°C rispetto alla media 79-98, quindi con una anomalia in ulteriore aumento rispetto a Febbraio che chiuse a +0.603°C
I primi 3 mesi del 2010 sono i 2° più caldi dopo il 1998 anche per le UAH.
Ecco il grafico completo:

Io e Simon abbiamo deciso di continuare a postare i dati satellitari delle temperature globali anche se ormai anche questi dati stanno diventando totalmente inaffidabili.
Come ben sapete verso la fine dello scorso anno un fortissimo Nino si era impadronito del pacifico alzando la SST e trasportando in troposfera aria molto più calda di prima, e le temperature satellitari, da sempre molto sensibili a questo fenomeno hanno rilevato un aumento deciso delle temperature, che risultò molto estremo, anche troppo per quanto potessimo credere.
Verso la fine del 2009 il Nino si è sempre più rinforzato, però le temperature globali avevano incominciato a fare uno strano “balletto” di sali-scendi tra un mese e l’altro, che mai prima d’ora si era verificato, soprattutto se consideriamo che ci trovavamo in una situazione di Nino crescente, con la strana situazione che vedeva le UAH, di solito sempre più fredde delle RSS in una situazione contraria.
Il massimo del Nino è stato raggiunto in Dicembre, dove però un AO molto negativo ( record assoluto di sempre ) ha comportato un ulteriore aumento delle temperature globali nonostante il Nino fosse già in fase di decadenza ( anche se ancora molto forte ).
Con il mese di Marzo però l’AO torna neutro e chiude praticamente sullo 0, il Nino è ormai del tutto Decaduto e resistono solo alcune zone più calde nella parte più ad Ovest.
Il punto è proprio qui, le temperature satellitari che sono sensibilissime a questo tipo di fenomeno hanno visto un ulteriore aumento delle temperature in questo mese di Marzo, il che non è spiegabile con la fisica che noi conosciamo, perché, seppur debole si sarebbe dovuto avere un raffreddamento, invece non c’è stato.
Potete pensare che noi ci sbagliamo, avete la libertà di farlo, ma noi su NIA non crederemo più alle temperature satellitari almeno fino a che la situazione non si modifichi.

Anomalie Temperature e Precipitazione Italia – Dati CNR Marzo 2010

Prima di postare le immagini dico subito che queste mappe non godono di una buona precisione, quindi non lamentatevi se nelle vostre zone le anomalie sono diverse da quelle reali.
Il CNR fa uso delle stesse stazioni di rilevamento dal 1800, questo per creare una serie temporale abbastanza lunga da poter aver dei confronti con il passato.
Le stazioni ovviamente non coprono tutto il territorio italiano, ma anche nel 1800 era così, quindi aumentare il numero di stazioni sarebbe sbagliato ( giusto per dire, la NASA e il NOAA le hanno invece diminuite ).

Anomalia Temperature:

Il mese chiude con una anomalia di +0.33°C ed è il 58° mese di Marzo più caldo dal 1800.
Il record spetta al Marzo 2001 con un’anomalia di +3.49°C

Anomalie Precipitazioni:

Il mese chiude con un surplus dell’1% ed è l’87° mese di Marzo più piovoso dal 1800.
Il Record spetta al Marzo 1928 con un surplus del 104%

FABIO

Climatologia e IPCC in crisi: Giusto o Sbagliato? (Prima Parte)

11 aprile 2010 26 commenti

Innanzi tutto mi scuso con tutti voi se questo articolo sará particolarmente lungo, ma la vicenda del clima sulla Terra non é risolvibile con frasi ad effetto tipo spot pubblicitari o con diagrammi piú o meno comprensibili, ed ho voluto riassumere, anche se a grandi linee, la situazione in cui si trova oggi la discussione sul clima e la situazione di crisi, a volte ingiusta, in cui si trova la climatologia. Sono partito dal fatto che esistono studi seri, sia in una direzione che nell´altra e che come spesso accade la veritá é nel mezzo. Quindi questo articolo non é né pro AGW né contro, ma spero di aver fatto un lavoro obiettivo, almeno ho tentato di farlo.

Afflitto da rapporti di lavoro sciatti, falsificazioni e esagerazioni, la ricerca sul clima si trova ad affrontare una seria crisi di fiducia.Quanto sono affidabili le previsioni sul riscaldamento globale e le sue conseguenze? E sarebbe davvero la fine del mondo se le temperature aumentassero oltre il famoso limite di due gradi Celsius?

Solo pochi mesi fa Jones era un uomo con una reputazione invidiabile: il capo del Climate Research Unit (CRU) presso l’Università di East Anglia a Norwich, in Inghilterra, un esperto nel suo campo e il padre di una allarmante curva della temperatura globale che, apparentemente, ha fatto vedere come la Terra si stava riscaldando a causa del riscaldamento globale di origine antropica.
Quei giorni sono ormai finiti.
Oggi, Jones, che è al centro della “vicenda Climategate, ha bisogno di sonniferi prende beta-bloccanti per aiutarlo a superare la giornata. E ‘stato al centro di uno scandalo di ricerca che lo ha colpito in modo imprevisto come un tamponamento in autostrada.
I suoi giorni sono ormai modellati da commissioni d’indagine, alle università e nel Parlamento britannico. Si siede sulla sua sedia nelle audizioni, sembrando un miserabile, a volte anche tremante. Internet è pieno di commenti di scherno su di lui.
Jones è finito: emotivamente, fisicamente e professionalmente.
Una delle conclusioni della sua famosa analisi statistica del clima mondiale è che la temperatura media sulla Terra è aumentato di 0,166 gradi centigradi per decennio tra il 1975 e il 1998. Questo, secondo Jones, è stato il chiaro risultato della sua ricerca e quella di molti altri scienziati.
Lui é al 100 per cento sicuro che il clima si è riscaldato, Jones ha detto implorante: “Non ho manipolato o fabbricato tutti i dati.”
Il suo problema è che il pubblico non si fida piú di lui,.la sua credibilità è distrutta, ed è così anche di un’intera categoria professionale che ha basato molto del suo lavoro fino ad ora proprio sulla ricerca di Jones.
Coloro che hanno sempre visto il riscaldamento globale come una cospirazione globale ora sentono un senso di soddisfazione. Gli scettici del clima si sentono vendicati, perché Jones, nella sua corrispondenza scritta con i colleghi, tutti esponenti della comunità di ricerca del clima, non si propone come uno scienziato obiettivo, ma piuttosto come un attivista o missionario che vede i suoi dati personali, come il suo santuario ed è intento a proteggerlo dagli occhi critici dei suoi detrattori.
La vicenda è Climategate ha macinato farina per i mulini degli scettici, che hanno acquisito crescente sostegno per la loro causa, in particolare nei paesi di lingua inglese. Quello che era iniziato con e-mail hacked nel Regno Unito si è moltiplicato in una crisi che colpisce tutta una disciplina scientifica. Al suo centro è una élite di un gruppo di scienziati altamente influenti, il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) che operano per conto delle Nazioni Unite. Questi scienziati hanno organizzato e preparato, sotto l’ombrello dell’IPCC, previsioni sul clima terrestre cercando di convincere i governi mondiali ad eliminare gradualmente l’età del petrolio e del carbone.
Alla fine del 2007, l’IPCC è stato anche insignito del Nobel per la Pace il Presidente dell’IPCC Rajendra Pachauri era come la personificazione della coscienza del mondo. Lui ha accettato il premio a nome della sua organizzazione.”Il cambiamento climatico pone i nuovi rischi”, ha detto Pachauri al suo pubblico, dicendo che la decisione di assegnare il premio per l’IPCC è stato “un vibrante appello per la protezione della terra che si trova di fronte l’impatto del cambiamento climatico”. Egli ha anche avvertito del rischio di un mancato intervento: “Ogni anno di ritardo implica un impegno al cambiamento climatico maggiore in futuro”.
Da allora, l’IPCC ha vissuto una drammatica caduta. Meno di tre anni dopo questo trionfo appaiono gli errori e le esagerazioni nel rapporto IPCC. Essi comprendono la curva di temperatura contestato a Jones, la previsione che tutti i ghiacciai dell’Himalaya scomparirebbero entro il 2035 e l’aumento di calamità naturali senza citare alcuna fonte.
A metà marzo, il Segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon ha fatto una brusca frenata e ha nominato un cane da guardia per l’IPCC. Il Consiglio InterAcademy, una coalizione di 15 accademie scientifiche nazionali, esaminerà i lavori dell’IPCC da questo autunno.
Esiste già un consenso oggi che le riforme profonde sono necessarie alla IPCC. La selezione dei suoi autori e gli ospiti non erano sufficientemente nonpartisan, non c’era abbastanza comunicazione tra i gruppi di lavoro, e non vi erano i meccanismi su come gestire gli errori.
Anche in questione è la posizione del presidente dell’IPCC Rajendra Pachauri, che è lodato come un “pensatore leader a livello globale”, nella sua biografia ufficiale. Per salvare il clima ha fatto una figura miserabile durante la crisi attuale. Il soomo guru del clima ha sommariamente respinto le obiezioni degli scienziati che non la pensavano come lui, come “scienza voodoo”.
Gruppi di scienziati di diversi istituti di ricerca sul clima chiedono le dimissioni di Pachauri. “La ricerca sul clima è ora in una situazione difficile, dicono, Pachauri ha offerto un fianco non protetto.agli scettici, dovrebbe assumersi la responsabilità di ciò e dovrebbe dimettersi”.
Nel complesso, l’intera professione è stata gravemente danneggiata dallo scandalo. Attualmente stianno subendo una massiccia erosione di fiducia. La ricerca sul clima è stata corrotta dalla politicizzazione, così come le centrali nucleari si credeva fossero sicure prima di Chernobyl.
Nessun altro ramo della scienza è cosí carica politicamente. Una guerra di religione sta infuriando tra allarmisti e scettici, e minaccia di consumare i veri climatologi. Ma è un conflitto critico, perché gira intorno a qualcosa come una massiccia ristrutturazione totale della società industriale, un “lavoro” che avrà un costo di migliaia di miliardi di euro.Potenti interessi economici e incrollabili convinzioni fondamentaliste entrano in gioco.
La crisi di credibilità in climatologia vive un momento estremamente sfavorevole. Dal vertice del 2009 a Copenaghen, la politica ambientale è in uno stato di shock. Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, per esempio, ha messo in stand by la sua iniziativa per la nuova legislazione sul clima. E anche il presidente francese Sarkozy ha invertito il suo progetto di introdurre una tassa sul clima, dicendo: “Noi non imponiamo alcun vincolo sul nostro settore industriale”.

Credo che gli scienziati non dovrebbero mai sposarsi con le loro teorie perché in futuro potrebbero essere sconfessate da nuove scoperte. La ricerca scientifica deve essere interamente rivolta verso i risultati, oggi ci sono sempre più scienziati che vogliono essere i politici.
Gli inglesi del centro di ricerca sul clima il Met Office ha deciso che l’unico modo per riguadagnare la fiducia è rendere tutti i dati climatici disponibili online immediatamente, in un sistema che è accessibile a chiunque ed offre la massima trasparenza e includendo valutazioni critiche su quanto è affidabile ogni pezzo di informazioni. Il Met Office ha stimato che questo grande progetto internazionale, ci vorranno peró almeno tre anni, mentre per adesso quelli del GISS e del NOAA si guardano bene dal prendere iniziative simili.
Gli scienziati temono che senza un processo aperto, onesto, essi non troveranno più ascolto. Questo processo potrebbe significare che molto di ciò che è stato a lungo considerato “conoscenza scientifica” verrà messo sotto esame ancora una volta, in particolare si dovrá rispondere a cinque domande elementari sul futuro del clima:

* In quanti gradi effettivamenteé aumentata la temperatura della Terra e quanto ulteriormente le temperature aumenteranno?
* Quanto il livello del mare salirà in un clima con effetto serra?
* Possiamo aspettarci di vedere in futuro tempeste con una forza senza precedenti?
* Quali parti del mondo avranno più siccità e dove ci saranno più inondazioni?
* La situazione del pianeta sará veramente fuori controllo se la temperatura media globale aumenterá di oltre due gradi?

Per gli attuali grandi climatologi molte di queste questioni rimangono aperte. I media, i politici e anche gli scienziati parlano spesso di cambiamenti del clima con una certezza che in realtà non esiste.
Per esempio, ci sono molte indicazioni che in epoca medievale, tra 900 e 1.300 dC, quando i Vichinghi allevavano bestiame in Groenlandia e la vite era coltivata in Scozia, che è stata più calda di quanto lo sia oggi. Questo è precisamente ciò che Mann (quello che ha inventato la mazza di kockey) ha negato, con una certezza che irrita anche i suoi alleati.
Programmando qualsiasi computer, utilizzando la metodologia di Mann e inserendo dei dati del tutto casuali nel programma i risultati sono una curva mazza da hockey.
McIntyre ha scoperto questo trucco. Ma con la loro auto-esaltazione, i climatologi hanno fatto di lui una leggenda su Internet. Un milione di persone al mese visitano il suo blog. Essi comprendono sia gli scettici del clima e al solito dei teorici della cospirazione, ma anche, più recentemente, molti accademici matematici e scienziati.
McIntyre afferma che egli crede nel cambiamento climatico. “Io non voglio buttare via il bambino con l’acqua sporca», dice, “ma quando trovo errori, voglio che vengano corretto”.
Jones ha commesso un grande errore, è stato come un ragno nella sua tela.Quasi ogni dibattito interno tra i papi del clima passava attraverso il suo computer, lasciandosi dietro una scia digitale.
Soprattutto, però, Jones controllava la “pistola fumante” della climatologia: cioé la curva della temperatura della Terra. La temperatura record che risale agli inizi dell’industrializzazione sono destinate a provare che la temperatura globale media è già aumentata di quasi un grado Celsius dal 1850.
Ci sono vari elementi di prova indiretta che sostengono la teoria del riscaldamento globale. I ghiacciai si stanno ritirando, sono in aumento il livello del mare e i ghiacci marini nelle regioni artiche stanno diminuendo, almeno fino a qualche anno fa..Ma questi segni non sono nulla rispetto ai valori rilevati nelle stazioni meteorologiche.
Il problema è che la qualità dei dati grezzi provenienti dai servizi meteorologici di tutto il mondo differisce notevolmente. In un certo numero di stazioni meteorologiche, le temperature aumentano perché le case e le fabbriche erano state costruite intorno a loro. Altrove, le stazioni sono stati spostate e, di conseguenza, hanno improvvisamente prodotto diverse letture. In tutti questi casi, Jones ha dovuto usare metodi statistici per correggere gli errori nelle letture della temperatura, con un approccio chiamato “omogeneizzazione”.
Ma Jones ha proceduto correttamente nella omogeneizzazione dei dati? La maggior parte dei climatologi credono ancora nella tesi che Jones non ha intenzionalmente manipolato i dati. Tuttavia, sotto la pressione degli attacchi Jones ha dovuto ammettere qualcosa di incredibile: aveva cancellato i suoi appunti su come ha costruito l’omogeneizzazione. Ciò significa che non è piú possibile ricostruire con i dati grezzi la sua curva di temperatura.
Questo è uno dei più grandi peccati che uno scienziato possa commettere. È come se un cuoco non fosse più in grado di cucinare i suoi piatti perché ha perso le ricette.
Inoltre Jones ha attribuito una impennata dei valori di temperatura al calo dell’inquinamento atmosferico dal 1970 a causa di leggi più severe sulle emissioni. Le particelle in sospensione bloccano la radiazione solare, in modo che le temperature aumentano quando l’aria diventa più pulita. L’inquinamento atmosferico nel sud è sempre stata molto inferiore rispetto al nord, c’è meno terra e quindi meno industria nel Sud del mondo. Stranamente, tuttavia, l’aumento della temperatura nel sud è forte quanto lo è nel nord. E questo non è veramente possibile. È come se un meccanismo naturale é stata almeno in parte la colpa per l’aumento delle temperature, e questo farebbe diminuire la quota di influenza umana nel riscaldamento globale.
I critici di Jones poi lo rimprovano per non aver presosufficientemente in considerazione la crescita delle aree urbane.Le stazioni che ha usato dovevano essere rurali e sono ora nelle città. E perché è sempre più caldo in città che fuori, le temperature misurate in queste stazioni sono destinate a crescere.È stata trovata una forte correlazione tra aumento delle temperature dovute al riscaldamento urbano e la crescita economica della zona. Tale studio é stato inviato a Jones prima dell´ultimo rapporto dell´IPCC ma lui ha fatto di tutto per sopprimere tale studio. In uno dei messaggi di posta elettronica Jones ha apertamente ammesso di aver voluto mantenere questa pubblicazione fuori del rapporto dell’IPCC a tutti i costi. Alla fine Jones ha cercato di sminuire questo studio perché “statisticamente irrilevante” in altre parole, senza senso.

Il climatologo tedesco Hans von Storch ora vuole vedere un istituto indipendente ricalcolare la curva di temperatura, e suggerisce addirittura che gli scettici devono essere coinvolti nel progetto.Egli fa notare, tuttavia, che il trattamento dei dati richiederà diversi anni.
“Non c’è altro modo per riconquistare la fiducia che si è perso”, dice, “anche se sono certo che la nuova curva non sarà molto diversa da quella vecchia.”
E se lo fsarà? “”Sarebbe sicuramente la peggiore delle ipotesi per la climatologia. Dovremmo ricominciare tutto daccapo.”
Altre previsioni di climatologi, come quella che comportano un aumento notevole del livello del mare, dovranno inoltre essere rivalutate.
Queste previsioni avrebbero potuto essere le scene di un film horror: i grattacieli di New York, sporgevano di nell’oceano come scogli, mentre città come Amburgo e Hong Kong, Londra e Napoli erano state inondate da tempo, e interi paesi erano stati inghiottiti come Danimarca, Paesi Bassi e Bangladesh avevano cessato di esistere.
Un quarto di secolo fa i climatologisti hanno afferrato l’attenzione del pubblico con tali visioni terribili. Al momento, gli esperti hanno calcolato che il livello del mare aumenterebbe di oltre 60 metri se l’effetto serra causasse lo scioglimento di tutto il ghiaccio della Terra.
Nessuno oggi parla piú di scenari da incubo e nessuna delle simulazioni attualmente in vigore prevede lo scioglimento completo della calotta glaciale antartica.D’altra parte, quasi nessuno dei glaciologi ha dubbi che i livelli del mare saranno significativamente più alto lungo le coste entro la fine del secolo.Ma quanto più alto, esattamente? Le stime vanno da 18 cm. a 1,90 metri.
Naturalmente, questa non è una dichiarazione soddisfacente per i pianificatori costieri e politici ma non si può vendere qualcosa come la certezza se non si sa esattamente che cosa sarà.
Il presente rapporto dell´`parla di un intervallo relativamente conservatore da 18 a 59 centimetri. La maggior parte degli esperti ritengono questa stima troppo piccola.
Due fattori influenzano il livello del mare. Il primo lo colpisce direttamente: Quando l’acqua si riscalda, si espande.Questo effetto di riscaldamento, che può essere calcolato con relativa precisione, dovrebbe comportare che il livello del mare crescerebbe di circa 22 centimetri entro il 2100.
Un altro effetto che non è così facile da calcolare è la fusione dei ghiacciai di montagna e del ghiaccio in Groenlandia e Antartide.La maggior parte della fusione oggi sta accadendo nei ghiacciai di montagna, dalle Ande all’Himalaya.Secondo i calcoli dell’IPCC, questa attività di fusione contribuisce con 0,8 millimetri l’anno per l’aumento del livello del mare. Groenlandia e Antartide contribuiscono, ciascuno, con 0,2 millimetri.
Ma molti scienziati sono riluttanti a fare previsioni nuove, perché i processi interni nelle gigantesche calotte non sono sufficientemente compresi. Dati affidabili sul comportamento dei ghiacciai esistono solo da circa 10 anni. I ghiacciai della Groenlandia stanno mandando un importo particolarmente elevato di ghiaccio verso l’oceano ma dopo tale fase, comunque, molti flussi di ghiaccio diventano dormienti di nuovo per un periodo di tempo più lungo.

Fine prima parte

SAND-RIO

Gli errori emergenti del rapporto IPCC per il 2007 non sono accidentali, ma fondamentali

24 marzo 2010 24 commenti

Con le notizie che sono arrivate ultimamente da Bali, e cioé che c`é un’indagine internazionale condotta sul gruppo intergovernativo dell’ONU sui cambiamenti climatici e il suo presidente Rajendra Pachauri un paio di settimane fa sarebbero stati fatti enormi titoli in prima pagina. Ma mentre l´Europa l´Asia e il Nord America sono ancora spazzate da tempeste di neve, in un inverno piú freddo da  decenni, c’è stata una sorta di tregua nella tempesta del riscaldamento globale, dopo tre mesi, quando sull’IPCC e sul dottor Pachauri si sono abbattute tempeste di neve quasi quotidiane  con  nuovi scandali e nuove rivelazioni. E una ragione per questa tregua è che il vero messaggio di tutti gli scandali è andato perduto.

La difesa principale offerta dai serristi sulle rivelazioni dell´ultima relazione del 2007 dell’IPCC è che sono stati solo un paio di errori marginali dispersi in un mare di 3000  pagine di documenti. Le 3000 pagine che sicuramente qualcuno, anche su NIA conosce a memoria e di cui legge un versetto ogni sera prima di addormentarsi.  OK, sarebbe stato sbagliato prevedere che i ghiacciai himalayani potevano sciogliersi entro il 2035, che il riscaldamento globale stava per distruggere il 40 per cento della foresta amazzonica e tagliare i raccolti africani del 50 per cento, che il livello del mare sarebbe aumentato pericolosamente da invadere il 65% dell´Olanda, cosí come gli uragani devastanti, la siccità ed altri “eventi meteorologici estremi” sarebbero stati sempre peggiori. Questi sono stati, dicono loro,  una manciata di errori isolati in un rapporto di massa, il loro possente edificio di ortodossia del riscaldamento globale rimane illeso. La scienza “è risolta”, il “consenso”, è intatto.

Ma questo non coglie affatto il punto.Mettendo insieme tutti gli errori si può vedere che spunta  la questione centrale dell’intera farsa del riscaldamento globale.

Tutti questi allarmi hanno avuto particolare rilievo nel rapporto IPCC del 2007 e ognuno di loro ha dimostrato di essere basata non su prove concrete ma su notizie allarmistiche, derivate non da corretti scienziati  ma da attivisti ambientali. I ghiacciai non stanno scomparendo ma sono naturalmente in calo da oltre 150 anni nel loro ciclo naturale di avanzata e regressione, il danno alla foresta amazzonica non è dovuto al cambiamento del clima, i raccolti africani hanno maggiori probabilità di aumentare che diminuire, il livello del mare non sta aumentato ma anzi sta rallentando,  l’attività degli uragani è inferiore a quello di 60 anni fa, le siccità sono state più frequenti in passato, non vi è stato alcun aumento di alluvioni o ondate di calore.

Inoltre, è emerso. come hanno ammesso molti scienziati dell´IPCC, che in quasi tutti i casi, la decisione di includere queste notizie allarmistiche non é stato per una prova scientifica ma solo perché quella era la storia voluta da quelli che stavano in alto nella gerarchia dell´IPCC. Occorreva terrorizzare i politici che hanno le chiavi del denaro.

In aggiunta, ora possiamo leggere in un dettaglio sconvolgente, la verità degli sforzi compiuti per garantire in ogni caso lo scandaloso inserimento della ideologia del famigerato grafico “bastone da hockey”  nella stessa relazione del 2007  per dimostrare che alla fine del 20 ° secolo, le temperature erano stati catapultati a livelli senza precedenti. Ciò è stato ritenuto necessario perché dopo che il grafico è stato al centro del rapporto IPCC del 2001  recentemente era stato sputtanato dimostrando come fosse una illusione statistica.
In altre parole, per certi aspetti fondamentali del rapporto IPCC per il 2007 non era altro che propaganda imprudente, progettato per creare il panico nei politici mondiali per avere  un accordo a Copenaghen e che tutti noi dovremmo pagare il più grande progetto di legge singolo mai presentato alla razza umana, per un importo di decine di centinaia di miliardi di Euro. .E come sappiamo, di fronte alla prospettiva di questo abisso finanziario ed economico, la conferenza di Copenhagen é terminata nel caos, con praticamente nessun  accordo.

La cosa impressionante è stata la velocità e la portata del disfacimento del consenso intorno all´IPCC, assistita, naturalmente, poco prima di Copenaghen, dal “Climategate” con le email e i codici informatici trapelati dall´ East Anglia’s Climatic Research Unit.  Il loro significato ha illuminato il mondo sulle attività di un piccolo gruppo di scienziati britannici e statunitensi nel cuore del IPCC, e come tra di loro  hanno discusso il modo di manipolare i dati per mostrare il riscaldamento mondiale più veloce cercando delle prove a giustificazione, lottando contro le legittime richieste per i dati da esperti esterni per nascondere la loro manipolazione e cospirando per mettere a tacere i loro critici escludendo il loro lavoro da riviste scientifiche e dalla stessa relazione dell’IPCC del 2007.
Il Dr Phil Jones del CRU  ha svolto un ruolo centrale nella paura del riscaldamento globale per 20 anni.
Le implicazioni di tutto questo per la paura di riscaldamento, come è stato presentato a noi nel corso degli ultimi due decenni, è innegabile. La reputazione del IPCC è a brandelli. E questo per non voler io dire nulla della reputazione personale di colui che è stato la mente della relazione del 2007, il suo presidente, il dottor Rajendra Pachauri.

Pachauri ha guadagnato milioni di sterline per il suo istituto di ricerca Teri, e ulteriori dettagli stanno ancora emergendo per come ha sfruttato la sua posizione in un impero di affari mondiale, tra cui 17 contratti vantaggiosi dalla sola Unione europea. Ma non dobbiamo aspettarci che la la verità venga a galla in maniera troppo improvvisa, data questa massa di interessi che la invischiano come una melma mafiosa. Troppe persone hanno troppa posta in gioco per consentire di abbandonare la fede del riscaldamento globale causato dall´uomo, questa fede li ha sostenuti tanto tempo e ha fatto sí che oggi tanti di loro siano ricchi, anzi ricchissimi.

Dal 1988, quando la più grande paura che il mondo ha visto, ha preso il via, centinaia di miliardi di euro sono stati riversati nei progetti di ricerca accademica non per provare la tesi del riscaldamneto a causa della CO2, ma per prendere questo come un dato di fatto appunto come una FEDE, e di utilizzare i modelli di computer per far sembrare che il suo impatto spaventoso fosse possibile. Il mercato globale del “carbon trading” già vale 126 miliardi dollari l’anno, potrebbero essere presto milioni di miliardi e quindi  vale la pena cercare di aumentare tale terrore globale fino a che il tempo non li smaschererá. I  governi chiedono e chiederanno sempre di piú centinaia di miliardi da essere buttati nei sistemi di energia detti alternativi ma che guarda caso fino adesso a partire dalla stessa America riguarda SOLO LA COSTRUZIONE DI NUOVE CENTRALI NUCLEARI e ció sará fatto aumentando le tasse e le bollette energetiche lasciando le briciole alla ricerca avanzata su altre fonti di energia alternative.

Con tutto questo potente esercito di politici ingenui, di funzionari, di commercianti di carbonio, di mafiosi, di intrallazzatori, i finanziamenti per la ricerca accademica sulle energie alternative e rinnovabili sono alla ‘fame” sono ridotti quasi a zero, elemosina per loro,  miliardi per i fedeli del AGW. Hanno messo in essere il vero mostro di Frankenstein. Per loro conta solo il fantomatico riscaldamento globale e i soldi che ci guadagnano con questa favola. Ma il Sole sta facendo loro un brutto scherzo, se continua questa fase e se le previsioni degli scienziati autonomi, rispetto alla industria del GW, si confermeranno, hanno a disposizione pochissimi anni prima che il pianeta inizi la sua fase di raffreddamento e pochissimi anni prima di essere vergognosamente smascherati e sputtanati per quello che sono: amici di merende!

SAND-RIO

Climagate, Himalayagate, ed ora Amazzoniagate!

22 febbraio 2010 20 commenti

Dopo il Climategate, abbiamo avuto l´Himalayagate, in cui é stato esposto al ridicolo la relazione dell´IPCC del 2007 che affermava che i ghiacciai himalaiani sarebbero scomparsi entro il 2035.
Adesso non contenti di averci mentito su ghiacciai scomparsi, aumento di uragani e livello del mare, l´ultima relazione dell´IPCC ci racconta anche un carico completo di menzogne sul pericolo delle alterazioni climatiche nell´ecosistema della foresta amazzonica.

Questa affermazione sopra la foresta amazzonica si trova nel capitolo 13 della relazione del 2º gruppo di lavoro, la stessa parte della 4ª relazione di stima dell´IPCC dove ci sono le assurde affermazioni sui ghiacciai. La sorprendente citazione dice che:
“Fino al 40% della foresta amazzonica puó reagire drasticamente anche ad una piccola riduzione delle precipitazioni; questo significa che la vegetazione tropicale, l´idrologia e il sistema climatico di tutta l´America del Sud puó modificarsi molto rapidamente per un altra situazione di equilibrio, non necessariamente producendo cambiamenti graduali tra la situazione attuale e quella futura. (Rowell e Moore, 2000). E piú probabile che le foreste saranno sostituite da un ecosistema che avrebbe piú resistenza ai molteplici stress causati per l´aumento della temperatura, siccitá e incendi, come le savane tropicali”.

A prima vista sembra che anche la referenza citata non abbia problemi, ma leggendo un poco dopo si legge questo:
Roswell A. e P.F. Moore, 2000. Revisione globale degli incendi forestali. WWF/IUCN, Gland Svizzera, 66 pp.
Questo quindi sembra essere un´altra relazione del WWF, realizzato assieme al UICN – Unione Internazionale Conservazione Natura.
La relazione é ancora nel sito della IUCN.

 http://data.iucn.org/dbtw-wpd/edocs/2000-047.pdf

Oltre a questo, l´IUCN assieme al WWF, è un gruppo con interessi economici notevoli, e la relazione non é “peer reviewed” (revisione accademica). Secondo le regole dell´IPCC, questa relazione non poteva essere usata come fonte primaria.
Ma la storia non finisce qui. I due autori della relazione non sono neanche specialisti in Amazzonia.
Uno di loro, il Dr. P.F. Moore é un analista politico, ecco le sue referenze:
” La mia formazione e esperienza in tutto il mondo ha preteso lo sviluppo di una abilitá politica e analitica ad alto livello. Io ho una grande esperienza in amministrazione, revisione legislativa, investigazioni e osservazioni generate attraverso il coinvolgimento o gestione del processo del Fondo Forestale Australiano, inchieste parlamentari e governamentali, investigazioni e osservazioni sulle tariffe pubbliche dell´acqua, accessi e diritti di uso e della legislazione della vegetazione nativa in Australia e sulle leggi di incendio e risorse naturali, regolamenti e politiche in Indonesia, Vietnam, Tailandia, Africa del Sud e Malasia”.
E l´altro coature Andy Rowell é un giornalista Freelancer ( per il Guardia) e attivista verde. Vediamo le sue referenze:
” Andy Rowell é uno scrittore freelance e un giornalista di investigazione con esperienza di oltre 12 anni sull´ambiente, alimenti, sulla salute e globalizzazione. Rowell ha realizzato investigazioni di alto livello per, tra gli altri, Action on Smoking and Health, The Campaign for Tobacco-Free Kids, Amici della Terra, Greenpeace, IFAW, per l´Organizzazione Pan-Americana della salute, Progetti Undergound, per l´OMS, per il World in Action e WWF”.
Quindi tutto sono tranne che scienziati!
Ma la sfrontatezza dell´IPCC non finisce qui. Dopo aver cercato nella relazione del WWF da inizio alla fine, non é stata incontrata nessuna evidenza per supportare l´affermazione dell´IPCC che “il 40% dell´Amazzonia é minacciata per i cambiamenti climatici”. Neanche il WWF, cioé, ha mai detto una cosa simile! Pura invenzione!

Il sito Watts Up With That fornisce una lunga e preoccupante lista di articoli non revisionati da specialisti e pubblicati dal WWF e citati come prova nella quarta relazione dell´IPCC.

 http://wattsupwiththat.com/2010/01/24/the-scandal-deepens-ipcc-ar4-riddled-with-non-peer-reviewed-wwf-papers/

Non sarebbe meglio a questo punto togliere il premio Nobel all´IPCC e darlo al WWF?
O nominare il WWF come la massima organizzazione scientifica del pianeta? Purtroppo, anche ammirando moltissimo le battaglie del WWF contro l´inquinamento, l´organizzazione non é composta da scienziati, se non in minima parte, ed inoltre le sue relazioni, rapporti, articoli, pubblicazioni non avendo rilevanza scientifica non hanno la necessitá del peer-reviewed per essere pubblicati.
Questa menzogna sull´Amazzonia é ancora ai primi passi, e nei prossimi giorni ci aspettiamo ulteriori sviluppi cosí come successo per i ghiacciai dell´Himalaya.

SAND-RIO