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Archive for the ‘Statistica Solare’ Category

Aspettare prima di trarre conclusioni, ma fino a quando?

29 luglio 2010 67 commenti

Qui su NIA è una delle frasi preferite, sicuramente quella che in questi 2 anni abbiamo detto più volte.

Ma su una cosa non abbiamo mai chiarito, fino a quando dovremo aspettare?

Bisogna subito dire che se noi non abbiamo mai detto un limite è perchè esso non c’è, dipende tutto da come si comporterà il sole nei prossimi mesi, sappiamo bene come anche gli esperti si sono ritrovati a posticipare sempre più l’inizio del Ciclo 24, noi quindi ci siamo adattati spostando in avanti il termine ipotetico del periodo di attesa.

Il Ciclo 24 è partito parecchi mesi fa e ci aveva dato l’impressione di poter chiudere la questione minimo e di analizzare la risalita verso il massimo, terminando quindi le attese per la ripartenza, visto che essa, spesso lineare e costante non crea un interessamento di tipo evolutivo ma solo di tipo quantitativo.

Come invece ben sappiamo ci troviamo ancora in una fase di stallo, il SF dopo aver superato gli 80 è andato calando per un bel po’ di tempo e ancora adesso ci troviamo sotto gli 80, valore che da sempre qui su NIA avevamo definito come segno di attività solare non più bassa, e la risalita ci pare ben lontana da poter essere definita, ci tocca quindi aspettare ancora e come tutti neanche noi sappiamo fino a quando.

Proprio per questi motivi ho deciso di scrivere qualche riga su questa questione, da fuori potrebbe sembrare quasi una presa in giro e non lo è di certo, ovviamo tutti i dubbi e chiariamo il concetto:

Il Minimo solare tutt’ora non può dirsi concluso al 100%, abbiamo definito la patenza del Ciclo 24 ( e quindi fine del minimo ) con il superamento continuo del SF del valore di 80, aggiungendoci poi un aumento di tale valore continuo.

La fase di risalita è quella più breve in un ciclo solare, dura intorno ai 4 anni, ma può durare anche meno, per questo quindi rappresenta una crescita costante e continuativa dell’attività solare, non rappresentando motivo di interesse, se non quando ci si ritrova alla fine del suo percorso e si deve analizzare quale sarà l’intensità del massimo, sarà allora che partirà il nuovo “periodo di attesa”

Bisogna però dire che questo Ciclo 24 ha tutta l’aria di essere un ciclo debole e molto particolare, la sua risalita potrebbe quindi essere atipica e mostrare continuamente periodi di discesa anche in questa fase, arrivando quindi ipoteticamente ad unire le 2 “fasi di attesa” rendendole praticamente infinite.

A noi tocca, e sembra uno scherzo detto adesso, solo aspettare, perchè sarà solo il Sole a decidere quando finirà l’attesa.

FABIO

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Il Sole dice Damon! ma anche Dalton!

Qualche giorno fa mi sono ritrovato a cercare qualche statistica per piazzare questi primi mesi del Ciclo 24 rispetto ai cicli passati.

Ho deciso così di in assenza di dati particolari di lunga durata di concentrarmi particolarmente su 2 diversi aspetti, gli RI mensili e i giorni spotless.

Per prima cosa ho deciso di determinare il tempo di confronto, sappiamo che con questo Maggio sono ben 17 i mesi passati dalla conclusione del minimo nel Dicembre 2008, per fare cifra tonda ho così preso 15 mesi per fare un confronto ( per il prossimo aspettiamo quindi di averne almeno 18, cioè 1 anno e mezzo )

Mi sono messo a calcolare i giorni spotless registrati nei primi 15 mesi di ogni ciclo a partire ovviamente solo dal 10°, in quanto prima non abbiamo dati certi dei giorni spotless ( a dire il vero non lo sarebbero neanche per gli RI )

Ed ecco qui i dati:

Ciclo 24: 269 ( con il Layman’s sarebbero circa 350 )

Ciclo 23: 153

Ciclo 22: 68

Ciclo 21: 76

Ciclo 20: 90

Ciclo 19: 190

Ciclo 18: 122

Ciclo 17: 235

Ciclo 16: 147

Ciclo 15: 251 ( subito dopo il minimo del 1913 per intenderci )

Ciclo 14: 236

Ciclo 13: 151

Ciclo 12: 235

Ciclo 11: 179

Ciclo 10: 297

Ed ecco subito che il Ciclo 10 è l’unico che abbia toccato un valore di giorni spotless superiore ( sappiamo che nei mesi di Aprile e Maggio questo ciclo ha però aumentato i proprio giorni spotless ) e considerando i valori teorici del Layman’s Count questo ciclo 24 avrebbe avuto anche più giorni spotless del ciclo 10 che sarebbe comunque l’unico simile a questo.

Ora voi direte, che particolarità ha il Ciclo 10? Come suggerisce il titolo, il Ciclo iniziato nel Gennaio del 1856 è stato il primo del Minimo di Damon, ne avevamo già parlato tempo fa di assonanze proprio con questo periodo e qui abbiamo un altro dato che conferma quello da noi già più volte detto.

https://daltonsminima.wordpress.com/2009/10/06/minimo-di-damon-e-minimo-di-eddy-a-confronto-prima-parte/

Va detto quindi che per ora questo è il 2° Ciclo che nei suoi primi 15 mesi registra più giorni spotless, di certo questa statistica non tiene conto del Minimo di Dalton, ma non si può certo dire che sia normale il Ciclo 24, dividiamo in 3 parti questa statistica, per data di inizio del ciclo

Media giorni spotless primi 15 mesi dei Cicli iniziati tra il 1851 e il 1900: 216

Tra il 1901 e il 1950: 198

Tra il 1951 e il 2000: 115

( Media Minimo di Damon: 225 )

Il trend in diminuzione rende ancora più eccezionale questo Ciclo 24

Analizziamo adesso invece l’RI medio dei primi 15 Mesi, ecco i dati ( ommetterò la parola Ciclo ):

24: 5.60

23: 11.44

22: 27.21

21: 19.11

20: 15.43

19: 12.46

18: 15.08

17: 7.23

16: 14.78

15: 6.77

14: 8.97

13: 15.31

12: 9.50

11: 15.31

10: 5.21

9: 13.37

8: 13.39

7: 5.13

6: 2.06

5: 6.30

4: 21.88

3: 11.57

2: 22.89

1: 9.76

Per prima cosa va detto che i conteggi anche se sappiamo essere più alti del dovuto su una media di 15 mesi con un valore così basso assumono una rilevanza quasi nulla e quindi trascurabile.

A colpo d’occhio notiamo che sono 3 i cicli ch più si avvicinano al 24, uno l’abbiamo già incontrato ed è proprio il Ciclo 10, gli altri 2 fanno parte del Minimo di Dalton e sono il 7 ( ultimo dei 3 ) e il 5 ( primo dei 3 )

Ancora una volta abbiamo una situazione quasi identica al Minimo di Damon, che però stavolta si rispecchia anche con la situazione di inizio Minimo di Dalton.

Il ciclo 24 si mostra sempre più eccezionale di quanto ce lo vogliano far credere, analizziamo quindi per periodi:

1751-1800: 14.48

1801-1850: 8.49

1851-1900: 11.33

1901-1950: 10.57

1951-2000: 17.13

( Media Minimo di Dalton: 4.50 )

( Media Minimo di Damon: 10.18 )

C’è più variabilità in mezzo per via dei 2 minimi che non coincidono ovviamente con i periodi di 50 anni scelto, ma si nota come rispetto agli ultimi 50 anni questo Ciclo 24 non ha proprio niente a che fare.

Guardiamo ora qualche dato del SF, sappiamo che il confronto vale solo per gli ultimi 50 anni dato che non abbiamo una serie temporale così lunga, se poi contiamo che abbiamo già asserito la totale diversità da questo Minimo con quelli degli ultimi 50 anni il confronto lascia il tempo che trova, ma lo facciamo lo stesso.

( tutti i confronti sono fatti con i dati del Solar Flux Aggiustato )

Ciclo 19: 75.95

Ciclo 20: 76.64

Ciclo 21: 79.84

Ciclo 22: 83.42

Ciclo 23: 73.71

Ciclo 24: 72.59

La differenza messa così può sembrare poca, ma se condieriamo che il record del valore più basso ( aggiustato ) del SF è di circa 65, le differenza con il 2° valore ( ciclo 23 ) diventano di circa il 15% in più

Altro dato interessante sono i mesi che ci sono voluti per passare da un valore di 80 ( che decreta l’uscita dalla fase profonda del minimo ) a 100 ( che decreta l’inizio definitivo della fase ascendente ).

Ciclo 19: 6 mesi

Ciclo 20: 5 mesi

Ciclo 21: 5 mesi

Ciclo 22: 10 mesi

Ciclo 23: 8 mesi

Per una media quindi di circa 7 mesi per passare da 80 a 100, per ora in questo ciclo 24 compreso il mese di maggio siamo al 4° mese dopo aver superato gli 80, vediamo che succederà per l’estate

C’è da considerare però che io ho preso per fare il confronto il passaggio definitivo tra 80 e 100, mi spiego meglio:

nel Minimo tra il ciclo 21 e 22 in 2 occasioni è stata superata la soglia degli 80, nel Febbraio 1986 e nell’Ottobre 1986, senza però avere un trend al rialzo visto che nei mesi successivi i valori tornarono anche sotto i 70, per partire definitivamente solo nell’Aprile 1987, dopo quella data infatti non si sono registrati valori sotto i 70

altro esempio è quello del 1977, nel Febbraio il SF superò gli 80, per poi però scendere sotto nei 2 mesi successivi e divenire definitivo solo nel Maggio dello stesso anno.

È quindi possibile che la risalita verso valori di SF vicini ai 100 sia più lunga di quanto si possa pensare e che se si considera il fatto che la risalita potrebbe più lenta di quella dei cicli dell’ultimo cinquantennio allora potremmo anche pensare che ci vogliano come minimo altri 10/12 mesi prima di poter superare i 100.

FABIO

NIA ci riprova, ecco il 1° conteggio alternativo al SIDC

25 maggio 2010 73 commenti

Dopo averci provato ad Aprile eccoci qui pronti a ripartire con questo progetto.

Ci sono state delle incomprensioni con il creatore del Layman’s Count, che avrebbe voluto che usassimo il suo metodo solo nella determinazione dei giorni spotless, così abbiamo deciso di andare avanti con un nuovo metodo.

Luca Nitopi c’ha lavorato su e siamo arrivati a trovare questo sistema che prende molto più in considerazione il “colore” della macchia, cioè la sua visibilità sulla superficie solare.

Veniamo subito al dunque, visto che il resto non ci interessa.

Il conteggio si basa su 4 principali fasi:

1)      Rilevazione

2)      Verifica delle Macchie

3)      Conteggio

4)      Correzione del Numero di Wolf

Spieghiamo quindi un passo alla volta:

–          Rilevazione:

Data la mancanza di un telescopio ci dobbiamo basare su quello che la rete ci offre, prendiamo quindi le immagini della sonda spaziale SOHO delle Nasa come base del nostro conteggio.

Il nostro obiettivo è quello di rimanere il più fedele possibile ai dati rilevati nel 1800 e nei primi anni del 1900, anni nei quali i cicli solari erano più deboli e i minimi più profondi ( quindi cerchiamo di rifarci ai conteggi fatti nei periodi solari più simili a quelli odierni ) per fare questo ci avvaleremo di una singola rilevazione per giorno.

Gli osservatori come ben sapete fanno una singola rilevazione a giorno, e dato che nel 1800 il SIDC aveva contatti solo con i centri europei le varie rilevazioni si rifacevano praticamente tutte alla mattinata, non avendo più quindi la possibilità di cambiare un conteggio se la macchia si formava durante il tardo pomeriggio-sera ( per esempio ).

Noi però abbiamo scelto come orario indicativo quello delle 12.00UTC, orario centrale della giornata.

Ovviamente sappiamo che le immagini SOHO non è detto che aggiornino proprio alle 12.00, per cui si prende quella di orario più vicino.

Nel caso in cui non sia possibile reperire l’immagine SOHO il valore del giorno in questione non sarà considerato per calcolare l’SN mensile, come avveniva una volta in mancanza di dati

–          Verifica delle Macchie:

Questo passaggio è fondamentale, questa è una breve descrizione del programma scritta da Nitopi:

Il programma applica un filtro mediano bidimensionale all’immagine del sole .
Il filtro e’ tale da appiattire e da far scomparire  le macchie con una dimensione inferiore a quanto impostato lavorando sul “rango”.
Successivamente viene applicata una sogliatura in modo da rendere bianche le aree individuate come “spot” e nere le aree individuate come “blank”.

ecco un’immagine dimostrativa:

(Link di riferimento dell’immagine: http://img17.imageshack.us/img17/5486/0802101210.jpg )

Il sistema lavora quindi su 2 diversi parametri, la grandezza, ma soprattutto la visibilità di una macchia.

esempio: una macchia con un dimensione tale da superare la soglia che si usava con il Layman’s Count se però non possiede la giusta visibilità non viene visualizzata dal sistema di Nitopi.

Quindi una volta che la macchia viene visualizzata si procede al conteggio vero e proprio

Attenzione: I giorni spotless calcolati con questo sistema non sono quelli realmente “ufficiali”, perchè diversamente dal metodo usato con il Layman’s Count non si considerano le 24h della giornata, quindi tali valori non hanno alcun tipo di valore statistico se non a comporre l’SN mensile.

–          Conteggio:

Il Conteggio è essenzialmente assegnare un Numero di Wolf con la formula che tutti conoscete.

Se qualcuno ha dei dubbi rimando alla pagina sulle conoscenze di base: https://daltonsminima.wordpress.com/conoscenze-base-sole/

–          Correzione del Numero di Wolf

Dato che il Numero di wolf da solo non sarebbe confrontabile con quello del SIDC che viene corretto con un fattore di correzione tutt’ora non completamente noto, anche noi abbiamo deciso di utilizzarne uno, il valore di K è 0.6, lo stesso che usa il centro di Locarno, quello principale del SIDC

D’ora in poi i dati saranno inseriti nella nuova pagina già dedicata a questo nuovo ed alternativo conteggio: https://daltonsminima.wordpress.com/nias-sunspot-number/

I dati del mese corrente verranno inseriti direttamente sul sito così da essere di facile lettura, ma come potete intuire dagli archivi già presenti, per ottimizzare lo spazio a mese concluso sarà tutto archiviato su file pdf.

Guida per leggere i File pdf:

SN: indica il numero di wolf così come viene calcolato attraverso la sua formula

SN Corr. : indica il numero di wolf dopo aver subito la correzione con il fattore K per poterlo confrontare con l’RI del SIDC

Ora Rilev. : indica l’orario dell’immagine SOHO su cui si basa il conteggio

Mens. : indica i 2 valori mensili di SN

(per problemi o chiarimenti è consigliabile scrivere direttamente nella pagina che mettiamo a disposizione)

Il Conteggio sarà interamente gestito da me, prometto nel limite delle mie possibilità di essere il più professionale possibile e di essere sempre presente per aggiornare la pagina.

Se dovesse succedere che non sarà più possibile per me continuare sceglierò io stesso il sostituto.

FABIO

Momenti e Risonanze

8 maggio 2010 43 commenti

Sono di nuovo qui per tediarvi con qualche argomentazione teorica.

Lo spunto questa volta mi e’ stato dato da Sandro, che mi ha postato un bell’articolo con possibili interpretazioni delle asimmetrie nel nostro sole e sulla possibile genesi dei cicli pluriennali. Pensavo di riscriverlo in un registro divulgativo perchè mi ero reso conto che forse era un pò troppo specialistico ma  sono un fautore della consultazione delle fonti senza filtri,  e quindi vi ci volegliono un po’ di basi, prima…

Quindi questa volta vi parlerò di momento angolare e risonanze orbitali.

Procediamo con calma e prendiamola alla lontana…. Gia’ Galileo aveva introdotto una nozione fondamentale : qualla di Sistema Inerziale e, dai suoi scritti si capisce che aveva anche ben chiara la nozione di Sistema Isolato (cioe’ che non interagisce con altre cose all’esterno) .  Newton, qualche annetto dopo , formalizzò matematicamente le intuizioni di Galileo ed introdusse quello che e’ noto come “secondo principio della dinamica” chen nella forma originale dice “F=ma” cioe’ l’accelerazione di un corpo e’ proporzionale alla forza che agisce su di esso e la costante di proporzionalità è la massa del corpo.

Tale legge puo’ essere vista anche come “F=(mv)/t” dove l’accelerazione e’ stata scritta come velocità diviso tempo (non me ne vogliano i precisi, avrei dovuto introdurre le derivate ma non ne avevo cuore…).  Quello  che volevo evidenziare  è  la quantità mv, massa per velocità che prende nome di IMPULSO o QUANTITA DI MOTO. Essa e’ un vettore (come la velocità) ed è estremamente importante perchè, facendo i conti, si trova che, in un sistema isolato,  SI CONSERVA.

La cosa interessante è che in Fisica, dai tempi di Newton, ci sono state almeno due grosse rivoluzioni (La relatività e la meccanica quantistica) ma si e’ sempre scoperto che l’impulso si conserva.  Si potrebbe dire che l’impulso totale dell’universo e’ costante… E, azzarderei io, per ragioni di simmetria,  uguale a zero….. (non credetemi… sarò arso sul rogo per questa affermazione!)

momento  angolare

Momento angolare

Se andiamo a studiare i sistemi complessi e, soprattutto , in rotazione,  troviamo un parente stretto della quantità di moto; il suo momento . Come si vede dal disegno il momento della quantita’ di moto e’ un vettore che tiene conto del fatto che un corpo sta roteando attorno ad un punto (o meglio, ad un asse), ed essendo parente stretto dell’impulso, pure esso si conserva. Il valore del vettore e’ pari alla “moltiplicazione” (in effetti e’ il prodotto vettoriale)  della velocita’ per la massa (l’impulso mv) per la distanza  r dall’asse di rotazione.

Il disegno vale per un punto. Se pensate ad un corpo solido che gira, ciascun punto darà un  contributo alla formazione del vettore momento angolare L (d’ora in poi lo chiamerò così), che quindi dipendera’ dalla forma del corpo e dalla sua “velocità di rotazione”.

Finora non c’e’ nulla di strano . E non ci sarebbe neppure nulla di particolarmente interessante se i corpi fossero perfettamente rigidi.

Ma pensiamo a cosa succede se, a un corpo in rotazione viene cambiata la forma (sempre rimanendo isolato, ovviamente:  devono agire forze interne).

Se i punti che lo compongono si “stringono” verso l’asse di rotazione, per mantenere costante L (e non potendo per ovvi motivi mutare la sua massa…) il corpo  dovrà per forza ACCELERARE LA SUA ROTAZIONE.

E’ l’ “effetto pattinatrice”: quando chiude a se le braccia comincia a roteare vorticosamente…

Penso che abbiate capito il concetto…

Proviamo a passare ad un esempio un pò piu’ in grande. Prendiamo la Terra e la Luna (dimenticandoci di tutto il resto del sistema solare…).

Sappiamo benissimo che il sistema e’ legato gravitazionalemnte e Terra e Luna roteano attorno al comune baricentro . Questo origina un primo momento angolare , chiamiamolo di rivoluzione (Lr) . A questo dobbiamo aggiungere il momento angolare dovuto alla Terra che gira su se stessa in 24 ore ed alla Luna che gira in un mesetto (chiamiamoli Lt e Ll) .  Sommati assieme avremmo il momento angolare Ls di tutto il sistema (che, supponendolo isolato, si conserva…) . Sappiamo tutti (spero) che le reciproche attrazioni gravitazionali generano effetti di marea (le maree si hanno anche sulle rocce… sono deformazioni minime ma ci sono…) che “stringono” i due corpi celesti come nelle ganasce di un freno a tamburo…  Questo genera due effetti : rallentamento della velocità di rotazione (la Luna ha gia’ finito la frenata fermandosi con una faccia bloccata verso la Terra) e relativa diminuzione dei valori di Lt e Ll. Ma, siccome il momento totale deve conservarsi, allora Lr dovrà aumentare :  ciò portera’ ad allontanare i due corpi (guadagna il valore r) e a diminuire leggermente la velocità di rivoluzione (facendo i conti si vede che, per mantenere il legame gravitazionale non puo’ accadere il contrario)

Abbiamo un bell’esempio di risonanza 1:1 “rotazione -rivoluzione” (la luna ruota su se stessa nello stesso tempo in cui orbita intorno alla terra… ) . Se cerchiamo in giro per il Sistema Solare di tali esempi ne troviamo parecchi, soprattutto nei satelliti di Giove, sempre regolati dal meccanismo “freno mareale” associato alla conservazione del momento L, che viene palleggiato tra gli elementi del sistema e mantiene l’equilibrio orbitale.

A questo punto volevo far notare un’ultima risonanza nel nostro sistema solare, un po’ più strana… Quella tra gli 11.8 anni della rivoluzione di Giove ed i “circa 11-12 anni” del ciclo delle macchie solari.

Qui pero’ (secondo l’articolo che mi ha passato Sand)  il legame tra pianeta e stella non e’ solo gravitazionale, ma il “momento angolare” viene scambiato anche attraverso le interazioni con il campo magnetico. E le energie in gioco in questo “palleggio” sono enormi: non fosse altro per la distanza (r)  e la massa di Giove (m) che vanno a formare il valore del vettore….

Spero  di non avervi tediato troppo ma, se mi avete seguito sin qui,  potete leggervi anche l’articolo propostomi da Sand….

previsione-dei-cicli-di-gleissberg-basata-sulle-oscillazioni-baricentriche-del-sole

Luca Nitopi

NIA vi presenta, Il 1° Conteggio alternativo al SIDC

23 aprile 2010 75 commenti

Dopo tanto tempo finalmente abbiamo deciso di partire con questa idea.

Un’idea che da tanto tempo si vociferava nel blog, da almeno un anno direi visto che proprio un anno fa il blog subiva un’impennata di visitatori, noi eravamo sempre stati restii a fare una cosa del genere visto che ci mancavano i mezzi primari per farlo ma soprattutto perché ancora i conteggi moderni non portavano ad aumenti vertiginosi e spropositati del Sunspot Number.

Così, dopo aver visto che la situazione stava peggiorando ancora ( cosa per’altro già difficile ) ci siamo decisi a portare avanti questo progetto.

Veniamo subito al dunque, visto che il resto non ci interessa.

Il conteggio si basa su 4 principali fasi:

1)      Rilevazione

2)      Verifica delle Macchie

3)      Conteggio

4)      Correzione del Numero di Wolf

Spieghiamo quindi un passo alla volta:

–          Rilevazione:

Data la mancanza di un telescopio ci dobbiamo basare su quello che la rete ci offre, prendiamo quindi le immagini della sonda spaziale SOHO delle Nasa come base del nostro conteggio.

Il nostro obiettivo è quello di rimanere il più fedele possibile ai dati rilevati nel 1800 e nei primi anni del 1900, anni nei quali i cicli solari erano più deboli e i minimi più profondi ( quindi cerchiamo di rifarci ai conteggi fatti nei periodi solari più simili a quelli odierni ) per fare questo ci avvaleremo di una singola rilevazione per giorno.

Gli osservatori come ben sapete fanno una singola rilevazione a giorno, e dato che nel 1800 il SIDC aveva contatti solo con i centri europei le varie rilevazioni si rifacevano praticamente tutte alla mattinata, non avendo più quindi la possibilità di cambiare un conteggio se la macchia si formava durante il tardo pomeriggio-sera ( per esempio ).

Noi però abbiamo scelto come orario indicativo quello delle 12.00UTC, orario centrale della giornata.

Ovviamente sappiamo che le immagini SOHO non è detto che aggiornino proprio alle 12.00, per cui si prende quella di orario più vicino.

Nel caso in cui non sia possibile reperire l’immagine SOHO si utilizzerà come SN “ufficiale” il valore dato dal SIDC

–          Verifica delle Macchie:

Questo passaggio si avvale del Layaman&NIA’s Count secondo il quale una macchia che occupa meno di 23 pixel nel 1800 non sarebbe stata vista e quindi non contata.

Il punto essenziale di questo passaggio è semplicemente determinare il numero di regioni da assegnare al Numero di Wolf.

Nota: I giorni spotless di questo conteggio non hanno valore “ufficiale”, per quelli c’è la pagina specifica del Layman&NIA’s Count che conta i veri giorni spotless, considerando l’intero arco delle 24 ore.

–          Conteggio:

Il Conteggio è essenzialmente assegnare un Numero di Wolf con la formula che tutti conoscete.

Se qualcuno ha dei dubbi rimando alla pagina sulle conoscenze di base: https://daltonsminima.wordpress.com/conoscenze-base-sole/

–          Correzione del Numero di Wolf

Dato che il Numero di wolf da solo non sarebbe confrontabile con quello del SIDC che viene corretto con un fattore di correzione tutt’ora non completamente noto anche noi abbiamo deciso di utilizzarne uno, il valore di K è 0.6, lo stesso che usa il centro di Locarno, quello principale del SIDC

D’ora in poi i dati saranno inseriti nella nuova pagina già dedicata a questo nuovo ed alternativo conteggio: https://daltonsminima.wordpress.com/nias-sunspot-number/

I dati del mese corrente verranno inseriti direttamente sul sito così da essere di facile lettura, ma come potete intuire dagli archivi già presenti, per ottimizzare lo spazio a mese concluso sarà tutto archiviato su file pdf.

Guida per leggere i File pdf:

SN: indica il numero di wolf così come viene calcolato attraverso la sua formula

SN Corr. : indica il numero di wolf dopo aver subito la correzione con il fattore K per poterlo confrontare con l’RI del SIDC

Ora Rilev. : indica l’orario dell’immagine SOHO su cui si basa il conteggio

Mens. : indica i 2 valori mensili di SN

(per problemi o chiarimenti è consigliabile scrivere direttamente nella pagina che mettiamo a disposizione, tranne ovviamente per la giornata di Venerdì 23 Aprile dedicata al debutto di questo conteggio).

Il Conteggio sarà interamente gestito da me, prometto nel limite delle mie possibilità di essere il più professionale possibile e di essere sempre presente per aggiornare la pagina.

Se dovesse succedere che non sarà più possibile per me continuare sceglierò io stesso il sostituto.

FABIO

Il nastro trasportatore solare accelera

18 aprile 2010 31 commenti
traduzione di un articolo comparso sul sito di Soho :
http://sohowww.nascom.nasa.gov/hotshots/2010_03_15/

Una delle domande piu’ frequunti che si pongono i fisici solari e’ l’origine del ciclo magnetico solare. Cosa e’ che pilota il ciclo di 11 ani delle macchie solari? Abbiamo appena passato un esteso e profondo periodo di minimo, che non ha avuto confronto nei passati 100 anni . Il ritardo nello stabilirsi del ciclo 24 e l’inusuale minimo tra i cicli 23 2 24 hanno preso tutti gli esperti di sorpresa, la qual cosa suggerisce una certa ignoranza per quanto riguarda l’origine dell’attività solare .

La circolazione meridionale del sole e’ una corrente all’interno del sole che trasporta il plasma vicino alla superficie dall’equatore solare verso i poli e indietro dai poli all’equatore nei livelli più profondi della zona convettiva, in modo simile ad un nastro trasportatore. Il flusso e’ abbastanza lento, con una velocità tipica di 10-15 m/s . Si pensa che la struttura e la forza del flusso in questa fascia meridionale giochi un ruolo chiave nella intensità del campo magnetico solare polare, che a sua volta determina la forza del ciclo delle macchie solari. Un tipo di modelli a dinamo predicono che un forte flusso meridionale produce più deboli campi polari, mentre un’altra classe di modelli predice campi piu’ forti e cicli di macchie piu’ brevi….

Grazie all’analisi di piu’ di 60.000 magnetogrammi registrati dallo strumento MDI di SOHO tra il marzo del 1996 e il Giugno 2009, è stato misurato il profilo in latitudine del flusso e le sue variazioni su un intero ciclo, tracciando i movimenti di concentrazioni di flusso magnetico a piccola scala, che sono trascinate dal nastro convogliatore come foglie sulla corrente di un fiume. Si e’ trovato un flusso medio verso i poli a tutte le latitudini al di sopra dei 75°, che suggerisce ilsuo estendersi fino ai poli. Ancora più importante, sì è misurato che il flusso è maggiore in corrispondenza dei minimi del ciclo delle macchie solari ed è significantemente maggiore quello misurato per il corrente minimo rispetto al precedente. Queste scoperte pongono dei nuovi vincoli ai modelli della dinamo solare e possono essere di aiuto per spiegare le peculiaritò dell’ultimo minimo solare.

(from Hathaway & Rightmire: 2010, Science 327, 1350)

Trad. Luca Nitopi

Nota del traduttore:

Il sole e’ una palla. Una domanda che non viene posta (e che riterrei leggittima) è : Perche’ la simmetria sferica viene rotta e un emisfero (il meridionale) è più importante dell’altro?

Conteggio delle Macchie: Il Raffronto col Passato

31 marzo 2010 43 commenti

Ora che almeno la parte più profonda del minimo è finita, è bene secondo me mettere in chiaro la situazione che noi stiamo portando avanti, cioè, che i conteggi moderni delle Sunspot sono parzialmente o anche completamente incomparabili con il passato.

La questione si snoda principalmente su 3 punti chiave:

1) Contare o non Contare? – ovvero decidere se una macchia vada contata sul fatto che nel passato essa molto probabilmente non sarebbe stata vista dai teloscopi dell’epoca, la questione qui diviene fondamentale, perchè ogni macchia contata aumenta notevolmente il numero di Wolf da assegnare a quella giornata e ne consegue una distorsione molto notevole, se poi la macchia in questione è l’unica presente sulla superficie solare allora in caso di conteggio si andrebbe a modificare anche tutta la serie di dati che si basa sui giorni spotless.

2) L’ho vista, ma la conto? – come abbiamo dimostrato mesi fa:

https://daltonsminima.wordpress.com/2009/05/14/le-macchie-solari-del-1913-erano-piu-forti-ed-evidenti-di-quelle-attuali/

https://daltonsminima.wordpress.com/2009/04/30/se-nel-1913-fossero-esistiti-certi-osservatori-moderni-e-probabile-che-non-ci-sarebbe-stato-nessun-record-di-92-giorni-spotless-di-fila/

le macchie venivano viste e disegnate nei bollettini giornalieri, ma dal SIDC, l’ente che controlla i dati ufficiali, non vengono contate e quei giorni li sono considerati spotless.

3) L’ho vista, la conto, ma che numero gli assegno? – come sapete il numero di wolf si basa su 2 semplici regole, assegnare un valore 10 ad ogni regione attiva e 1 per ogni macchia all’interno di ogni regione ( il SIDC usa anche un correttore per cui i numeri spesso sono più piccoli, ma di questo non ci interessa ), ne conviene che con una sola regione attiva il numero da assegnare minimo diviene 11, mentre con due è 22.

La questione diventa importante perchè le macchie che fanno parte di una regione attiva non è detto che sarebbero state viste tutte nei tempi passati, quindi il conteggio anche qui cambierebbe anche se dei 3 punti questo è quello che crea minore distorsione, ma non è da sottovalutare, perchè è direttamente condizionato dal primo punto, perchè se vengono contate macchie piccolissime e considerate regioni attive e’ anche molto probabile che all’interno di una regione attive ne vengano contate di più di quanto realmente una volta si sarebbe fatto.

Questi sono i 3 punti fondamentali su cui è difficile fare chiarezza, sopratutto sul punto 2, visto che raramente, se non mai durante questo minimo abbiamo visto una macchia presente sulla superficie del sole non venire contata.

FABIO