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Posts Tagged ‘Global Warming e IPCC’

La teoria del GW Antropogenico é falsa nelle sue parti e falsa nella sua totalitá. La teoria dell´IPCC é come il “VENTO”.

21 luglio 2010 24 commenti

Ci sono molte variabili, ignorate, sottovalutate o semplicemente non capite nella scienza climatica e soprattutto nel modellini computerizzati che pretendono voler simulare il clima globale, e che distruggono qualsiasi pretesa di conoscere o comprendere il tempo e il clima.
Vediamo allora le osservazioni dei fanatici serristi e dei sostenitori accaniti del Riscaldamento Globale di origine Antropica tra cui spicca il il gruppo/lobby politico/affaristico dell´IPCC.
Nel rapporto dell´IPCC del 2001 hanno detto: “Nella ricerca sul clima e la sua modellazione dobbiamo riconoscere che si tratta di un sistema caotico non lineare e che quindi le previsioni a lungo termine dello stato climatico futuro non é possibile se non in misura approssimativa e probabilstica”.
Anche James Lovelock, l´inventore della speculazione ipotetica GAIA ha detto: ” È quantomeno ingenuo, scientificamente parlando, pensare che possiamo dare precise previsioni riguardo al clima futuro. Ci sono troppe incognite ed é sbagliato fare previsioni”.
Kevin Trenberth, uno dei piú importanti autori del rapporto dell´IPCC e socio del CRU, ha detto: ” È chiaro che non abbiamo una visione del sistema globale del clima… questo puó essere uno shock per tutte le persone che pensano che sappiamo adeguatamente quello che sta succedendo con il clima, ma in realtá non lo sappiamo a fondo”.
Ross McKitrick si chiede se esiste una temperatura globale, dati i molti rapporti che ci sono sulla inadeguatezza di come vengono raccolte le temperature.

http://www.uoguelph.ca/~rmckitri/research/globaltemp/globaltemp.html

Antony Watts mostra i gravi problemi che ci sono sulle stazioni meteo americane… che sono poi addirittura anche le migliori al Mondo, figuriamoci quelle in zone “disagiate”!

http://www.surfacestations.org/

Sappiamo anche come vengono adeguati i dati per sostenere la teoria e le tesi del Riscaldamento Globale.
Tuttavia la considerazione nei modellini da playstation di altre variabili é ancora peggio, proprio a causa della complessitá delle loro misurazioni. Gli strumenti per misurare con precisione le precipitazioni, in particolare quelle nevose, sono sempre state una sfida enorme. Ma forse la variabile piú dimenticata ma fondamentale se si vuole creare un modello un poco piú realistico del sistema climatico, é la VELOCITÀ DEL VENTO.
Gli antichi greci giá conoscevano l´importanza della direzione del vento e come esso determinasse il tempo e il clima in una determinata regione. Avevano anche costruito una Torre dei Venti ad Atene in onore alle otto divinitá dei venti.

La torre dei venti di Atene

La direzione dei venti era critica per chi andava a vela in quella epoca (ma anche dopo…) e cosí i marinai greci svilupparono la capacitá di leggere il vento da 32 punti cardinali.
L´intensitá era una questione diversa, i primi tentativi della sua misurazione furono fatti attaccando un puntatore ad una coppa e ad una scala dei venti e in cui il puntatore avrebbe dovuto indicare la forza del vento. Ma solo nel 1846 avvenne il grande cambiamento quando si inventó l´anemometro.

Anemometro del 1870

Anche se l´anemometro fornisce dati precisi, la registrazione della misurazione deve essere continua.
L´atmosfera si riscalda a contatto col suolo (conduzione) ma anche attraverso l´evaporazione dell´umiditá che viene poi rilasciata nell´atmosfera, in entrambi i casi il tasso di riscaldamento varia con la velocitá del vento. Anche una lieve variazione della velocitá del vento risulta in una variazione dello scambio termico e nella sua distribuzione nell´atmosfera.
Il vento si crea per una differenza di pressione che a sua volta si crea per una differenza di temperatura. Una alta temperatura crea una bassa pressione e allora il vento soffia da una zona di alta pressione con temperatura piú bassa. Cosí si corregge lo squilibrio.
Ci sono in generale dei venti a livello mondiale creati da questo differente riscaldamento. Se la Terra non ruotasse avremmo avuto una semplice circolazione dei venti con venti costanti dall´equatore verso i poli. Ma il risultato della rotazione terrestre fa sí che i venti spirino verso Est, sud-est nell´emisfero nord e verso ovest nord-ovest nell´emisfero sud.
Poi ogni regione terrestre ha differenti terreni, diverse quantitá di acqua e cosí ogni spostamento dei venti zonali influirá sul ruolo del vento e di conseguenza sul riscaldamento della atmosfera della zona.
La figura sotto mostra i grafici di frequenza percentuale dei venti provenienti da sud a York sulla riva sud-ovest della baia di Hudson per due decenni a 100 anni di distanza.
Nel primo decennio 1721-1731 e che rientra perfettamente nella LIA (Little Ice Age) i venti che soffiano da sud sono il 7% del tempo. Nel decennio 1841-1851 e quindi fuori dalla LIA, i venti che spirano da sud sono il 12% del tempo con un picco nel 1842 con il 27% del tempo.


Nella Fig. La percentuale dei venti provenienti da Sud a York Factory
Fonte: Ball (1986), Climate Change, Vol. 8 pp. 121-134.

Il rapporto dell´IPCC del 2007 riconosce gli spostamenti (http://www.ipcc.ch/publications_and_data/ar4/wg1/en/ch3s3-5-7.html) di alcuni venti e dei relativi sistemi meteorologici. Infatti dice:” In base a una serie di misurazioni nella superficie e nella troposfera superiore, è probabile che vi sia stato un aumento e uno spostamento verso il polo nell`Emisfero Nord delle tempeste invernali nella seconda metà del 20° secolo, ma vi sono ancora notevoli incertezze nella grandezza della crescita a causa del tempo occorrente per le rianalisi”. La parola “probabile” è definito come superiore al 66% di probabilità. Lo spostamento non é sorprendente perché il vento prevalente da ovest che accompagna le tempeste si sposterebbe a nord se la Terra si riscalda. Ma LORO riconoscono che ci sono “incertezze significative” sulla EFFETTIVA MAGGIORE FREQUENZA.
Loro non tentano neanche di discutere il significato che avrebbe per il clima terrestre, il trasferimento di calore dovuto allo spostamento delle tempeste verso Nord.
Noi sappiamo che il vento provoca lo spostamento di masse di ghiaccio galleggianti nell´artico che creano zone libere dove si creano nuovi ghiacci che aumentano la banchisa, ma quanto incide lo scambio di calore e evaporazione?? E questo é ancora peggio nell´emisfero meridionale. Analisi effettuate sui numeri di cicloni extratropicali nell´emisfero sud del pianeta, e gli aumenti delle circonferenze e profonditá di questi cicloni extratropicali nell´emisfero sud sono causa ancora di grande incertezza.
La misura in cui l´IPCC e il loro fans sostenitori o ultras da curva sud, hanno ingannato il mondo é incredibile.
Come ha dichiarato Jean-Francois Revel: “Come é possibile per una teoria, che é falsa nelle sue parti componenti, essere vera nel suo insieme?”.
Una scienza climatica vera ed ufficiale avrebbe dovuto aggiungere nei suoi rapporti che molte delle parti del “tutto” sono omesse o sbagliate o almeno incerte.
Ma la mentalitá perversa dei sostenitori dell´AGW si nota quando per loro un gruppo umano si trasforma in una folla quando si risponde ad un suggerimento piuttosto che al ragionamento, a un’immagine piuttosto che a un’idea, ad una affermazione piuttosto che a una prova, alla ripetizione di una frase piuttosto che agli argomenti, al prestigio piuttosto che alla competenza.

SAND-RIO

L´influenza del “sistema solare” e i cicli di 60 anni (uno studio del prof. Nicola Scafetta)

18 giugno 2010 51 commenti

I cicli sono evidenti nei dati climatici. Il presente documento prende in esame l’aspetto del ciclo di circa 60 anni, che si manifesta in molti settori. Questa lunghezza del ciclo non è esattamente 60 anni e varia di pochi anni tra i vari luoghi e per vari fenomeni climatici.

Naturalmente i modellini climatici dei nostri amici catastrofisti non tengono conto di questo ciclo.

Nicola Safetta ha identificato il cambiamento della posizione del centro di massa del sistema solare (CMSS) come un possibile meccanismo di guida del ciclo di 60 anni.

(Scafetta, “prove concrete di un origine celeste delle oscillazioni del clima e delle sue implicazioni”, Journal of Atmospheric e Solar-Terrestrial Physics 2010)

Scafetta mostra i seguenti grafici:


Nel primo grafico Otto anni in movimento medio della temperatura globale detraendo il suo fit quadratico e  spostato di 61,5 anni.  Si noti la perfetta corrispondenza tra i periodi 1880-1940 e 1940-2000 . Anche un ciclo più piccolo, le cui cime sono indicati con la lettera “Y”, è chiaramente visibile nelle due record.
Il secondo diagramma per le temperature globali: Riscalato SCMSS ciclo di 60 anni (curva nera) contro le temperature globali della superficie (grigio) detratto del suo fit quadratico fit;
Si nota la perfetta corrispondenza tra i periodi 1880-1940 e 1940-2000.

Vediamo un poco nel dettaglio cosa dice Scafetta:
Come i pianeti orbitano intorno al sole, anche la posizione del sole subisce modifiche in quanto l’intero sistema solare orbita attorno al CMSS, (Centro d Massa) la cui posizione cambia al cambiamento della posizione relativa dei pianeti. Le figure sotto mostrano una simulazione delle oscillazioni del baricentro del sistema solare. La prima figura a sinistra indica il movimento del baricentro solare. La seconda figura centrale indica il movimento del baricentro solare con Giove rimosso dal sistema dimostrando come Giove provoca la maggior parte delle oscillazioni. La terza figura a destra mostra il baricentro rimuovendo anche Saturno. Una volta Se si rimuove anche Nettuno l’effetto dei pianeti che restano è quasi impercettibile e non viene indicato:

Giove é il pianeta con la piú grande massa ed è quindi il più influente. Il ciclo di Wolf (ciclo delle macchie solari) ha un periodo che oscilla, ma che in media é di 11,2 anni. Il ciclo orbitale attorno al Sole di Giove è 11,9 anni terrestri. Saturno, il secondo pianeta più grande, ha un ciclo solare orbitale di 29,4 anni. Questo porta a una congiunzione Giove-Saturno ogni 19,9 anni (J / S ciclo sinodico). (È una assoluta coincidenza che il ciclo del calendario Maya di 1 Katun sia di 19.7 anni) Un ciclo completo di Giove / Saturno intorno al sole (J / S Tri-ciclo sinodico) è 59,6 anni – in altre parole, ci vogliono 60 (59,6) anni perché  la Terra / Giove / Saturno raggiungano lo stesso allineamento attorno al sole.

La figura seguente mostra la velocità del Sole e la relativa CMSS con i cicli di oscillazioni di 20 e 60 anni.

Si nota un ciclo di 60 anni, con punte simili alla media delle temperature globali con cicli intorno al 1880, 1940 e 2000.

Come si può vedere dai dati sopra, i due cicli sono stati quasi identici, eppure l’IPCC dice che i modelli possono spiegare l’inizio del 1900 come un ciclo con forzanti naturali, mentre dopo la forzante diventa la CO2. Misteri dei cicli….prima naturali poi cauati dalla CO2…
Anche l´AMO (Atlantic Multidecadal Oscilation) mostra questo ciclo do 60 anni:

http://en.wikipedia.org/wiki/File:Amo_timeseries_1856-present.svg

Cosí come la circolazione termoalina (THC) della corrente del Golfo mostra questo ciclo di 60 anni:

http://tropical.atmos.colostate.edu/Includes/Documents/Presentations/graysteamboat2009.ppt


Anche El Niño mostra una sua ciclicitá di 21 anni

L´indice della regione Nino 3 di aprile-maggio e la CPI che è un indice di precipitazione del Brasile. La correlazione tra questi due indici (linea spessa) mostra un ciclo di 60 anni, così come il numero degli eventi di Nino 3.

Anche altri indici mostrano tale ciclo, come quello calcolato dal NOAA per il ciclo della siccitá nel sud-est degli USA:

http://www.ncdc.noaa.gov/img/climate/research/2002/may/Reg107Dv00_palm06_01000502_pg.gif

Se i modelli climatici non possono riprodurre il ciclo di 60 anni che è evidente in molti fenomeni climatici, vi è chiaramente un problema di base di tali modelli.

SAND-RIO

P.S. Scusate se i termini tecnici dovuti alla traduzione risultano ostici, ma sono quelli usati e non trovo una traduzione piú elementare.

EX scienziato della NASA dimostra che non esiste l´effetto serra antropico!

11 giugno 2010 65 commenti

Diceva Einstein (piú o meno) “me ne frego se tutti gli scienziati, universitá e ricercatori sono d´accordo con le mie teorie perché ne basta uno solo per dimostrare che ho torto”.

Lo scienziato fisico matematico con applicazioni climatologhe Ferenc Miskolczi ha lavorato per anni alla NASA, fino al 2007 quando ha lasciato il suo datore di lavoro perché ha visto che le equazioni a base della teoria dell´effetto serra erano errate.
http://www.realclimate.org/wiki/index.php?title=Ferenc_Miskolczi

http://climatology.suite101.com/article.cfm/no-greenhouse-effect-in-semi-transparent-atmospheres

In questo suo studio finalmente peer reviewed dopo 2 anni dalla sua richiesta di pubblicazione combattendo l´ostracismo dei suoi ex colleghi, lo scienziato ha dimostrato che l´effetto serra antropogenico non esiste:

http://met.hu/doc/idojaras/vol111001_01.pdf

e nessun scienziato pro AGW é stato in grado di confutare matematicamente le sue equazioni.
Questo perché l´ipotesi che la CO2 provochi un riscaldamento dell´atmosfera viola le leggi della termodinamica che dice semplicemente che il calore non può mai passare spontaneamente da un corpo a bassa temperatura verso un corpo a temperatura superiore.

I flussi radiativi rappresentati nella figura 1 suggeriscono inoltre che la “backradiation atmosferica” è una sciocchezza. Entrambe le radiazioni terrestri del “backradiation atmosferico” sono flussi radianti. Come tali, essi sono definibili per la direzione e l’intensità, cioè come vettori. Ora, la combinazione (in questo caso, l’aggiunta) di vettori produce un nuovo vettore ( Bronstein-Semendjajew), a condizione che la somma delle direzioni dei due vettori sia diverso da zero.
Quindi questa ripartizione nelle radiazioni uscenti dalla superficie e “backradiation atmosferici” è pura assurdità fisica.


La “Backradiation atmosferica” è una costruzione arbitraria, evocata per spiegare la temperatura osservata sulla superficie terrestre. I calcoli della Backradiation atmosferica utilizzano un concetto che é in spregio alla unica visione ammissibile che é quella di un equilibrio termodinamico. Inoltre, i calcoli confondono la temperatura dell’aria (misurata con gli schermi Stevenson a 2 metri dal suolo) e la temperatura della faccia della terra stessa (in realtà non misurabile in maniera affidabile) il risultato è espresso come temperatura superficiale. Il metodo è illustrato da Malberg e Kraus.

Il quadro nella fig 2 mostra i flussi radianti.
La figura 2 chiarisce che é possibile qualsiasi valore per la componente di radiazione ad onde lunghe terrestre che potrebbe essere rilasciata come “backradiation atmosferica”. A condizione che il finale della radiazione termica effettiva che vanno dalla Terra verso lo spazio ammonti a 45 W / m², la quota del restante flusso di radiazioni di 348 W / m² che partecipa al ciclo della radiazione atmosferica backradiation potrebbe assumere qualsiasi valore da zero a infinito. Solo una condizione deve essere soddisfatta: che il totale dei componenti della radiazione a onda lunga causati da ricicli “backradiation atmosferici” e “backradiation atmosferico” devono essere uguale zero.
Pertanto, secondo il modello di “backradiation atmosferici” e i suoi cicli permetterebbero il calcolo delle temperature della superficie terrestre, ma la possibilità di arrivare ad ogni e qualsiasi risultato possibile dimostra che il postulato “backradiation atmosferico” è un concetto inammissibile e inaffidabile. La “Backradiation atmosferica” può essere considerata solo come un errore e un miraggio evocato da persone che hanno tentato di spiegare le condizioni termiche sulla Terra a quelli che non sono in possesso delle necessarie conoscenze concetti di fisica per comprendere gli effetti nella atmosfera.
A questo punto anche la NASA ha dovuto fare marcia indietro presentando nel suo ultimo diagramma il ciclo senza il backradiation (radiazione posteriore) dei gas serra.


In pratica lo scienziato ha scoperto e dimostrato scientificamente che il totale di tutte le radiazioni assorbite nella atmosfera é pari al totale interno della energia cinetica dell´atmosfera. Che poi a sua volta é uguale al totale della energia gravitazionale potenziale. In altre parole ha dimostrato che nelle atmosfere semitrasparenti come quella del pianeta Terra ci si trova di fronte a un effetto serra saturato per cui ad ogni aumento dell´effetto serra dovuto ad esempio dall´aumento della CO2, nella atmosfera farebbe riscontro una diminuzione dell´effetto serra del vapore acqueo che l´atmosfera si liberrebbe con l´aumento delle precipitazioni. L´atmosfera del pianeta é capace di mantenersi sempre in equilibrio nel bilancio energetico cosí che non vi é alcun pericolo per un aumento delle tracce di CO2 nell´atmosfera.
Le sue opinioni stanno sempre piú ricevendo il credito di molti scienziati come lo svedese Hans Jelbring e Heinz Thieme e altri 130 scienziati tedeschi:

http://climatology.suite101.com/article.cfm/greenhouse-gas-hypothesis-violates-fundamentals-of-physics

Inoltre lo scienziato ha “demolito” la legge fondamentale della ipotesi del riscaldamento dovuto ai gas serra, che si basa sulla teoria dei “corpo nero” di Stefan-Boltzmann che dichiara che la potenza irradiata da un corpo nero è proporzionale alla quarta potenza della sua temperatura:

http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Stefan-Boltzmann

Il fisico climatologo Miskolczi ha semplicemente applicato la legge di Kirchhoff per cui in situazione di equilibrio, la radiazione emessa deve essere pari alla radiazione assorbita.
Nella nuova formulazione si dimostra che l`effetto serra é stato ultradimensionato per cui nella realtá l´effetto serra galoppante é assolutamente impossibile.
In effetti Miskolczi ha dimostrato che la legge Boltzmann non si puó applicare ad un corpo tridimensionale e per di piú rotante come la Terra e per tutti gli altri pianeti!

La NASA vedendo la teoria AGW sbriciolarsi a causa di un suo scienziato lo ha “amichevolmente” invitato a ritrattare ma il Dr. Miskolczi ha rifiutato e si é dimesso dalla NASA nel 2007 per difendere le sue idee.

Come detto sopra adesso la NASA ha dovuto “ob torto collo” rivedere il diagramma dei flussi eliminando in pratica l´effetto serra della CO2.
Con questa dimostrazione scientifica vengono demolite le basi dell´AGW su cui si sono basati gli ecotruffatori dell´IPCC, e se “qualcuno” é in grado di dimostrare che la equazione matematica-fisica di Miskolczi non é valida si faccia avanti… finora non ci sono riusciti nessun vescovo o arcivescovo e neanche il Papa della religione AGW.
Ci hanno tentato ma le loro confutazioni della dimostrazione delle equazioni di Miskolczi fanno acqua da tutte le parti non riuscendo a smontare le sue formule matematiche.

Cosí Real Climate tenta inutilmente di confutarlo non sulle equazioni ma sulla discussione teorica:

http://www.realclimate.org/wiki/index.php?title=Ferenc_Miskolczi

NON BASTA ci vogliono dimostrazioni matematiche per confutare la tesi di Miskolczi.

http://miskolczi.webs.com/Answers_to_some_criticism.htm

Con quello che inoltre sta uscendo fuori sull´autolicenziamento dette anche dimissioni provocate di Miskolczi dalla NASA sta uscendo fuori un puzza nauseabonda.
E poi tutte le altre malafatte della NASA per tentare di giustificare la segretezza dei dati che dimostrano un presunto ma non provato riscaldamento globale di origine UMANA, taraccondo i dati… sta cominciando il NASA-GATE!!!!

http://www.ncpa.org/sub/dpd/index.php?Article_ID=18760

http://www.investors.com/NewsAndAnalysis/Article.aspx?id=514429

SAND-RIO

LA CADUTA DELL’ IMPERO DELL’ AGW!

10 maggio 2010 146 commenti

Fino a pochissimi anni fa o forse solo fino a prima di Copenaghen, sembrava che l´impero e l´era dell’ AGW fosse stato creato per poter governare per molto tempo. Ma quanto piú sali su tanto piú forte é il botto quando cadi giù.
In pochissimo tempo i pilastri portanti delle teorie del Riscaldamento Globale Antropico sono stati prima corrosi e poi sono caduti fragorosamente portando giú tutto il palazzo dell’ AGW e lasciando dietro di sé solo un enorme ammasso di macerie dove ancora qualcuno si aggira e difende l´indifendibile, proprio come quel giapponese che ancora dopo tanti anni credeva che la 2 guerra mondiale non fosse finita e difendeva con i denti e le unghie il suo isolotto dalle invasioni.

Vediamo come sono caduti i pilastri delle teorie serriste:
1) CONSENSO: Una volta questo era uno degli argomenti preferiti e tra i più persuasivi dei serristi. Ma innumerevoli petizioni di scienziati in tutte le parti del mondo hanno dimostrato che ció non é vero. Come dice il sociologo Peter Weingart “La scienza del clima si é troppo politicizzata e sono stati fatti grandi errori nel proporre troppa enfasi nel consenso”. E riassume cosí il concetto ” Gli scienziati che promettono risposte semplici sono le piú ignorate”.
Gli scienziati sono “ferocemente” divisi e non esiste quel consenso tanto conclamato.

2) IPCC 4AR; La relazione dell´IPCC é stato venduta come se fosse la Sacra Bibbia, e con articoli basati su ricerche scientifiche TUTTE peer-review. Ma poi una analisi di revisione condotta da Donna Laframboise assieme a tecnici indipendenti, ha rivelato come 21 dei 44 capitoli della relazione contenessero molte affermazioni tratte da riviste, giornali o in ogni caso da fonti inattendibili. Per non parlare dell´Himalaya, Olanda, Amazzania, ecc ecc… Pachauri é stato UMILIATO!

3) MAZZA DI HOCKEY: È stato il cavallo di battaglia dei serristi. La pin-up, la star, la “velina” o la “escort” messa sempre in prima fila per dimostrare che stavamo entrando in un forno senza via di uscita.
È stato un vero “colpo di Stato” virtuale scientifico.
Ma da allora la mazza di hockey é stata smontata, rosicchiata, distrutta dai tarli dei propri tronchi di albero da cui era stata desunta. Il suo inventore Michael Mann si trova ora in bagno di m..da fedorenta, e piú cerca di svincolarsi e difendersi é piú fetore esce.

4) LA TEORIA DELLA CO2 COME GAS SERRA: I terroristi serristi hanno ingannato il pubblico, il popolo, la scienza. Hanno detto che l´effetto serra della CO2 era una funzione lineare della sua concentrazione nella atmosfera. Ora sappiamo che é logaritmica e che la maggior parte dell´effetto serra é giá esaurito.

5) FORZANTI: I serristi adesso dicono: È vero l´effetto serra della CO2 é quasi esaurito. Ma, dicono, l´aumento di 1 o 2 gradi C. fará aumentare il vapore acqueo aumentando l´effetto serra fino ad un punto di “non ritorno”. Il fatto é che adesso abbiamo anche visto che i serristi hanno aumentato a dismisura i feedback positivi mentre i feedback negativi sono stati in grandissima misura sottostimati.

6) MODELLI: Ci hanno rotto i “maroni” per anni con questi loro modelli climatici che dovrebbero dimostrare un riscaldamento pericolosissimo in futuro. Ma i loro modelli hanno dimostrato tante volte nel tempo di essere sbagliati per non dire volutamente bugiardi. Dov’ è il calore mancante? Perché le temperature non sono aumentate negli ultimi anni o ultimo decennio? Dov’ è il “punto caldo” che si doveva trovare sopra l´equatore e che nessuno ha mai visto? Perché i ghiacci artici negli ultimi anni hanno ricominciato a formarsi, e molto di piú, perché i ghiacci antartici hanno da tanti anni un trend all´aumento?

7) PANICO PUBBLICO: Questo di creare il panico per non dire il terrore é stato sempre un fattore basilare nella politica dell´impero dell`AGW.
Per fortuna i sondaggi condotti negli ultimi mesi (dalla fine di Copenaghen e dallo scoppio dello scandalo Climagate) in tanti paesi hanno mostrato che ormai la maggioranza del popolo non crede piú ai serristi, o che in ogni caso gli ” scettici” stanno aumentando senza controllo. E se le persone non credono piú ai messaggi catastrofistici da Cassandra degli eco-terroristi-climatici l´impero che avevano creato va giú.

Eppure il loro Impero non é ancora morto, ma anche l´Impero Romano non si sbricioló in una sola notte. Ma ci siamo quasi. Certo hanno ancora tanti soldi e tanti finanziamenti e tanti politici ignoranti, nel senso che i politici giustamente non essendo scienziati si devono fidare di quello che dicono loro questi pseudo scienziati affaristi. Hanno soldi ma non hanno etica e moralitá. E questo é importante perché sappiamo che nessun Impero sopravvive alla decadenza etica e morale!!

SAND-RIO

INDIANA JONES E IL MISTERO DEL CALORE SCOMPARSO

26 aprile 2010 64 commenti

La scorsa settimana, la revista Science ha dato a Kevin Trenberth la possibilitá di parlare sul ‘calore che manca”. Ora Roger Pielke Jr parla e risponde sull´argomento.
Questo argomento é quello a cui Kevin Trenberth si riferiva nella celebre e-mail del climategate quando diceva che non gli era possibile spiegare la mancanza di riscaldamento e che era assurdo che fosse cosí.

“The fact is that we can’t account for the lack of warming at the moment and it is a travesty that we can’t. The CERES data published in the August BAMS 09 supplement on 2008 shows there should be even more warming: but the data are surely wrong. Our observing system is inadequate.”

Nel grafico sopra, l´area azzurra é quella del calore assorbito dagli oceani, la linea rossa é quella del calore totale assorbito. Gli oceani rappresentano il maggior serbatoio di calore. La linea nera rappresenta il calore che doveva esserci secondo i modelli, la radiazione sopra l´atmosfera (TOA). L’ area gialla rappresenta il calore scomparso, il calore che manca.
Nel grafico sotto, la linea verde é la CO2, la linea azzurra il livello degli oceani(valori assolutamente discutibili, se crediamo in Nils Axel-Morner), e la linea rossa le anomalie della temperatura globale.
Circa verso l’ anno 2000, le misure della radiazione (TOA) cessano di essere d’accordo con quello che i modelli avevano previsto.
Intanto, come si puó vedere nel grafico sotto, la temperatura finisce di accompagnare l´aumento della CO2, e non l’ accompagna né in questa scala ma neanche nella scala geologica:

Allora, come dice Trenberth, se la CO2 é aumentata, anche il calore doveva aumentare accumulandosi, ma non é cosí come tutti possono vedere: dove é andato tutto questo calore?
Continua Trenberth: dal 2004 circa 3000 boe Argo dicono che il calore negli oceani é aumentato molto meno, anzi nel primo grafico si vede che é diminuito: allora ancora una volta, dove é andato questo calore?
Roger Pielke Sr. e tanta altra gente che hanno notato questo nel 2006  dicono che semplicemente i modelli non sono capaci di fare previsioni neanche in questo caso.
Kevin Trenberth e tanti altri (ecotruffatori) pensano che il calore se ne é andato semplicemente nello spazio; in questo caso dico io e tanti altri: non é che il valore del forcing della CO2 é molto esagerato nella ipotesi di effetto stufa?
Richard Harris ricorda che la Terra ha tanti termostati naturali, come per esempio le nuvole, che i modelli ignorano (forse immaginano, questi climatologi, un mondo senza nuvole nelle loro immagini del futuro del pianeta); e l´effetto delle stesse nuvole, fino ad ora, è sconosciuto, nel senso che non puó essere misurata la sua quantità come feedback positivo e quanto come negativo.
Harris e altri dicono che forse il calore se ne é sprofondato nelle parti piú profonde degli abissi oceanici otre i 700 Mt di profondità. Ma nessuna sonda o nessuna boa e nessun satellite ha visto e misurato questo presunto passaggio di calore dalla superficie verso le profonditá marine.
Roger Pielke Sr. dice che di fronte a tutto questo si puó dire che non c’ è stato nessun riscaldamento globale, secondo queste misurazioni negli ultimi anni. Ricordiamoci che anche Phil Jones ha confessato a denti stretti che non c’ era stato un aumento significativo della temperatura globale dal 1995 al 2009.

(mio commento) In poche parole, nessuno sa dove é andato a finire questo calore previsto dai modellini da joy stick. Semplicemente e chiaramente i modelli tanto cari e sbandierati dagli ipertifosi della CO2, non sono capaci di descrivere la realtà, e tantomeno quindi possono essere capaci di fare le amate previsioni catastrofiche.
Notiamo, intanto, che questa è una situazione che dura da poco tempo, circa 5 anni, ma indica chiaramente che c’ è qualcosa di molto serio che non funziona nei modelli degli ultras dell’ AGW, volevo dire degli scienziati climatici.
Abbiamo bisogno di meno certezze senza fondamento, meno discorsi da attivista politico, meno intrallazzi finanziari con la mafia dei contratti di compra-vendita della CO2, meno discorsi che cercano di appioppare alla CO2 di origine umana tutti i mali dell´umanitá, dai terremoti, agli uragani, dalle eruzioni, alle crisi finanziarie e tutto quello che gli passa per la mente e abbiamo bisogno solo di molta piú conoscenza.

La conoscenza é l´unica cosa che continua a mancare in grande quantitá.

La mia personale opinione é che neanche Indiana Jones riuscirebbe a trovare il calore mancante, per il semplice fatto che non manca, NON C’È MAI STATO questo surplus di calore, e quindi é impossibile trovarlo.

SONO I CICLI NATURALI CLIMATICI!!!!

Tratto liberamente da:

http://pielkeclimatesci.wordpress.com/2010/04/19/further-feedback-from-kevin-trenberth-and-feedback-from-josh-willis-on-the-ucar-press-release/

http://rogerpielkejr.blogspot.com/2010/04/in-released-cru-emails-ncar-climate.html

SAND-RIO

Climatologia e IPCC in crisi: Giusto o Sbagliato? (Ultima Parte)

13 aprile 2010 25 commenti

L’uragano Katrina aveva appena devastato la città del sud degli Stati Uniti di New Orleans, cinque anni fa prima che la “guerra degli uragani” scoppiasse tra gli scienziati degli Stati Uniti. Gli allarmisti, utilizzando la retorica delle prediche di fuoco, hanno avvertito che Katrina era solo l’inizio, e che avremmo presto visto l’avvento di superuragani di furia senza precedenti. I membri del campo più moderato si sono opposti con veemenza a tali previsioni e hannoinsistito che non vi era alcuna giustificazione per tali paure.
La controversia é aumentata quando Kevin Trenberth, climatologo e autore principale del rapporto dell’IPCC, ha annunciato in una conferenza stampa presso l’Università di Harvard che vi era una chiara relazione tra riscaldamento globale e la maggiore intensità di uragano. Chris Landsea, un meteorologo del National Hurricane Center di Miami, era così furiosa per questa previsione infondata che si ritira dalla sua partecipazione all`IPCC.
Adesso i due rivali hanno raggiunto una tregua sorprendente, e Landsea ha ampiamente prevalso con la sua valutazione rassicurante.
Il mese scorso Landsea, insieme con la parte superiore ricercatori di uragano degli Stati Uniti, ha pubblicato uno studio che smentisce infine il presunto collegamento tra uragani e riscaldamento globale.Lo studio si conclude con la valutazione che la frequenza dei cicloni tropicali tende a rimanere essenzialmente la stessa.Solo la velocità del vento potrebbe aumentare un po ‘, dice Landsea, ma le modifiche non saranno notevoli.”
Il segnale di via libera sul fronte uragano è un’altra battuta d’arresto per l’IPCC. Il rapporto dell´IPCC, in linea con le previsioni dell’autore Kevin Trenberth,ha avvertito che ci sarebbero stati più uragani in un clima tipo serra. Uno dei grafici contenuti nella relazione dell’IPCC è particolarmente misterioso. Senza specificare una fonte, il grafico illustra come suggestivamente i danni causati da eventi meteorologici estremi aumenta con la crescita delle temperature medie.
Quando l’esperto di uragani Roger Pielke, Jr. dell’Università del Colorado, ha visto il grafico, è stato sconvolto. “Vorrei che a scoprire questo tipo di rapporto fossi stato io,” dice, “ma semplicemente non è supportata dai fatti al momento.”
Pielke ha cercato di scoprire da dove il grafico era venuto fuori, ed ha scoperto che lo aveva tracciato il capo degli scienziati di una ditta di Londra che esegue i calcoli di rischio per le compagnie assicurative più importanti. Lo scienziato delle assicurazioni contro i danni ha detto che il grafico non era mai stato inteso per la sua pubblicazione.Come il grafico fantasma ha trovato la sua strada nel rapporto dell’IPCC è ancora un mistero.
In un primo momento, la paura delle tempeste mostro sembrava facilmente giustificata. Gli scienziati pensarono che, come gli oceani sono diventati più caldi, gli uragani potrebbe accumulare più energia. Ma, come spesso accade, la verità è più complicata. Una serie specifica di condizioni devono essere presenti in atmosfera per consentire ad un uragano di sviluppare e sopravvivere. Un vento trasversale può distruggere un uragano in una fase precoce, spiega Landsea, e i venti trasversali sono destinati ad aumentare in un clima più caldo.Per questo motivo, ormai da molti modelli di computer si punta a una diminuzione dell’attività degli uragani in conseguenza dell´aumento delle temperature.
In un clima con effetto serra, ci sarà probabilmente più vento in Scandinavia e meno vento nella regione del Mediterraneo. In Europa centrale, d’altro canto, non si prevedono cambiamenti notevoli.
Secondo i modelli, le alte latitudini si riscaldano di più rispetto alle zone equatoriali (il che spiega anche il motivo per il cambiamento climatico è già così visibile nelle regioni artiche).A conti fatti, le differenze di temperatura sulla superficie terrestre diminuirà, il che a sua volta ridurrá la velocità del vento, nella fattispecie la temuta tempesta mostro è improbabile che si materializzi.
Anche se i ricercatori stanno raffinando i loro modelli climatici da più di 30 anni, vi è un fenomeno naturale che continua a sfuggire loro. Le nuvole pongono ancora il problema più grande, le incertezze sono ancora molto grandi. Questa resta la questione più importante per i climatologi.

Sembra tutto abbastanza semplice in teoria. Quando la temperatura aumenta, l’umidità evapora di più. Ma questo significa che si formano più nuvole di conseguenza? E se è così, essi frenano o accelerano il riscaldamento globale?
Sulla loro superficie superiore, le nuvole si comportano come specchi.Essi riflettono la luce solare verso lo spazio, quindi il raffreddamento dell’atmosfera ma sulla loro superficie inferiore impediscono al calore riflesso dalla terra di fuggire, e aumenta la temperatura.
Quale dei due effetti prevale dipende dall’altezza e dal tipo di nuvole. Ci sono tanti diversi tipi di nuvole e ognuna si comporta in modo differente.
Fino ad ora, nessuno sapeva esattamente quali nubi beneficiavano un clima serra.Ma la risposta a questa domanda determina se le temperature medie globali finirà per essere un grado superiore o inferiore a quella prevista dai modelli di oggi, un fattore che crea notevole incertezza.
Nonostante le enormi incertezze, non vi è accordo nemmeno su una questione: il riscaldamento globale può più essere fermato? Veramente l’umanità fará esodi di proporzioni bibliche? Non é che un clima più caldo potrá anche avere i suoi vantaggi? O non condurrà a raccolti agricoli più elevati ed ad un aumento delle entrate del turismo in molti luoghi?

La verità sta probabilmente nel mezzo.Ci saranno sicuramente i perdenti, ma ci saranno anche i vincitori. Se il riscaldamento globale è più probabile che sia nocivo o benefico dipende interamente dalla posizione dell’osservatore.
Purtroppo, le simulazioni al computer che predicono il clima del futuro sono ancora troppo imprecise per poter trarre delle conclusioni affidabili per ogni singolo paese o regione. Anche se è relativamente facile prevedere quale aumento delle temperature medie ci saranno probabilmente in diverse parti del mondo, i modelli sono ancora relativamente instabili quando si tratta di precipitazioni.In effetti, le previsioni che i diversi modelli fann, sono a volte sono molto contraddittori.
Tuttavia, una chiara tendenza sta emergendo nella maggior parte dei simulazioni. “Nei luoghi dove già piove molto oggi, pioverà ancora di più”, afferma Erich Roeckner, un climatologo veterano che ha messo anni a simulare i cambiamenti delle precipitazioni, in un clima più caldo..” “E dove è asciutta oggi, sarà anche secco in futuro.”
Il mito comune che i paesi in via di sviluppo, i più poveri tra i poveri, subirà le più gravi a causa dei cambiamenti climatici è sbagliato – almeno secondo i modelli climatici attuali.
In Africa centrale, per esempio, i modelli prevedono che quasi nulla cambierà, e le precipitazioni probabilmente rimarranno costanti.E secondo la maggior parte delle simulazioni, le precipitazioni potrebbero persino aumentare nella zona secca e tormentata del Sahel. “Se questo risulta essere vero”, dice Roeckner “, ci sarà ovviamente un effetto collaterale sorprendentemente positivo”.
I vincitori chiari sono principalmente le regioni settentrionali del mondo in cui fino ad ora sono stati troppo fredde e inospitali. Paesi come il Canada e la Russia possono aspettarsi di migliorare i raccolti e la fioritura del turismo. Anche i paesi confinanti con l’Artico con la speranza che lo scioglimento del ghiaccio marino consentirà loro di raggiungere le risorse naturali precedentemente inaccessibili.
E diventerà più arida, tuttavia, in molte regioni subtropicali.I paesi industrializzati, che sono i maggiori colpevoli del riscaldamento globale, saranno quelli che più duramente saranno colpiti. Le nuove zone di siccità probabilmente si troveraanno nel sud degli Stati Uniti e Australia, nonché in Sud Africa. In Europa, paesi mediterranei come Spagna, Italia e Grecia saranno in lotta con un clima anche più secco di quello che hanno già oggi.
Un cambiamento drastico potrebbe aver luogo nel settore del turismo europeo, come il cambiamento climatico preannuncia tempi difficili per gli sviluppi turistici di grandi dimensioni nel sud della Spagna e tempi buoni per alberghi lungo il Mare del Nord e del Baltico Mare.
La Germania potrebbe essere tra i beneficiari del cambiamento climatico. Un clima mediterraneo potrebbe prevalere lì per la fine del secolo.
Per illustrare le conseguenze del riscaldamento globale in modo più vivido, gli scienziati stanno attualmente sviluppando uno scenario a medio termine: il mondo tra 20 anni .
“Per la prima volta, vogliamo provare a guardare nel prossimo futuro”, dice Jochem Marotzke.”Questo è più difficile, perché le fluttuazioni sono più grandi nel lungo termine”.
Mentre i supercomputer sono ancora in via di calcolo, gli scienziati stimano che già la temperatura media aumenterà di un altro mezzo grado Celsius entro il 2030.

Tutto questo non può più essere evitato?
Anche se l’umanità dovesse smettere di bruciare carbone, petrolio e gas naturale, immediatamente, ci sarà ancora un aumento della temperatura moderata nei prossimi due o tre decenni. . Questo perché il sistema climatico planetario reagisce con un certo ritardo ai gas serra che sono già stati emessi in atmosfera.
Uno delle più grandi domande senza risposta è se sarà possibile mantenere l’aumento della temperatura a meno di due gradi centigradi, come i leader mondiali hanno concordato al vertice sul clima di Copenaghen.
I critici presentano una questione completamente diversa: come l’umanità deve attenersi a questo obiettivo? Sarà davvero la fine del mondo se tale soglia viene superato?
I modelli climatici coinvolgono alcuni tra i più impegnativi calcoli di qualsiasi simulazione, e solo una manciata di istituti di tutto il mondo hanno i supercomputer necessari. I computer devono funzionare a piena capacità di lavoro per mesi per trovare la loro strada attraverso la giungla di dati prodotti da equazioni differenziali accoppiate.
Tutto questo è troppo complicato per i politici, che non sono così interessato ai dettagli. Essi hanno scarsa familiaritá con radiazione solare o modelli di circolazione oceano-atmosfera. Invece, loro preferiscono obiettivi semplici.
Per questo motivo un gruppo di scienziati tedeschi, cedendo alle pressioni politiche, ha inventato un messaggio facilmente digeribile a metà degli anni 1990: l’obiettivo dei due gradi.Per evitare danni ancora maggiori per gli esseri umani, la temperatura sulla Terra non potrebbe essere più di due gradi Celsius superiore a quello esistente prima dell’inizio della industrializzazione.
Raramente una idea scientifica ha avuto un impatto così forte sulla politica mondiale.La maggior parte dei paesi hanno riconosciuto l’obiettivo dei due gradi. .Se il limite di due gradi vengonoi superati, la vita sul nostro pianeta, così come lo conosciamo oggi, non sarebbe più possibile”.
Ma questa è una sciocchezza scientifica. “”Due gradi non è un limite magico – è chiaramente un obiettivo politico”, afferma Hans Joachim Schellnhuber, direttore dell’Istituto di Potsdam per la ricerca sull’impatto climatico “Il mondo non finisce subito in caso di forte riscaldamento, né siamo definitivamente salvati se il riscaldamento non è così significativo. La realtà, ovviamente, è molto più complicato.”
E Schellnhuber dovrebbe saperlo bene. Egli è il padre del target di due gradi.
L’idea non ha fatto male alla sua carriera. In realtà, lo ha reso climatologo tra più influenti al mondo. Schellnhuber, un fisico teorico, è diventato capo consigliere scientifico del Cancelliere Angela Merkel, una posizione che ogni ricercatore gli invidia.
La storia dell`obiettivo dei due gradi ha avuto inizio nel Consiglio consultivo sul cambiamento globale (WBGU). I politici avevano chiesto al Consiglio le linee guida di una protezione del clima, e gli scienziati sotto la guida di Schellnhuber hanno avuto una sorprendentemente semplice idea. “Abbiamo guardato la storia del clima dall’ascesa dell`homo sapiens. Questa ha mostrato che la temperatura media globale negli ultimi 130,000 anni non era più di due gradi più alta rispetto a prima dell’inizio della rivoluzione industriale. Per essere sul sicuro, siamo arrivati a una regola pratica affermando che sarebbe stato meglio non discostarsi da questo campo di esperienza di evoluzione umana. In caso contrario avremmo calpestato terre sconosciute “.
Pur quanto allettante come sembra, a ben vedere tale approccio si rivela essere nient’altro che un gioco di prestigio. Questo perché gli esseri umani sono figli di un’era glaciale. Per molte migliaia di anni, hanno lottato per sopravvivere in un clima che è stato meno quattro gradi più fredda di quanto lo sia oggi, e a volte anche più di otto gradi più fredda.
Ciò significa che, a conti fatti, l’uomo è già sopravvissuto a variazioni di temperatura molto più grave di due gradi. . E i periodi di freddo sono sempre stati i peggiori periodi. Inoltre, le civiltà moderne hanno molto piú mezzi tecnici per l´adattamento ai cambiamenti climatici e che la società precedente non aveva.
Dal momento che la prima stima approssimativa è stata fatta, molti altri buoni motivi sono emersi ad appoggiare l’obiettivo dei due gradi, dice Schellnhuber.Al tempo stesso, però, l’aspetto costante di nuovi studi ha reso il quadro molto più complesso.
Le barriere coralline, per esempio, potrebbe già essere condannato se gli oceani scalda di 1,5 gradi Celsius. D’altra parte, i rendimenti delle colture in agricoltura, rischiano di aumentare ad aumenti di temperatura fino a 2,5 gradi Celsius, una buona notizia per la crescente popolazione mondiale.

Ma a cosa servono tutte le previsioni? Se è ‘abbastanza difficile calcolare esattamente quanto le temperature saliranno nei prossimi decenni, diventa del tutto speculativo prevedere in dettaglio come le temperature del riscaldamento potranno beneficiare il turismo o danneggiare la biodiversità.
Naturalmente, le conclusioni della ricerca sull`impatto del clima impatto non sono affidabili.
I critici dicono che i ricercatori sull´impatto del clima sono andati troppo in là con le loro “consulenze politiche. L’obiettivo dei due gradi ha poco a che fare con la scienza seria, molti scienziati ora si vedono troppo come attivisti politici che vogliono fare qualcosa. Questo, a sua volta, danneggia la credibilità della scienza nel suo insieme ed è anche una causa più profonda della vicenda Climategate e del lavoro sul rapporto IPCC.
Purtroppo oggi alcuni scienziati climatologi si comportano come i pastori, che presentano i loro risultati in modo tale che essifaranno bella figura per i loro sermoni È certo non é un caso che tutti gli errori che sono diventati pubblici hanno sempre teso in direzione di esagerazioni e allarmismi”.
Un climatologo ha detto: “Se io sono un passeggero su una nave e vedo, attraverso il mio binocolo, che siamo diretti a un iceberg devo avvertire il capitano immediatamente”.
Ma esattamente quanto distante è l´ iceberg? Quanto tempo ci vuole per dirigere la nave su un percorso alternativo? E quanto grande è il rischio di collisione? Queste sono domande chiave.In realtà, non si tratta di fermare un transatlantico di lusso, ma si tratta del notevole sforzo che è necessario per porre fine alla era delpetrolio e del carbone nel più breve tempo possibile.
“Noi climatologi possiamo solo descrivere futuri possibili”, ricorda Storch. “E ‘anche possibile che le cose saranno completamente diverse”.
Storch, é uno dei pionieri della modellazione del clima, e raccomanda un approccio più spassionato. Ha imparato che gli esseri umani sono esseri difficili e adattabili.

Il cambiamento climatico non succederà dall’oggi al domani. Abbiamo ancora abbastanza tempo per reagire e adattarci e poi cambiamenti climatici ci sono sempre stati e l´uomo é sopravvissuto a tutto, é difficile da sterminare, l´uomo non é come i dinosauri, ha un cervello per pensare e per risolvere i problemi.

Fine

SAND-RIO

Climatologia e IPCC in crisi: Giusto o Sbagliato? (Prima Parte)

11 aprile 2010 26 commenti

Innanzi tutto mi scuso con tutti voi se questo articolo sará particolarmente lungo, ma la vicenda del clima sulla Terra non é risolvibile con frasi ad effetto tipo spot pubblicitari o con diagrammi piú o meno comprensibili, ed ho voluto riassumere, anche se a grandi linee, la situazione in cui si trova oggi la discussione sul clima e la situazione di crisi, a volte ingiusta, in cui si trova la climatologia. Sono partito dal fatto che esistono studi seri, sia in una direzione che nell´altra e che come spesso accade la veritá é nel mezzo. Quindi questo articolo non é né pro AGW né contro, ma spero di aver fatto un lavoro obiettivo, almeno ho tentato di farlo.

Afflitto da rapporti di lavoro sciatti, falsificazioni e esagerazioni, la ricerca sul clima si trova ad affrontare una seria crisi di fiducia.Quanto sono affidabili le previsioni sul riscaldamento globale e le sue conseguenze? E sarebbe davvero la fine del mondo se le temperature aumentassero oltre il famoso limite di due gradi Celsius?

Solo pochi mesi fa Jones era un uomo con una reputazione invidiabile: il capo del Climate Research Unit (CRU) presso l’Università di East Anglia a Norwich, in Inghilterra, un esperto nel suo campo e il padre di una allarmante curva della temperatura globale che, apparentemente, ha fatto vedere come la Terra si stava riscaldando a causa del riscaldamento globale di origine antropica.
Quei giorni sono ormai finiti.
Oggi, Jones, che è al centro della “vicenda Climategate, ha bisogno di sonniferi prende beta-bloccanti per aiutarlo a superare la giornata. E ‘stato al centro di uno scandalo di ricerca che lo ha colpito in modo imprevisto come un tamponamento in autostrada.
I suoi giorni sono ormai modellati da commissioni d’indagine, alle università e nel Parlamento britannico. Si siede sulla sua sedia nelle audizioni, sembrando un miserabile, a volte anche tremante. Internet è pieno di commenti di scherno su di lui.
Jones è finito: emotivamente, fisicamente e professionalmente.
Una delle conclusioni della sua famosa analisi statistica del clima mondiale è che la temperatura media sulla Terra è aumentato di 0,166 gradi centigradi per decennio tra il 1975 e il 1998. Questo, secondo Jones, è stato il chiaro risultato della sua ricerca e quella di molti altri scienziati.
Lui é al 100 per cento sicuro che il clima si è riscaldato, Jones ha detto implorante: “Non ho manipolato o fabbricato tutti i dati.”
Il suo problema è che il pubblico non si fida piú di lui,.la sua credibilità è distrutta, ed è così anche di un’intera categoria professionale che ha basato molto del suo lavoro fino ad ora proprio sulla ricerca di Jones.
Coloro che hanno sempre visto il riscaldamento globale come una cospirazione globale ora sentono un senso di soddisfazione. Gli scettici del clima si sentono vendicati, perché Jones, nella sua corrispondenza scritta con i colleghi, tutti esponenti della comunità di ricerca del clima, non si propone come uno scienziato obiettivo, ma piuttosto come un attivista o missionario che vede i suoi dati personali, come il suo santuario ed è intento a proteggerlo dagli occhi critici dei suoi detrattori.
La vicenda è Climategate ha macinato farina per i mulini degli scettici, che hanno acquisito crescente sostegno per la loro causa, in particolare nei paesi di lingua inglese. Quello che era iniziato con e-mail hacked nel Regno Unito si è moltiplicato in una crisi che colpisce tutta una disciplina scientifica. Al suo centro è una élite di un gruppo di scienziati altamente influenti, il Gruppo intergovernativo di esperti sui cambiamenti climatici (IPCC) che operano per conto delle Nazioni Unite. Questi scienziati hanno organizzato e preparato, sotto l’ombrello dell’IPCC, previsioni sul clima terrestre cercando di convincere i governi mondiali ad eliminare gradualmente l’età del petrolio e del carbone.
Alla fine del 2007, l’IPCC è stato anche insignito del Nobel per la Pace il Presidente dell’IPCC Rajendra Pachauri era come la personificazione della coscienza del mondo. Lui ha accettato il premio a nome della sua organizzazione.”Il cambiamento climatico pone i nuovi rischi”, ha detto Pachauri al suo pubblico, dicendo che la decisione di assegnare il premio per l’IPCC è stato “un vibrante appello per la protezione della terra che si trova di fronte l’impatto del cambiamento climatico”. Egli ha anche avvertito del rischio di un mancato intervento: “Ogni anno di ritardo implica un impegno al cambiamento climatico maggiore in futuro”.
Da allora, l’IPCC ha vissuto una drammatica caduta. Meno di tre anni dopo questo trionfo appaiono gli errori e le esagerazioni nel rapporto IPCC. Essi comprendono la curva di temperatura contestato a Jones, la previsione che tutti i ghiacciai dell’Himalaya scomparirebbero entro il 2035 e l’aumento di calamità naturali senza citare alcuna fonte.
A metà marzo, il Segretario generale dell’ONU Ban Ki Moon ha fatto una brusca frenata e ha nominato un cane da guardia per l’IPCC. Il Consiglio InterAcademy, una coalizione di 15 accademie scientifiche nazionali, esaminerà i lavori dell’IPCC da questo autunno.
Esiste già un consenso oggi che le riforme profonde sono necessarie alla IPCC. La selezione dei suoi autori e gli ospiti non erano sufficientemente nonpartisan, non c’era abbastanza comunicazione tra i gruppi di lavoro, e non vi erano i meccanismi su come gestire gli errori.
Anche in questione è la posizione del presidente dell’IPCC Rajendra Pachauri, che è lodato come un “pensatore leader a livello globale”, nella sua biografia ufficiale. Per salvare il clima ha fatto una figura miserabile durante la crisi attuale. Il soomo guru del clima ha sommariamente respinto le obiezioni degli scienziati che non la pensavano come lui, come “scienza voodoo”.
Gruppi di scienziati di diversi istituti di ricerca sul clima chiedono le dimissioni di Pachauri. “La ricerca sul clima è ora in una situazione difficile, dicono, Pachauri ha offerto un fianco non protetto.agli scettici, dovrebbe assumersi la responsabilità di ciò e dovrebbe dimettersi”.
Nel complesso, l’intera professione è stata gravemente danneggiata dallo scandalo. Attualmente stianno subendo una massiccia erosione di fiducia. La ricerca sul clima è stata corrotta dalla politicizzazione, così come le centrali nucleari si credeva fossero sicure prima di Chernobyl.
Nessun altro ramo della scienza è cosí carica politicamente. Una guerra di religione sta infuriando tra allarmisti e scettici, e minaccia di consumare i veri climatologi. Ma è un conflitto critico, perché gira intorno a qualcosa come una massiccia ristrutturazione totale della società industriale, un “lavoro” che avrà un costo di migliaia di miliardi di euro.Potenti interessi economici e incrollabili convinzioni fondamentaliste entrano in gioco.
La crisi di credibilità in climatologia vive un momento estremamente sfavorevole. Dal vertice del 2009 a Copenaghen, la politica ambientale è in uno stato di shock. Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, per esempio, ha messo in stand by la sua iniziativa per la nuova legislazione sul clima. E anche il presidente francese Sarkozy ha invertito il suo progetto di introdurre una tassa sul clima, dicendo: “Noi non imponiamo alcun vincolo sul nostro settore industriale”.

Credo che gli scienziati non dovrebbero mai sposarsi con le loro teorie perché in futuro potrebbero essere sconfessate da nuove scoperte. La ricerca scientifica deve essere interamente rivolta verso i risultati, oggi ci sono sempre più scienziati che vogliono essere i politici.
Gli inglesi del centro di ricerca sul clima il Met Office ha deciso che l’unico modo per riguadagnare la fiducia è rendere tutti i dati climatici disponibili online immediatamente, in un sistema che è accessibile a chiunque ed offre la massima trasparenza e includendo valutazioni critiche su quanto è affidabile ogni pezzo di informazioni. Il Met Office ha stimato che questo grande progetto internazionale, ci vorranno peró almeno tre anni, mentre per adesso quelli del GISS e del NOAA si guardano bene dal prendere iniziative simili.
Gli scienziati temono che senza un processo aperto, onesto, essi non troveranno più ascolto. Questo processo potrebbe significare che molto di ciò che è stato a lungo considerato “conoscenza scientifica” verrà messo sotto esame ancora una volta, in particolare si dovrá rispondere a cinque domande elementari sul futuro del clima:

* In quanti gradi effettivamenteé aumentata la temperatura della Terra e quanto ulteriormente le temperature aumenteranno?
* Quanto il livello del mare salirà in un clima con effetto serra?
* Possiamo aspettarci di vedere in futuro tempeste con una forza senza precedenti?
* Quali parti del mondo avranno più siccità e dove ci saranno più inondazioni?
* La situazione del pianeta sará veramente fuori controllo se la temperatura media globale aumenterá di oltre due gradi?

Per gli attuali grandi climatologi molte di queste questioni rimangono aperte. I media, i politici e anche gli scienziati parlano spesso di cambiamenti del clima con una certezza che in realtà non esiste.
Per esempio, ci sono molte indicazioni che in epoca medievale, tra 900 e 1.300 dC, quando i Vichinghi allevavano bestiame in Groenlandia e la vite era coltivata in Scozia, che è stata più calda di quanto lo sia oggi. Questo è precisamente ciò che Mann (quello che ha inventato la mazza di kockey) ha negato, con una certezza che irrita anche i suoi alleati.
Programmando qualsiasi computer, utilizzando la metodologia di Mann e inserendo dei dati del tutto casuali nel programma i risultati sono una curva mazza da hockey.
McIntyre ha scoperto questo trucco. Ma con la loro auto-esaltazione, i climatologi hanno fatto di lui una leggenda su Internet. Un milione di persone al mese visitano il suo blog. Essi comprendono sia gli scettici del clima e al solito dei teorici della cospirazione, ma anche, più recentemente, molti accademici matematici e scienziati.
McIntyre afferma che egli crede nel cambiamento climatico. “Io non voglio buttare via il bambino con l’acqua sporca», dice, “ma quando trovo errori, voglio che vengano corretto”.
Jones ha commesso un grande errore, è stato come un ragno nella sua tela.Quasi ogni dibattito interno tra i papi del clima passava attraverso il suo computer, lasciandosi dietro una scia digitale.
Soprattutto, però, Jones controllava la “pistola fumante” della climatologia: cioé la curva della temperatura della Terra. La temperatura record che risale agli inizi dell’industrializzazione sono destinate a provare che la temperatura globale media è già aumentata di quasi un grado Celsius dal 1850.
Ci sono vari elementi di prova indiretta che sostengono la teoria del riscaldamento globale. I ghiacciai si stanno ritirando, sono in aumento il livello del mare e i ghiacci marini nelle regioni artiche stanno diminuendo, almeno fino a qualche anno fa..Ma questi segni non sono nulla rispetto ai valori rilevati nelle stazioni meteorologiche.
Il problema è che la qualità dei dati grezzi provenienti dai servizi meteorologici di tutto il mondo differisce notevolmente. In un certo numero di stazioni meteorologiche, le temperature aumentano perché le case e le fabbriche erano state costruite intorno a loro. Altrove, le stazioni sono stati spostate e, di conseguenza, hanno improvvisamente prodotto diverse letture. In tutti questi casi, Jones ha dovuto usare metodi statistici per correggere gli errori nelle letture della temperatura, con un approccio chiamato “omogeneizzazione”.
Ma Jones ha proceduto correttamente nella omogeneizzazione dei dati? La maggior parte dei climatologi credono ancora nella tesi che Jones non ha intenzionalmente manipolato i dati. Tuttavia, sotto la pressione degli attacchi Jones ha dovuto ammettere qualcosa di incredibile: aveva cancellato i suoi appunti su come ha costruito l’omogeneizzazione. Ciò significa che non è piú possibile ricostruire con i dati grezzi la sua curva di temperatura.
Questo è uno dei più grandi peccati che uno scienziato possa commettere. È come se un cuoco non fosse più in grado di cucinare i suoi piatti perché ha perso le ricette.
Inoltre Jones ha attribuito una impennata dei valori di temperatura al calo dell’inquinamento atmosferico dal 1970 a causa di leggi più severe sulle emissioni. Le particelle in sospensione bloccano la radiazione solare, in modo che le temperature aumentano quando l’aria diventa più pulita. L’inquinamento atmosferico nel sud è sempre stata molto inferiore rispetto al nord, c’è meno terra e quindi meno industria nel Sud del mondo. Stranamente, tuttavia, l’aumento della temperatura nel sud è forte quanto lo è nel nord. E questo non è veramente possibile. È come se un meccanismo naturale é stata almeno in parte la colpa per l’aumento delle temperature, e questo farebbe diminuire la quota di influenza umana nel riscaldamento globale.
I critici di Jones poi lo rimprovano per non aver presosufficientemente in considerazione la crescita delle aree urbane.Le stazioni che ha usato dovevano essere rurali e sono ora nelle città. E perché è sempre più caldo in città che fuori, le temperature misurate in queste stazioni sono destinate a crescere.È stata trovata una forte correlazione tra aumento delle temperature dovute al riscaldamento urbano e la crescita economica della zona. Tale studio é stato inviato a Jones prima dell´ultimo rapporto dell´IPCC ma lui ha fatto di tutto per sopprimere tale studio. In uno dei messaggi di posta elettronica Jones ha apertamente ammesso di aver voluto mantenere questa pubblicazione fuori del rapporto dell’IPCC a tutti i costi. Alla fine Jones ha cercato di sminuire questo studio perché “statisticamente irrilevante” in altre parole, senza senso.

Il climatologo tedesco Hans von Storch ora vuole vedere un istituto indipendente ricalcolare la curva di temperatura, e suggerisce addirittura che gli scettici devono essere coinvolti nel progetto.Egli fa notare, tuttavia, che il trattamento dei dati richiederà diversi anni.
“Non c’è altro modo per riconquistare la fiducia che si è perso”, dice, “anche se sono certo che la nuova curva non sarà molto diversa da quella vecchia.”
E se lo fsarà? “”Sarebbe sicuramente la peggiore delle ipotesi per la climatologia. Dovremmo ricominciare tutto daccapo.”
Altre previsioni di climatologi, come quella che comportano un aumento notevole del livello del mare, dovranno inoltre essere rivalutate.
Queste previsioni avrebbero potuto essere le scene di un film horror: i grattacieli di New York, sporgevano di nell’oceano come scogli, mentre città come Amburgo e Hong Kong, Londra e Napoli erano state inondate da tempo, e interi paesi erano stati inghiottiti come Danimarca, Paesi Bassi e Bangladesh avevano cessato di esistere.
Un quarto di secolo fa i climatologisti hanno afferrato l’attenzione del pubblico con tali visioni terribili. Al momento, gli esperti hanno calcolato che il livello del mare aumenterebbe di oltre 60 metri se l’effetto serra causasse lo scioglimento di tutto il ghiaccio della Terra.
Nessuno oggi parla piú di scenari da incubo e nessuna delle simulazioni attualmente in vigore prevede lo scioglimento completo della calotta glaciale antartica.D’altra parte, quasi nessuno dei glaciologi ha dubbi che i livelli del mare saranno significativamente più alto lungo le coste entro la fine del secolo.Ma quanto più alto, esattamente? Le stime vanno da 18 cm. a 1,90 metri.
Naturalmente, questa non è una dichiarazione soddisfacente per i pianificatori costieri e politici ma non si può vendere qualcosa come la certezza se non si sa esattamente che cosa sarà.
Il presente rapporto dell´`parla di un intervallo relativamente conservatore da 18 a 59 centimetri. La maggior parte degli esperti ritengono questa stima troppo piccola.
Due fattori influenzano il livello del mare. Il primo lo colpisce direttamente: Quando l’acqua si riscalda, si espande.Questo effetto di riscaldamento, che può essere calcolato con relativa precisione, dovrebbe comportare che il livello del mare crescerebbe di circa 22 centimetri entro il 2100.
Un altro effetto che non è così facile da calcolare è la fusione dei ghiacciai di montagna e del ghiaccio in Groenlandia e Antartide.La maggior parte della fusione oggi sta accadendo nei ghiacciai di montagna, dalle Ande all’Himalaya.Secondo i calcoli dell’IPCC, questa attività di fusione contribuisce con 0,8 millimetri l’anno per l’aumento del livello del mare. Groenlandia e Antartide contribuiscono, ciascuno, con 0,2 millimetri.
Ma molti scienziati sono riluttanti a fare previsioni nuove, perché i processi interni nelle gigantesche calotte non sono sufficientemente compresi. Dati affidabili sul comportamento dei ghiacciai esistono solo da circa 10 anni. I ghiacciai della Groenlandia stanno mandando un importo particolarmente elevato di ghiaccio verso l’oceano ma dopo tale fase, comunque, molti flussi di ghiaccio diventano dormienti di nuovo per un periodo di tempo più lungo.

Fine prima parte

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