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Archive for the ‘Global Warming’ Category

IL NOAA FALSIFICA I DATI PER FAR APPARIRE COME IL 2010 SIA L`ANNO PIÙ CALDO DI SEMPRE.

2 agosto 2010 80 commenti

Il NOAA ha dichiarato che le temperature globali da gennaio a giugno 2010 sono le piú alte della storia. Ma il NOAA mente sapendo di mentire perché per dimostrare la sua affermazione falsifica i dati e lo dimostriamo!
La figura sotto del NOAA mostra le anomalie delle temperature tra gennaio e giugno 2010 confrontati ai valori del periodo base 1971-2000, per le griglie 5×5.

http://www.noaanews.noaa.gov/stories2010/20100715_globalstats.html

I problemi con questo programma del NOAA sono la qualitá e la minipolazione dei dati.
Vediamo allora di fare un controllo nelle aree del pianeta dove il NOAA esibisce i maggiori riscaldamenti e vedremo come il NOAA manipola i dati per mostrare un riscaldamento che non esiste!
AFRICA DEL NORD
Il Sahara sembra molto piú caldo del solito.
Ma dove sono i dati? Moltissime stazioni della griglia 5X5 non hanno stazioni meteo!
Altre zone hanno dati limitati storicamente.
SEMBRA CHE CI SIA UNA CORRELAZIONE INVERSA: MENO STAZIONI CI SONO E PIÚ CALDA É LA ZONA, o se volete piú stazioni ci sono nelle griglie 5×5 e meno riscaldamento é osservato.

La figura qui sopra mostra dove sono le stazioni meteo del programma del NOAA GHCN, segnate con le icone verdi e blu é l´icona rossa indica se per quella zona esistono dati storici registrati nel database del CRUTEM3 dell´Hadey, e vedete tutti che lí non ci sono stazioni neanche nelle vicinanze.
E la griglia del NOAA mostra che lí miracolosamente ci sono delle variazioni di temperatura di almeno 4°C.
Vediamo allora di fare un piccolo confronto con i dati dell´Hadley CRUTEM3 con base dati 1900-2009:
In nessun caso si vede il riscaldamento che il NOAA ci vuole far credere.

Come vedete c´è un bel problema con la mancanza di dati storici e allora si riempiono i dati mancanti con ipotesi molte volte fantasiose o che vogliono solo dimostrare un riscaldamento che se non sarebbe impossibile provare. Ma in ogni caso anche con questi pochi dati storici vediamo che non esiste tutto quel riscaldamento che che il NOAA indica.
Ma il NOAA imbroglia anche lí dove le stazioni meteo esistono. Vediamo il caso della Turchia orientale (35-40Nx40-45E) che ha molte stazioni e non mostra riscaldamento tra Gennaio-Giugno con 2009, ma secondo il NOAA ha improvvisamente 4 gradi piú nel periodo dennaio-giugno dell´anno 2010.

Molte parti del mondo non hanno dati meteo fino alla metá del XX° secolo. Senza questi dati storici é facile mostrare cose inesistenti come un riscaldamento di 1 o 2 gradi.

GROENLANDIA
Se diamo retta ai dati del NOAA in Groenlandia stanno crescendo i banani e le spiagge tra poco saranno pieni di gente che fa il bagno.
Ma anche qui… DOVE SONO I DATI???
La maggior parte della griglia 5×5 non ha nessuna stazione eppure proprio lí il NOAA ci dice che la temperatura é aumentata di 5° C.!! Come sono buoni!!! avrebbero potuto anche indicare una temperatura superiore ai 15° tanto non c`é nessuno e nessuna stazione meteo per contraddirli.

Per fortuna peró in Groenlandia ci sono alcune stazioni in altre zone che hanno dati storici affidabili.
La figura sotto mostra alcuni dei punti CALDISSIMI per il NOAA con i dati storici dell´Hadey CRUTEM3.

Vedete qui per avere i grafici ingranditi:

http://www.appinsys.com/GlobalWarming/greenlandfigs/greenlandfigs.htm

Il controllo storico mostra che il “presunto” riscaldamento dei primi 6 mesi in Groenlandia é inferiore a quello avuto in passato. Se fanno vedere i dati a partire dal 1980 si ha una impressione completamente errata e falsa.
Per piú informazioni potete vedere qui:

http://www.appinsys.com/GlobalWarming/RS_Greenland.htm

Allora vediamo quale é la veritá vedendo il grafico Had Cru dal 1900:

La figura sotto mostra la correlazione tra le temperature della Groenlandia e l´indice AMO.

http://en.wikipedia.org/wiki/File:Amo_timeseries_1856-present.svg

La correlazione é evidentissima!.

SIBERIA
La siberia mostra variazioni negative (blu) e variazioni positive (rosso) e guarda caso dove ci sono le variazioni positive NON CI SONO STAZIONI METEO!

Storicamente la Siberia si scalda e si raffredda di vari gradi in diversi periodi e ció non é nulla di misterioso. Le zone della siberia hanno giá avuto un riscaldamento piú forte dell´attuale nel 1940.
CANADÀ
Anche le zone piú deserte del nord Canadá stanno avendo una variazione di riscaldamento incredibile di 5°C e oltre.
Ma anche per il Canadá é inutile che vi dica che il riscaldamento si ha dove non ci sono stazioni meteo!


Le temperature attuali sono molto simili a quelle che ci sono state in canadá nel 1930.

E il recente riscaldamento del Canadá é correlato direttamente alle oscillazioni dell´ENSO e allo sviluppo del NIÑO.

http://www.esrl.noaa.gov/psd/people/klaus.wolter/MEI/

Vediamo qui sotto la evidente correlazione.

Infine voglio mostrarvi il diagramma con i dati storici delle temperature piú antiche e misurate fino ad oggi, cioé i dati del Central England air temperature e ditemi se vedete qualche riscaldamento? Cert se si prendono le temperature a partire dal 1979 in poi allora si puó dimostrare che tra il 1979 e il 2002 c´è stato un riscaldamneto globale MA i dati storici indicano ben altro.

Noi di NIA abbiamo giá verificato come questi del NOAA imbrogliano nel conteggio delle SN e delle aree magnetiche del Sole, adesso vi ho mostrato come imbrogliano spudoratamente anche sulle temperature globali.
Quando a fine 2009 avevo detto che questi signori avrebbero fatto carte false pur di mostrare un riscaldamento globale inesistente, non immaginavo che sarebbero ricorsi a tali trucchi e imbrogli.
E questi imbroglioni hanno dei seguaci fedeli (anche siti meteo…) che credono ciecamente a tutte le menzogne che questi pseudo scienziati propinano.
E a che mi propina ancora record di caldo senza indicare i record di freddo, gli dico di andarsi a fare un bagno a mare anche se é diventato acido come dicono gli idioti dell´IPCC.

Che il NOAA e l´IPCC siano il covo della Banda Bassotti?

SAND-RIO

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La prossima NIÑA fará cadere le temperature globali?

30 luglio 2010 104 commenti

L´ultimo Niño é stato forte, anche se non da record come avrebbero desiderato i talibani serristi, ma  é stato abbastanza forte da causare un aumento nelle misurazioni delle temperature globali. Ma il Niño é ormai storia passata, mi dispiace per la loro religione che affermava che le temperature oceaniche avrebbero dovuto continuare ad aumentare con un fenomeno Niño dietro l´altro. Invece le temperature del Pacifico centrale stanno continuando ad abbassarsi come mostrano le due immagini seguenti:


Adesso la maggior parte dei modelli prevedono una condizione di Niña, cioé con una temperatura inferiore ai 0,5°C nelle zone dell´Oceano Pacifico equatoriale. La Niña si é ormai sviluppata uffucialmente e continuerá fino alla fine del 2010 per proseguire anche nei primi mesi del 2011 provocando un brusco raffreddamento delle temperature globali.

Le temperature a 100 Mt. di profonditá indicano un forte raffreddamento che potrebbe tradursi in una Niña di eccezionale forza.

Nello schema sotto possiamo vedere quali siano le previsioni dei vari modelli.

La velocitá con cui si svilupperá la Niña sará fondamentale per decidere se il 2010 sará l´anno piú caldo di sempre, come vorrebbero i serristi anche cercando sempre di taroccare i dati, e quindi piú caldo del famoso anno 1998, come hanno deciso i vescovi della chiesa del Global Warming Antropogenico dell`Hadley Center britannico, l´Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) e i dati satellitari dell´UAH.
Vediamo quali sono le condizioni che si sono sviluppate fino ad ora nelle varie zone ENSO:

E le anomalie delle temperature del Pacifico equatoriale nella settimana terminata il 27 luglio:

Nel corso di un fenomeno Niña, come sappiamo, gli alisei nel Pacifico equatoriale occidentale sono piú forti del normale e spingono le acque fredde, che sono normalmente sotto le coste dell´America sud centrale, verso occidente e verso tutta la zona equatoriale. L´acqua piú fredda si traduce direttamente in temperature globali piú fredde, cosí come con il Niño le acque piú calde si traducono direttamente in temperature globali piú calde.
L´ultimo Niño paragonabile a quello di quest´anno é stato proprio quello del 1997/1998 e anche in quel caso seguí una fase di Niña che cominció a svilupparsi a metá del 1998 ed é rimasto persistente fino all´inverno del 2000.
Secondo l´istituto di scienza marina e terrestre giapponese le condizioni di Niña ormai in fase di sviluppo potrebbero durare per un periodo piú lungo del normale.
Se la storia si ripete, non solo il 2011 sará molto piú fresco del 2010, ma tale condizione potrebbe estendersi al 2012.

L´immagine sopra mostra la loro previsione delle temperature globali con le anomalie tra dicembre 2010 e febbraio 2011. Si nota come questa previsione mostri un raffreddamento molto piú accentuato del normale per il periodo considerato.
Anche da quest´altra previsione del sistema climatco brasiliano possiamo vedere la loro previsione fino al marzo 2011 con ancora evidente la fase di Niña.

Infine vediamo l´indice SOI al 19 luglio, ricordo che un indice SOI positivo +8 indica un avvento della Niña mentre un indice SOI negativo a -8 indica un evento Niño e i valori tra +8 e-8 indicano una fase neutra.

Penso che questo sviluppo della Niña merita di essere seguito mese dopo mese e vedere cosí come le temperature globali potrebbero scendere, anche se ho qualche dubbio perché la lobby affaristica del GW cercherá di trovare qualche zona disabitata del globo terrestre per dichiarare che lí le temperature sono schizzate in alto come mostreranno le loro mappe rosso fuoco. Sará la Mongolia o l´Africa equatoriale o il centro dell´Australia o la Bolivia e il nord Canadá o qualche zona della Siberia, o in Groenlandia o a casa loro, ma state certi che lí vedrete temperature da altoforno con impressionanti macchie rosse.
La loro teoria non puó morire a causa di una bambinella innocente…. LA NIÑA.

SAND-RIO

La teoria del Grande Nastro Trasportatore Oceanico è stata demolita. (3)

19 luglio 2010 60 commenti

Gli oceani ricoprono il 71% della superficie della Terra, ma contengono una quantità smisurata di acqua, ossia circa il 96.5% di tutta l’acqua del pianeta: un enorme serbatoio di calore.
Gli oceani non si sono mai congelati neanche miliardi di anni fa, quando il Sole irradiava la Terra il 30 per cento di meno di oggi, grazie al loro meccanismo di circolazione delle correnti.
Ma questo non è una novità.

La novità è che il famoso Grande Nastro Trasportatore Oceanico (Great Ocean Conveyor Belt), conosciuto anche con molti nomi, come corrente meridionale di ribaltamento delle correnti (MOC – meridional overturning current) o come Circolazione Termoalina (CPT),.oggetto di innumerevoli documentari televisivi e lezioni di scienza a scuola ed all’università, non è proprio così semplice come credevano gli scienziati e, così com’è, è stato definitivamente archiviato.

Dopo 50 anni il vecchio modello di circolazione oceanica globale che prevede una profonda corrente atlantica che scorre al di sotto della Corrente del Golfo è stata messa in discussione da un’armata di sensori abbandonati appositamente nell’Oceano per essere trasportarti dalla corrente al di sotto della superficie del mare su boe di profondità, lasciando una traccia elettronica del loro percorso..

Per quanto scioccante sia la notizia per gli oceanografi è stato ancora peggio per i climatologi che hanno costruito diversi modelli climatici di circolazione. Per loro significa che tutti gli attuali modelli di previsione del clima sono completamente sbagliati, a cominciare da quelli utilizzati dall’IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change).


Figura 1 – Percorso del nastro trasportatore

Nella configurazione più conosciuta il cosiddetto “Grande Nastro Trasportatore Oceanico” è un colossale fiume subacqueo grande 20 volte più di tutti i fiumi terrestri messi assieme: si forma al caldo al centro del Pacifico, poi prosegue superficialmente aggirando l’Australia a nord e l’Africa a sud, risale l’Atlantico e infine si inabissa all’altezza della Groenlandia, ormai freddo e molto salato, pronto a ritornare al Pacifico, ma passando questa volta a sud dell’Australia. L’intero percorso richiede, si è calcolato, 500 anni.

Secondo i modelli più conosciuti, si pensava che fosse vulnerabile solo alle variazioni della produzione di acque dolci alle alte latitudini, con iniezione significativa di acqua non salina derivante dallo scioglimento dei ghiacci, decisamente in grado di perturbare il buon funzionamento del sistema. Mentre invece in condizioni normali il nastro trasportatore è stato pensato per funzionare costantemente e coerentemente proprio come un nastro trasportatore, con trasporto di acque fredde dall’equatore in profondità e acque calde verso i poli in superficie. Per questo si parla tecnicamente anche di circolazione meridionale di ribaltamento.

Il calcio finale gli è stato dato da M. Susan Lozier della Duke University che ha pubblicato su Science il 18 giugno 2010 un approfondito lavoro scientifico, i cui risultati erano già stati parzialmente diffusi un anno prima su Nature, dal titolo emblematico di “Demolizione del Nastro Trasportatore” (Science 18 June 2010: Vol. 328. no. 5985, pp. 1507 – 1511).

Con una serie di studi condotti negli ultimi anni ha messo in discussione il paradigma del nastro trasportatore, rivelando il ruolo vitale delle correnti parassite dell’oceano e delle correnti atmosferiche nello stabilire la struttura e la variabilità delle scambio tra le acque calde e quelle fredde all’interno degli oceani.
Susan M. Lozier è professore di Fisica dell’Oceanografia e presidente della Divisione di Scienze della Terra e degli Oceani della Duke University, università privata con più di 12.000 studenti fondata nel 1838, situata a Durham nella Carolina del Nord (USA).

Cinquant’anni fa, Henry Melsom Stommel (1920-1992) teorizzò che l’acqua raffreddata dalle alte latitudini dovesse essere trasportata in profondità lungo l’equatore occidentale e venisse intensificata dalle correnti di contorno.

Fig. 2 – Henry Melsom Stommel

Egli suppose che le masse d’acqua formatesi attraverso un meccanismo di convezione profonda in regioni isolate del Nord Atlantico e vicino all’Antartide essenzialmente finissero col colmare l’oceano più profondo. Stommel ipotizzò che, durante il trasporto nell’oceano profondo di queste acque, queste successivamente subissero una risalita ben distribuita in superficie. Poiché tale risalita produce un allungamento della colonna d’acqua che induceva una perdita del momento angolare, le profonde acque interne dovevano per forza compensare la perdita di flusso verso i poli dirigendosi verso le regioni di maggiore momento angolare.
Per questo motivo, all’equatore il trasporto delle masse d’acqua profonde è stata limitata ai confini occidentali dei bacini.

La teoria del ribaltamento dell’oceano di Stommel ha dato una struttura agli oceani, in precedenza considerati amorfi nelle tre dimensioni: le acque profonde sono trasportate verso l’equatore con una costante, continua intensificazione da parte di profonde correnti occidentali di confine provenienti dai loro siti di formazione posti a latitudini elevate.

Fig. 3 Overturning (rovesciamento o capovolgimento) delle correnti dell’oceano

Il secondo importante oceanografo che ha avvallato questa tesi fu il famoso Wallace “Wally” S. Broecker, professore emerito al Dipartimento della Terra e Scienze Ambientali presso la Columbia University (New York), una delle università più prestigiose e famose della Terra.
Probabilmente uno dei più grandi geologi del mondo ancora vivente che, da oltre mezzo secolo, ha indagato sul ruolo degli oceani nei cambiamenti climatici. Egli fu tra i pionieri nell’utilizzo della datazione al radiocarbonio e nell’uso di isotopi per monitorare i cambiamenti climatici storici, e l’influenza del cambiamento climatico sulla ghiacci polari e nei sedimenti oceanici.


Fig. 4 Wally Broecker

E ‘stato proprio Broecker a coniare il termine di “Grande Nastro Trasportatore dell’Oceano”.

Ma il lavoro della Lozier ha scosso la comunità del clima.
Nel suo lavoro un gran numero di boe sottomarine (RAFOS – SOund Fixing And Ranging), sono state disperse a 700 – 1500 metri di profondità ed hanno dimostrato che alcuni presupposti fondamentali sulla struttura della corrente sono sbagliati. Le RAFOS galleggianti sono strumenti mobili progettati per muoversi con l’acqua e tenere nota dei movimenti della corrente oceanica. Sembra che il 75% delle RAFOS siano sfuggite al Grande Nastro Trasportatore Oceanico e siano finite alla deriva in mare aperto. Solo l’8% delle boe RAFOS hanno seguito la corrente del nastro trasportatore come già pubblicato su Nature.

Fig.5 – Una boa RAFOS fatta discendere nell’Oceano
Le boe RAFOS sono state ideate per misurare la temperature, la salinità e la pressione nelle alte profondità fino a 3.000 metri sotto la superficie degli oceani.

Fig.6 – Struttura di una boa RAFOS

Secondo la Lozier, la teoria di Broecker sul capovolgimento (o rovesciamento) delle correnti dell’Oceano, così come è strutturata, va considerata solamente come principale agente responsabile per le fluttuazioni rapide del clima, come sperimentato durante l’ultimo periodo glaciale della Terra.

“Nonostante l’importanza della teoria del ribaltamento delle correnti dell’Oceano per il clima della Terra, …il lavoro di Broecker è da considerare essenzialmente solo come un agente dei cambiamenti climatici”, afferma la Lozier nella sua revisione. “Così come il lavoro di Stommel diede la struttura spaziale al capovolgimento delle correnti, Broecker ha fornito un contesto temporale”.

In base alla sua revisione, gli oceanografi hanno capito che il modello di trasporto con il rovesciamento delle correnti del mare è una semplificazione eccessiva del sistema. Ma si credeva fosse una semplificazione utile, in grado di fornire un modello globale di trasporto dell’oceano dell’energia termica. Ma ora pare che alcune caratteristiche principali del nastro trasportatore siano state messe in discussione.

Ecco una lista delle recenti scoperte che hanno scosso dalle fondamenta della teoria del nastro trasportatore.

· La maggior parte dello scambio subpolare-subtropicale nel Nord Atlantico si verifica lungo sentieri interni all’Atlantico stesso.
· La corrente occidentale profonda di confine (DWBC – Deep Western Boundary Current) si scompone in vortici intorno agli 11° di latitudine Sud.
· Vi è poca coerenza nel trasporto attraverso l’emisfero meridionale passando tra un rovesciamento a spirale al successivo.
· La forza del vento, piuttosto che favorire la spinta alla risalita delle acque, può svolgere un ruolo determinante nel modificare il fenomeno del rovesciamento delle correnti.
· Il trasporto verso sud delle acque profonde alla latitudine di 8° Sud, al largo della costa brasiliana, ha dimostrato di essere dovuto interamente a vortici aderenti alla corrente.
· Le boe di profondità lanciate nella DWBC (Deep Western Boundary Current) alla latitudine di 53° Nord, non seguono una corrente costante, ma prendono percorsi multipli verso i subtropici, compresi percorsi interni posti lontano dalla DWBC.
· Due ulteriori recenti studi hanno dimostrato percorsi del tutto inaspettati nella porzione nord degli oceani.
· Uno studio recente indica che il trasporto della corrente meridionale di ribaltamento (MOC – Meridional Overturning Circulacion) nel Nord Atlantico subtropicale, è suscettibile di variabilità con perdita di acqua tiepida e salata nel Sud Atlantico.
· Vari studi dimostrano poca o nessuna coerenza nella circolazione ai confini della corrente principale del grande nastro trasportatore ed hanno spinto a controllare la circolazione di ribaltamento della corrente nel Sud Atlantico e nel Nord Atlantico subpolare.
· La connessione tra il fenomeno del rovesciamento delle correnti e, soprattutto, il trasporto del calore proveniente dall’emisfero meridionale tra un bacino all’altro non può più essere assunta su scala una temporale interannuale (n.d.r. ossia può cambiare tutto molto rapidamente).

Nel prossimo articolo approfondiremo i materiali e i metodi di rilevazione, i risultati e le conclusioni del lavoro della Lozier.

Pablito

GW Giugno 2010 – Dati Satellitari

14 luglio 2010 39 commenti

Dati RSS

Giugno chiude con una anomalia ( rispetto alla media 79-98 ) di +0.553°C, rispetto a Maggio che chiuse a +0.588°C abbiamo avuto quindi un calo della temperatura.

Ecco il grafico completo:

Dati UAH

Giugno chiude a +0.436°C rispetto alla media 79-98, quindi con una anomalia in calo rispetto a Maggio che chiuse a +0.534°C.

Ecco il grafico completo:

Il Nino è concluso e i suoi effetti sulla troposfera si sono esauriti, la Nina in arrivo è prevista molto forte, forse anche di più di quella del 2008, le temperature globali potrebbero scendere di nuovo in modo molto vistoso, visto poi che il minimo solare rispetto al 2008 non è che abbia fatto molti progressi.

Aggiungo poi che i dati di Aprile e Maggio sono molto dubbiosi, anche quelli satellitari in quanto hanno visto temperature elevate nonostante il Nino in calo e l’AO decisamente più neutro.

Vedremo quindi cosa succederà con la prossima Nina, certo è che le temperature saranno più alte del 2008 in maniera netta allora vuol dire che qualcosa non va anche nelle rilevazioni satellitari, da sempre estremamente sensibili alle fasi ENSO.

FABIO

Anomalie Temperature e Precipitazione Italia – Dati CNR Giugno 2010

10 luglio 2010 18 commenti

Prima di postare le immagini dico subito che queste mappe non godono di una buona precisione, quindi non lamentatevi se nelle vostre zone le anomalie sono diverse da quelle reali.

Il CNR fa uso delle stesse stazioni di rilevamento dal 1800, questo per creare una serie temporale abbastanza lunga da poter aver dei confronti con il passato.

Le stazioni ovviamente non coprono tutto il territorio italiano, ma anche nel 1800 era così, quindi aumentare il numero di stazioni sarebbe sbagliato ( giusto per dire, la NASA e il NOAA le hanno invece diminuite ).

Anomalia Temperature:

 

Il mese chiude con una anomalia di +1.13°C ed è il 37° mese di Giugno più caldo dal 1800.

Il record spetta al Giugno 2003 con un’anomalia di +5.12°C

Anomalie Precipitazioni:

Il mese chiude con un surplus del 43% ed è il 50° mese di Giugno più piovoso dal 1800.

Il Record spetta al Giugno 1992 con un surplus del 181%

FABIO

Il riscaldamento globale giá portó la Terra ad un raffreddamento globale (Dryas Recent) DOMANI MATTINA ARTICOLO DI ALE SULLA SITUAZIONE SOLARE POST ALLINEAMENTO! DA NON PERDERE!

6 luglio 2010 61 commenti

Gli scienziati stanno ancora tentando di decifrare il puzzle di come e perché la Terra è emersa dalla sua ultima era glaciale, un evento che ha inaugurato un clima più caldo e la nascita della civiltà umana. In un batter d’occhio geologico, il ghiaccio nell’emisfero nord ha cominciato a diminuire e a diffondere rapidamente il riscaldamento a sud. Molti scienziati dicono che la scintilla, almeno inizialmente, è stato il passaggio orbitale che ha portato più luce del sole sulla metà settentrionale della Terra. Ma come ha fatto il sud del pianeta a riscaldarsi così in fretta? L´emisfero Sud doveva restare immerso nei ghiacci e invece non é accaduto.
In un documento pubblicato il 25 giugno sulla rivista Science, un team di ricercatori hanno visto che la risposta é stato il cambiamento globale del vento. Essi propongono una catena di eventi che ha avuto inizio con lo scioglimento dei grandi ghiacci dell’emisfero settentrionale circa 20.000 anni fa. La fusione dei ghiacci ha riconfigurato i venti del pianeta spingendo l’aria calda e l´acqua degli oceani verso sud, e tirando l’anidride carbonica dalle profondità oceaniche per immetterle nell´atmosfera, consentendo al pianeta di scaldarsi ancora di più. La loro ipotesi si avvale di dati sul clima conservati nelle stalattiti delle grotte, nelle carote di ghiaccio polare e nei sedimenti di acque profonde per descrivere come la Terra, infine, per nostra grande fortuna, si scongeló.

“Questo documento mette insieme molti studi recenti che cercano di spiegare come il riscaldamento innescato da nord, ha fatto terminare un’era glaciale anche a Sud”, ha dichiarato il coautore dello studio Bob Anderson, un geochimico presso la Columbia University’s Lamont-Doherty Earth Observatory. “Finalmente, abbiamo un quadro chiaro delle teleconnessioni globali nel sistema climatico della Terra che operano in molti modi e in diverse scale di tempo. Questi stessi legami che hanno portato la terra fuori dalla glaciazione sono attivi ancora oggi, e quasi certamente svolgono e svolgeranno un ruolo nei cambiamenti climatici futuri.
La Terra entra regolarmente in un’era glaciale ogni 100.000 anni circa, al variare del suo orientamento verso il sole in turni che vengono chiamati cicli di Milankovitch. (Ne abbiamo giá parlato qui su NIA). Al culmine dell’era glaciale, circa 20.000 anni fa, la zona dove é attualmente New York e gran parte dell’Europa e dell’Asia erano sepolti sotto spessi strati di ghiaccio, poi l’orbita della Terra pian piano si é spostata. Piú luce del sole in estate cominciò a illuminare e riscaldare l’emisfero settentrionale, sciogliendo quegli strati di ghiaccio e staccando enormi iceberg e acqua dolce nell’Atlantico settentrionale.

Può sembrare controintuitivo, ma gli studi dicono che il riscaldamento del Nord Atlantico facendo cessare la Corrente del Golfo ha innescato una serie di ondate di freddo in Groenlandia e nel Nord Europa. La diffusione del ghiaccio attraverso l’Atlantico del Nord, ha portato inverni freddi verso l’Europa e ha profondamente ridisegnato le correnti dei venti del pianeta.

Con il Nord Atlantico in un congelatore, gli alisei tropicali si sono spostati verso sud, portando periodi di siccità in gran parte dell’Asia e grandi piogge nelle regioni normalmente semidesertiche del Brasile.Il cambiamento nella dislocazione dei venti non solo ha spostato più a sud la pioggia, ma ha anche spostato aria calda e acqua di mare calda, riscaldando cosí anche l’emisfero meridionale.

Nell’emisfero meridionale i venti da ovest si sono spostati a piú sud, portando aria e acqua marina piú calda alle medie latitudini. Circa 18.000 anni fa, i ghiacciai delle montagne in Sud America e Nuova Zelanda hanno iniziato a sciogliersi con i venti che si erano spostati piú a sud soffiando aria piú calda. Cosí circa 16 mila anni fa, i ghiacciai hanno avuto una ritirata spettacolare.
Questo cambiamento dei venti occidentali avrebbe anche amplificato il riscaldamento in entrambi gli emisferi resettando il termostato del pianeta, come ha proposto Anderson in un precedente studio su Science.
Lo spostamento dei venti occidentali hanno causato una miscelazione pesante nell’Oceano Antartico intorno all’Antartide, pompando il biossido di carbonio disciolto nell’acqua verso l´atmosfera. I registri delle carote di ghiaccio mostrano che tra 18.000 e 11.000 anni fa i livelli atmosferici di biossido di carbonio è passato da 185 parti per milione a 265 parti per milione (i livelli oggi sono 393 parti per milione, dopo un aumento sostenuto durante l’era industriale.) L’infusione di biossido di carbonio è venuto proprio assieme allo spostamento dell’orientamento del pianeta e la luce solare estiva per l’emisfero settentrionale era in declino circa 11.000 anni fa. L’incremento del biossido di carbonio può avere impedito alla Terra di cadere in un’altra epoca glaciale, dicono gli scienziati.

“E stato il piú grande riscaldamento globale di tutti i tempi”, ha detto l’autore dello studio, George Denton, un glaciologo presso l’Università del Maine. “Stiamo cercando di risolvere l’enigma: perché la Terra, quando appare così saldamente nella morsa di un’era glaciale, comincia con un periodo caldo?”

Gli scienziati hanno a lungo sospettato che l’anidride carbonica ha giocato un ruolo importante nella ultima glaciazione, ma hanno avuto difficoltà a spiegare l´inizio del riscaldamento nel Sud del mondo, dove i ghiacciai in Patagonia e in Nuova Zelanda sono entrati in fusione prima che i livelli di biossido di carbonio aumentasse in modo significativo. Alcuni scienziati suggeriscono che un cambiamento nelle correnti oceaniche, innescata dal raffreddamento dell’Atlantico settentrionale, ha causato questo riscaldamento iniziale. Ma i modelli climatici computerizzati utilizzando la circolazione oceanica per spiegare il rapido riscaldamento del sud non sono riusciti a ricreare i grandi salti di temperatura visti nel paleoclima. Ora, con l´ipotesi dello spostamento dei venti occidentali nell’emisfero meridionale, il rapido riscaldamento è facilmente spiegato.
È tutto naturale, il clima cambia senza che l´uomo possa fare qualcosa. Immaginiamo cosa avrebbero detto i climatologi della setta AGW se fossero vissuti tra i 20.000 e 11.000 anni fa durante il Grande Riscaldamento Globale che poi ci portó al “Dryas recente” il periodo di raffreddamento globale duranto 2000 anni. Forse i nostri ultras dell´AGW non lo hanno capito che il riscaldamento é benefico per l´uomo e che il raffreddamento fa crollare le civiltá… ma forse é proprio questo che vogliono, la sopravvivenza per pochi dalla mente illuminata.

SAND-RIO

fonte originale: http://www.sciencedaily.com/releases/2010/06/100625121921.htm

L´influenza del “sistema solare” e i cicli di 60 anni (uno studio del prof. Nicola Scafetta)

18 giugno 2010 51 commenti

I cicli sono evidenti nei dati climatici. Il presente documento prende in esame l’aspetto del ciclo di circa 60 anni, che si manifesta in molti settori. Questa lunghezza del ciclo non è esattamente 60 anni e varia di pochi anni tra i vari luoghi e per vari fenomeni climatici.

Naturalmente i modellini climatici dei nostri amici catastrofisti non tengono conto di questo ciclo.

Nicola Safetta ha identificato il cambiamento della posizione del centro di massa del sistema solare (CMSS) come un possibile meccanismo di guida del ciclo di 60 anni.

(Scafetta, “prove concrete di un origine celeste delle oscillazioni del clima e delle sue implicazioni”, Journal of Atmospheric e Solar-Terrestrial Physics 2010)

Scafetta mostra i seguenti grafici:


Nel primo grafico Otto anni in movimento medio della temperatura globale detraendo il suo fit quadratico e  spostato di 61,5 anni.  Si noti la perfetta corrispondenza tra i periodi 1880-1940 e 1940-2000 . Anche un ciclo più piccolo, le cui cime sono indicati con la lettera “Y”, è chiaramente visibile nelle due record.
Il secondo diagramma per le temperature globali: Riscalato SCMSS ciclo di 60 anni (curva nera) contro le temperature globali della superficie (grigio) detratto del suo fit quadratico fit;
Si nota la perfetta corrispondenza tra i periodi 1880-1940 e 1940-2000.

Vediamo un poco nel dettaglio cosa dice Scafetta:
Come i pianeti orbitano intorno al sole, anche la posizione del sole subisce modifiche in quanto l’intero sistema solare orbita attorno al CMSS, (Centro d Massa) la cui posizione cambia al cambiamento della posizione relativa dei pianeti. Le figure sotto mostrano una simulazione delle oscillazioni del baricentro del sistema solare. La prima figura a sinistra indica il movimento del baricentro solare. La seconda figura centrale indica il movimento del baricentro solare con Giove rimosso dal sistema dimostrando come Giove provoca la maggior parte delle oscillazioni. La terza figura a destra mostra il baricentro rimuovendo anche Saturno. Una volta Se si rimuove anche Nettuno l’effetto dei pianeti che restano è quasi impercettibile e non viene indicato:

Giove é il pianeta con la piú grande massa ed è quindi il più influente. Il ciclo di Wolf (ciclo delle macchie solari) ha un periodo che oscilla, ma che in media é di 11,2 anni. Il ciclo orbitale attorno al Sole di Giove è 11,9 anni terrestri. Saturno, il secondo pianeta più grande, ha un ciclo solare orbitale di 29,4 anni. Questo porta a una congiunzione Giove-Saturno ogni 19,9 anni (J / S ciclo sinodico). (È una assoluta coincidenza che il ciclo del calendario Maya di 1 Katun sia di 19.7 anni) Un ciclo completo di Giove / Saturno intorno al sole (J / S Tri-ciclo sinodico) è 59,6 anni – in altre parole, ci vogliono 60 (59,6) anni perché  la Terra / Giove / Saturno raggiungano lo stesso allineamento attorno al sole.

La figura seguente mostra la velocità del Sole e la relativa CMSS con i cicli di oscillazioni di 20 e 60 anni.

Si nota un ciclo di 60 anni, con punte simili alla media delle temperature globali con cicli intorno al 1880, 1940 e 2000.

Come si può vedere dai dati sopra, i due cicli sono stati quasi identici, eppure l’IPCC dice che i modelli possono spiegare l’inizio del 1900 come un ciclo con forzanti naturali, mentre dopo la forzante diventa la CO2. Misteri dei cicli….prima naturali poi cauati dalla CO2…
Anche l´AMO (Atlantic Multidecadal Oscilation) mostra questo ciclo do 60 anni:

http://en.wikipedia.org/wiki/File:Amo_timeseries_1856-present.svg

Cosí come la circolazione termoalina (THC) della corrente del Golfo mostra questo ciclo di 60 anni:

http://tropical.atmos.colostate.edu/Includes/Documents/Presentations/graysteamboat2009.ppt


Anche El Niño mostra una sua ciclicitá di 21 anni

L´indice della regione Nino 3 di aprile-maggio e la CPI che è un indice di precipitazione del Brasile. La correlazione tra questi due indici (linea spessa) mostra un ciclo di 60 anni, così come il numero degli eventi di Nino 3.

Anche altri indici mostrano tale ciclo, come quello calcolato dal NOAA per il ciclo della siccitá nel sud-est degli USA:

http://www.ncdc.noaa.gov/img/climate/research/2002/may/Reg107Dv00_palm06_01000502_pg.gif

Se i modelli climatici non possono riprodurre il ciclo di 60 anni che è evidente in molti fenomeni climatici, vi è chiaramente un problema di base di tali modelli.

SAND-RIO

P.S. Scusate se i termini tecnici dovuti alla traduzione risultano ostici, ma sono quelli usati e non trovo una traduzione piú elementare.