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Posts Tagged ‘Ciclo 24’

Aspettare prima di trarre conclusioni, ma fino a quando?

29 luglio 2010 67 commenti

Qui su NIA è una delle frasi preferite, sicuramente quella che in questi 2 anni abbiamo detto più volte.

Ma su una cosa non abbiamo mai chiarito, fino a quando dovremo aspettare?

Bisogna subito dire che se noi non abbiamo mai detto un limite è perchè esso non c’è, dipende tutto da come si comporterà il sole nei prossimi mesi, sappiamo bene come anche gli esperti si sono ritrovati a posticipare sempre più l’inizio del Ciclo 24, noi quindi ci siamo adattati spostando in avanti il termine ipotetico del periodo di attesa.

Il Ciclo 24 è partito parecchi mesi fa e ci aveva dato l’impressione di poter chiudere la questione minimo e di analizzare la risalita verso il massimo, terminando quindi le attese per la ripartenza, visto che essa, spesso lineare e costante non crea un interessamento di tipo evolutivo ma solo di tipo quantitativo.

Come invece ben sappiamo ci troviamo ancora in una fase di stallo, il SF dopo aver superato gli 80 è andato calando per un bel po’ di tempo e ancora adesso ci troviamo sotto gli 80, valore che da sempre qui su NIA avevamo definito come segno di attività solare non più bassa, e la risalita ci pare ben lontana da poter essere definita, ci tocca quindi aspettare ancora e come tutti neanche noi sappiamo fino a quando.

Proprio per questi motivi ho deciso di scrivere qualche riga su questa questione, da fuori potrebbe sembrare quasi una presa in giro e non lo è di certo, ovviamo tutti i dubbi e chiariamo il concetto:

Il Minimo solare tutt’ora non può dirsi concluso al 100%, abbiamo definito la patenza del Ciclo 24 ( e quindi fine del minimo ) con il superamento continuo del SF del valore di 80, aggiungendoci poi un aumento di tale valore continuo.

La fase di risalita è quella più breve in un ciclo solare, dura intorno ai 4 anni, ma può durare anche meno, per questo quindi rappresenta una crescita costante e continuativa dell’attività solare, non rappresentando motivo di interesse, se non quando ci si ritrova alla fine del suo percorso e si deve analizzare quale sarà l’intensità del massimo, sarà allora che partirà il nuovo “periodo di attesa”

Bisogna però dire che questo Ciclo 24 ha tutta l’aria di essere un ciclo debole e molto particolare, la sua risalita potrebbe quindi essere atipica e mostrare continuamente periodi di discesa anche in questa fase, arrivando quindi ipoteticamente ad unire le 2 “fasi di attesa” rendendole praticamente infinite.

A noi tocca, e sembra uno scherzo detto adesso, solo aspettare, perchè sarà solo il Sole a decidere quando finirà l’attesa.

FABIO

Come prevedere il comportamento del ciclo 24.

29 giugno 2010 37 commenti

Riuscire a comprendere a fondo quanto ha detto il prof. Leif Svalgaard, fisico solare della prestigiosa Università di Stanford, al seminario a Keystone in Colorado il 20 maggio 2010 sulla possibilità di predizione del ciclo 24 non è meno difficile che spiegarlo con parole semplici per tutti.

Tempo fa scrissi che il prof. Svalgaard ci stava preparando qualcosa di interessante e così è stato. Ma molti potrebbero rimanere delusi, come peraltro lo sono rimasto io, ma anche rinfrancato, come capirete solo alla fine di questo articolo. D’altra parte la scienza è fatta di successi e fallimenti.
Dai fallimenti bisogna trarre la parte migliore e ripartire da lì per una nuova comprensione dei fenomeni naturali.

Svalgaard e la sua equipe hanno esaminato criticamente ben 75 lavori scientifici di diversi autori che hanno pubblicato le loro teorie sulla predittività del ciclo solare 24.

Tra questi Svalgaard ne ha posto in evidenza in particolare due, basati sulla teoria del “Flux Trasport Dynamos”, ossia di Choudhuri [2] e di Dikpati [1].

Riassumendo le diverse posizioni si può dire che i risultati non coincidenti tra i due autori (Dikpati – Rmax ciclo24 = 160-185 e Choudhuri – Rmax ciclo24 = 75) corrispondono principalmente alle differenti ipotesi circa la propagazione del flusso magnetico all’interno del Sole, che si esprime con diversi modelli di funzionamento della dinamo solare.
In Choudhuri si parla di una dinamo con ad alta diffusività (propagazione veloce), il modello della dinamo solare di Dikpati è, invece, a bassa diffusività (per avvezione).

A sinistra:Choudhuri (diffusione veloce – P agisce per T)
A destra:Dikpati (bassa diffusività – Conveyor Belt)

Nel modello di Dikapati il flusso è così lento che la distanza tra un puntino e l’altro nel disegno del suo modello è di circa un anno.
Si parte dal postulato che se questa diffusività è alta si avrà un ciclo debole.

Dikpati presuppone inoltre una circolazione del flusso nell’emisfero meridionale costante, tranne che nel ciclo 24, nel quale sembra aumentata..
Ma entrambi i modelli di trasporto del flusso proposto dai dei due autori, Dikpati e Choudhuri, coincidono nel supporre che quando il flusso meridionale è veloce, questo dovrebbe produrre potenti campi magnetici polarizzati e cicli solari brevi.

Svalgaard ha citato a questo proposito uno degli ultimi lavori di David Hathaway e Lisa Rightmire che hanno affermato nella loro pubblicazione del 2009: “in base alle misurazioni effettuate sulla velocità del Flusso Meridionale, mediante SOHO nel ciclo solare 23, si dimostra che nel minimo solare del ciclo 24, ossia dal 2008, la velocità del flusso è diventata significativamente più alta di quella vista nel precedente minimo (il 23)”.

David Hathaway viene di nuovo richiamato in causa per quanto affermato nello stesso lavoro, ossia che in questi modelli la maggiore velocità del flusso meridionale dovrebbe produrre potenti campi magnetici e cicli solari brevi, contrariamente a quanto osservato finora direttamente sul Sole. Pertanto, le attuali osservazioni, insieme ad altri fattori, suggeriscono che i modelli di trasporto del flusso nella dinamo solare prodotti fino ad oggi non descrivono adeguatamente il comportamento dei cicli solari e non sono ancora sufficienti a fornire previsioni convincenti del comportamento del ciclo solare 24. (Hathaway, 2009).

Detto da Hathaway è un affermazione piuttosto pesante e non nasconde un certo disappunto

Forse si tratta di schemi troppo rigidi? Di sicuro i modelli dei campi magnetici sono stati costruiti molti anni fa, essenzialmente a metà del 2003, e sicuramente prima dell’aumento della velocità della Circolazione Meridionale. Questi campi magnetici non sono aumentati da allora ed anzi hanno iniziato a dimostrare l’attesa diminuzione dovuta all’inizio dell’attività solare del nuovo ciclo 24, senza più riprendersi.

Svalgaard su questo punto è stato parecchio critico ed ha detto che il problema della Circolazione Meridionale non è se questa esista o no, che abbia più o meno celle, ma piuttosto quale sia il ruolo che essa svolge nel ciclo solare, che probabilmente dipende dall’importanza della sua propagazione turbolenta.

Inoltre, non è conosciuto il grado con cui la Circolazione Meridionale sia a sua volta influenzata da retro reazioni da parte di forze di Lorentz associate ai campi magnetici generati dalla dinamo solare; ossia, in poche parole non sappiamo se è nato prima l’uovo o la gallina.

Per chi è digiuno di fisica, le forze di Lorenz sono forze deflettenti, ossia hanno effetto solo sulla traiettoria di un oggetto elettricamente carico (il plasma) che si muove in un campo magnetico (solare). La caratteristica principale della forza di Lorentz è che è sempre diretta perpendicolarmente rispetto alla direzione del moto.

Ancora, ha sottolineato Svalgaard, la forma e la velocità del flusso di ritorno dall’equatore nella zona convettiva inferiore è attualmente sconosciuta. Probabilmente solo SDO ci dirà qualcosa di più su questo.

Il quesito che Svalgaard ha posto e che forse si tratta solo di una dinamo di superficie, ed ha citato Kenneth Schatten [3] il quale ha esplorato la possibilità che le macchie solari siano solo un fenomeno di superficie, essendo la fusione di più piccole configurazioni magnetiche, da come sembrano indicare le sue osservazioni. Il dubbio posto è che la dinamo solare sia in realtà poco profonda e non operi a livello della tachocline, che sembrerebbe basata su sui modelli cellulari automatici di attività.

La posizione della tachocline all’interno del Sole

Con il termine tachocline si designa la zona di transizione, all’interno del Sole, tra la zona radiativa e la zona convettiva. Si ritiene attualmente che la sua dimensione sia una delle cause dei campi magnetici che caratterizzano la nostra stella. Le simmetrie e l’estensione della tachocline sembrano rivestire un ruolo di primo piano nella formazione della cosiddetta dinamo solare, poiché rinforzano i deboli campi poloidali creando un più intenso campo di forma toroidale.

Nel modello di Schatten il flusso magnetico polare sembrerebbe essere predittivo del flusso di macchie solari che vengono a svilupparsi.

Il modello di Kenneth Schatten

Per ultimo Svalgaard ha citato il modello di Kitiashvili (2009), che se i precedenti modelli potevano sembrare complessi, questo mi ha fatto decisamente stramazzare.
Nell’Ensemble Kalman Filter (EnKF) di Kitiashvili il metodo usato è stato quello di assimilare i dati del numero di macchie solari in un modello non lineare α-Ω di dinamo solare a campo medio che tiene conto della dinamica della turbolenta elicità magnetica.

Il modello di Kitiashvili

Non chiedetemi di spiegarvelo perché penso che sia veramente di difficile comprensione.
La mia impressione personale è che Svalgaard abbia fatto tutta questa elencazione al puro scopo di dimostrare che ognuno di questi modelli studiati al computer fornisce una quasi-spiegazione del fenomeno macchie solari ed attività solare.
Dei modelli che alla prova dei fatti non funzionano, anche se matematicamente si presentano ineccepibili.

Quale è la soluzione che propone?
Vi parrà incredibile, ma suggerisce di ritornare alle previsioni empiriche.
Lui dice che dopo le previsioni basate sui “Flux Trasport Dynamos” abbracciate più o meno entusiasticamente dai fisici solari di tutto il mondo, molto meno quelle della dinamo superficiale di Ken Schatten e ancora meno l’approccio EnKF di Kitiashvili, si potrebbe essere costretti a ritornare alle tecniche empiriche precedenti per uscirne fuori, con le quali alcune caratteristiche osservate potevano far presagire l’attività futura.

Esattamente quello che più o meno stiamo facendo a NIA! E che sto facendo anch’io, dopo le osservazioni di Svalgaard che mi hanno convinto, fotografando ogni giorno il Sole con il mio telescopio e confrontando i risultati con le osservazioni passate, in stile J. M.Vaquero dell’ Universidad de Extremadura in Spagna, che su questo ha scritto tantissimo.

Ma quello che Svalgaard suggerisce per interpretare correttamente i dati raccolti in questo modo lo vedremo in un prossimo articolo.

Bibliografia:
[1] Dikpati, M., de Toma, G., Gilman, P.A.: Predicting the strength of solar cycle 24 using a flux-transport dynamo-based tool, Geophys. Res. Lett., 33, L05102, 2006.

[2] Choudhuri, A.R., Chatterjee, P., Jiang, J.: Predicting Solar Cycle 24 with a solar dynamo model, Phys. Rev. Lett., 98, 131103, 2007.

[3] Kenneth Schatten: Modeling A Shallow Solar Dynamo, Solar Physics, 255, 3-38, 2009

Pablito

Il Sole dice Damon! ma anche Dalton!

Qualche giorno fa mi sono ritrovato a cercare qualche statistica per piazzare questi primi mesi del Ciclo 24 rispetto ai cicli passati.

Ho deciso così di in assenza di dati particolari di lunga durata di concentrarmi particolarmente su 2 diversi aspetti, gli RI mensili e i giorni spotless.

Per prima cosa ho deciso di determinare il tempo di confronto, sappiamo che con questo Maggio sono ben 17 i mesi passati dalla conclusione del minimo nel Dicembre 2008, per fare cifra tonda ho così preso 15 mesi per fare un confronto ( per il prossimo aspettiamo quindi di averne almeno 18, cioè 1 anno e mezzo )

Mi sono messo a calcolare i giorni spotless registrati nei primi 15 mesi di ogni ciclo a partire ovviamente solo dal 10°, in quanto prima non abbiamo dati certi dei giorni spotless ( a dire il vero non lo sarebbero neanche per gli RI )

Ed ecco qui i dati:

Ciclo 24: 269 ( con il Layman’s sarebbero circa 350 )

Ciclo 23: 153

Ciclo 22: 68

Ciclo 21: 76

Ciclo 20: 90

Ciclo 19: 190

Ciclo 18: 122

Ciclo 17: 235

Ciclo 16: 147

Ciclo 15: 251 ( subito dopo il minimo del 1913 per intenderci )

Ciclo 14: 236

Ciclo 13: 151

Ciclo 12: 235

Ciclo 11: 179

Ciclo 10: 297

Ed ecco subito che il Ciclo 10 è l’unico che abbia toccato un valore di giorni spotless superiore ( sappiamo che nei mesi di Aprile e Maggio questo ciclo ha però aumentato i proprio giorni spotless ) e considerando i valori teorici del Layman’s Count questo ciclo 24 avrebbe avuto anche più giorni spotless del ciclo 10 che sarebbe comunque l’unico simile a questo.

Ora voi direte, che particolarità ha il Ciclo 10? Come suggerisce il titolo, il Ciclo iniziato nel Gennaio del 1856 è stato il primo del Minimo di Damon, ne avevamo già parlato tempo fa di assonanze proprio con questo periodo e qui abbiamo un altro dato che conferma quello da noi già più volte detto.

https://daltonsminima.wordpress.com/2009/10/06/minimo-di-damon-e-minimo-di-eddy-a-confronto-prima-parte/

Va detto quindi che per ora questo è il 2° Ciclo che nei suoi primi 15 mesi registra più giorni spotless, di certo questa statistica non tiene conto del Minimo di Dalton, ma non si può certo dire che sia normale il Ciclo 24, dividiamo in 3 parti questa statistica, per data di inizio del ciclo

Media giorni spotless primi 15 mesi dei Cicli iniziati tra il 1851 e il 1900: 216

Tra il 1901 e il 1950: 198

Tra il 1951 e il 2000: 115

( Media Minimo di Damon: 225 )

Il trend in diminuzione rende ancora più eccezionale questo Ciclo 24

Analizziamo adesso invece l’RI medio dei primi 15 Mesi, ecco i dati ( ommetterò la parola Ciclo ):

24: 5.60

23: 11.44

22: 27.21

21: 19.11

20: 15.43

19: 12.46

18: 15.08

17: 7.23

16: 14.78

15: 6.77

14: 8.97

13: 15.31

12: 9.50

11: 15.31

10: 5.21

9: 13.37

8: 13.39

7: 5.13

6: 2.06

5: 6.30

4: 21.88

3: 11.57

2: 22.89

1: 9.76

Per prima cosa va detto che i conteggi anche se sappiamo essere più alti del dovuto su una media di 15 mesi con un valore così basso assumono una rilevanza quasi nulla e quindi trascurabile.

A colpo d’occhio notiamo che sono 3 i cicli ch più si avvicinano al 24, uno l’abbiamo già incontrato ed è proprio il Ciclo 10, gli altri 2 fanno parte del Minimo di Dalton e sono il 7 ( ultimo dei 3 ) e il 5 ( primo dei 3 )

Ancora una volta abbiamo una situazione quasi identica al Minimo di Damon, che però stavolta si rispecchia anche con la situazione di inizio Minimo di Dalton.

Il ciclo 24 si mostra sempre più eccezionale di quanto ce lo vogliano far credere, analizziamo quindi per periodi:

1751-1800: 14.48

1801-1850: 8.49

1851-1900: 11.33

1901-1950: 10.57

1951-2000: 17.13

( Media Minimo di Dalton: 4.50 )

( Media Minimo di Damon: 10.18 )

C’è più variabilità in mezzo per via dei 2 minimi che non coincidono ovviamente con i periodi di 50 anni scelto, ma si nota come rispetto agli ultimi 50 anni questo Ciclo 24 non ha proprio niente a che fare.

Guardiamo ora qualche dato del SF, sappiamo che il confronto vale solo per gli ultimi 50 anni dato che non abbiamo una serie temporale così lunga, se poi contiamo che abbiamo già asserito la totale diversità da questo Minimo con quelli degli ultimi 50 anni il confronto lascia il tempo che trova, ma lo facciamo lo stesso.

( tutti i confronti sono fatti con i dati del Solar Flux Aggiustato )

Ciclo 19: 75.95

Ciclo 20: 76.64

Ciclo 21: 79.84

Ciclo 22: 83.42

Ciclo 23: 73.71

Ciclo 24: 72.59

La differenza messa così può sembrare poca, ma se condieriamo che il record del valore più basso ( aggiustato ) del SF è di circa 65, le differenza con il 2° valore ( ciclo 23 ) diventano di circa il 15% in più

Altro dato interessante sono i mesi che ci sono voluti per passare da un valore di 80 ( che decreta l’uscita dalla fase profonda del minimo ) a 100 ( che decreta l’inizio definitivo della fase ascendente ).

Ciclo 19: 6 mesi

Ciclo 20: 5 mesi

Ciclo 21: 5 mesi

Ciclo 22: 10 mesi

Ciclo 23: 8 mesi

Per una media quindi di circa 7 mesi per passare da 80 a 100, per ora in questo ciclo 24 compreso il mese di maggio siamo al 4° mese dopo aver superato gli 80, vediamo che succederà per l’estate

C’è da considerare però che io ho preso per fare il confronto il passaggio definitivo tra 80 e 100, mi spiego meglio:

nel Minimo tra il ciclo 21 e 22 in 2 occasioni è stata superata la soglia degli 80, nel Febbraio 1986 e nell’Ottobre 1986, senza però avere un trend al rialzo visto che nei mesi successivi i valori tornarono anche sotto i 70, per partire definitivamente solo nell’Aprile 1987, dopo quella data infatti non si sono registrati valori sotto i 70

altro esempio è quello del 1977, nel Febbraio il SF superò gli 80, per poi però scendere sotto nei 2 mesi successivi e divenire definitivo solo nel Maggio dello stesso anno.

È quindi possibile che la risalita verso valori di SF vicini ai 100 sia più lunga di quanto si possa pensare e che se si considera il fatto che la risalita potrebbe più lenta di quella dei cicli dell’ultimo cinquantennio allora potremmo anche pensare che ci vogliano come minimo altri 10/12 mesi prima di poter superare i 100.

FABIO

Un ciclo bicentenario del Sole?

9 aprile 2010 53 commenti

Da un interessante articolo scritto da Russel Steeve nel suo blog:
dalton_minimum_returns

Nicola Scafetta ha un nuovo documento, “Climate change and its causes — a discussion about some key issues”.
climate_change_cause.pdf
cioé “Il cambiamento climatico e le sue cause – una discussione su alcuni temi chiave”.
La “questione chiave” è “un grande ciclo di 60 anni nelle registrazioni della temperatura”

Ho trovato piú interessante l’immagine qui sotto:

Il  ciclo solare bi-secolare 2010-2050, verso una imminente era glaciale?

La prima figura mostra il record delle macchie solari. I dati da Appendice E e V suggeriscono che esiste un grande ciclo solare bi-secolare con un periodo di circa 160 e  260 anni, che corrisponde alla banda di frequenza Suess
science?_ob=ArticleURL&_udi=B6TJK-4TJX1WG-1&_user=10&_coverDate=04%2F30%2F2009&_rdoc=1&_fmt=high&_orig=search&_sort=d&_docanchor=&view=c&_searchStrId=1274928474&_rerunOrigin=google&_acct=C000050221&_version=1&_urlVersion=0&_userid=10&md5=848e15cff9733c70a04bfe6e1b725946
Vedere le cifre e tabella 1 Ogurtsov et al. [2002, Long-cicli periodo dell’attività soli registrati in diretta di dati solari e deleghe, Solar Phys. 211, 371-394]. 211, 371-394].

Questi cicli sono responsabili per i piccoli periodi di Ice Age che si sono visti nel clima durante l’ultimo millennio. L’ultima piccola età del ghiaccio sulla Terra si è verificata durante il minimo solare di Dalton durato da circa il 1790 al 1830.
Nella seconda figura: cicli solari 1, 2, 3 e 4 sono confrontati con i cicli solari 20, 21, 22 e 23. Le due sequenze sono separate da circa 210 anni. La figura suggerisce un motivo ripetuto. Vi è un aumento durante i cicli di 1, 2 e 3, seguito da un calo nel ciclo 4 che si ripete per i cicli 20, 21, 22 e 23.Anche la lunghezza del cicl 4 corrisponde quasi alla lunghezza del ciclo 23, che è di circa 13 anni. Se si ripete il ciclo solare bi-secolare ci si dovrebbe attendere un nuovo minimo solare della durata di alcuni decenni.
Questo nuovo ciclo di bassa attività solare può indurre un ulteriore raffreddamento del clima durante la prima metà del 21 ° secolo.

SAND-RIO

Cosa bisogna guardare per capire la possibile evoluzione del ciclo solare?

23 marzo 2010 38 commenti

La questione su come evolverà il ciclo solare 24 è bella infuocata e ancora non si sa bene a che cosa stiamo andando incontro.

I giorni spotless ormai non sono più la priorità, ora ci interessano le macchie solari, soprattutto la loro “forza“ e la loro latitudine.

Proprio quest’ultima è molto importante perché durante un ciclo solare le macchie tendono a comparire molto lontane dall’equatore per poi avvicinarsi sempre più fino alla fine del ciclo, mentre le loro forza come avete probabilmente già immaginato è massima all’apice del ciclo e minima agli estremi.

Quindi, la prima cosa da andare a guardare sarà proprio la latitudine delle nuove spot che compariranno sul sole, mentre io metterei in secondo piano l’intensità della macchia e guarderei piuttosto sempre al Solar Flux che crescerà fino al massimo del ciclo, tutto questo, a meno di sorprese, senza interruzioni ( cosa che potrebbe accadere alle macchie, soprattutto verso la fine della salita ).

Sempre concentrandosi sulle macchie, c’è da dire che all’inizio di un ciclo, passi i primi momenti di passaggio gli SN mensili dovrebbero crescere costantemente, anche se le eccezioni sono possibili, spesso verso la fine della risalita e molto raramente durano più di un singolo mese, quindi delle pause lunghe dove gli SN scendono o restano stabili sarebbero sinonimo di un ciclo debole con un massimo poco accentuato, ma per queste cose ci sarà da spettare almeno un periodo dove gli SN mensili sono sopra al 30-40 per parlare di fase di rallentamento determinante, ora siamo ancora in fase embrionale se così si può dire.

Un altro aspetto da monitorare e che spesso viene poco citato è la lunghezza di un ciclo, più il ciclo è corto più sarà intenso, più è lungo più sarà debole.

Tutt’ora il ciclo più lungo è stato quello che ha preceduto il minimo di Dalton, il secondo è stato proprio il ciclo 23, che non sia solo una coincidenza?

Tutti sappiamo che il ciclo solare dura in media 11 anni ( in realtà un pochetto in meno ), però la salita e la discesa non sono equamente divise in questo lasso di tempo, infatti la discesa verso il minimo è più lunga e meno costante della risalita, questi 11 anni vengono quindi divisi in salita di durata di circa 4 anni e discesa della durata di circa 7.

Come tutti sappiamo il ciclo è ricominciato nel Dicembre 2008, quindi è già passato ben più di un anno, e noi siamo ancora qui ad aspettare una signora partenza, a rigor di pensiero ci si aspetterebbe un massimo per la fine del 2012, ma ormai tutti gli scienziati solari sono concordi nel posticiparlo di almeno un anno, prevedendo quindi un ciclo molto debole e lungo.

Queste sono le 4 cose da guardare per analizzare questo ciclo 24 appena partito, a meno di sorprese Maya ci dovremmo apprestare a vivere un ciclo molto debole, con un buon auspicio che la scienza possa migliorare.

FABIO

La NASA é come la mamma: ha sempre ragione!

21 febbraio 2010 44 commenti

La NASA merita sicuramente un premio per i loro impressionanti e sensazionali (sbagliati) comunicati stampa sulla attività solare:

12 novembre 2003: – Il massimo solare è passato, ma il sole è stato particolarmente attivo negli ultimi tempi. È forse il ciclo delle macchie solari che non funziona? ”

http://science.nasa.gov/headlines/y2003/12nov_haywire.htm

18 ottobre 2004: “Qualcosa di strano è successo al sole, la scorsa settimana: tutte le macchie solari sono scomparse. Questo è un segno, dicono gli scienziati, che il minimo solare sta arrivando prima del previsto “.

http://science.nasa.gov/headlines/y2004/18oct_solarminimum.htm

5 maggio 2005: ” Anche se il minimo solare é vicino, il sole continua ad essere sorprendentemente attivo.”

http://science.nasa.gov/headlines/y2005/05may_solarmyth.htm

15 settembre 2005: ” Il minimo solare é stranamente simile ad un massimo solare”.

http://science.nasa.gov/headlines/y2005/15sep_solarminexplodes.htm

15 agosto 2006: ” Le macchie solari sono un poco strane e possono preannunciare l’arrivo di uno dei cicli solari più vivaci degli ultimi decenni”.

http://science.nasa.gov/headlines/y2006/15aug_backwards.htm

21 dicembre 2006 “, gli scienziati prevedono un Big Solar Cycle – iI prossimo ciclo solare sta per essere un grande ciclo.”

http://science.nasa.gov/headlines/y2006/21dec_cycle24.htm

14 dicembre 2007 “È l´inizio di un nuovo ciclo solare? – La comunità della fisica solare è in fermento questa settimana. ” ”

http://science.nasa.gov/headlines/y2007/14dec_excitement.htm

10 gennaio 2008: “Solar Cycle 24 -un nuovo ciclo solare è appena iniziato.

http://science.nasa.gov/headlines/y2008/10jan_solarcycle24.htm

28 marzo 2008: ” Il ritorno del vecchio ciclo solare – appena tre mesi dopo che i previsori hanno annunciato l’inizio del nuovo ciclo solare 24, il vecchio ciclo solare 23 è tornato”.

http://science.nasa.gov/headlines/y2008/28mar_oldcycle.htm

11 luglio 2008: ” C´è qualcosa di strano nel Sole? (Nulla!) Basta con la stampa! Il Sole si sta comportando normalmente “.

http://science.nasa.gov/headlines/y2008/11jul_solarcycleupdate.htm

23 settembre 2008:Questo è il più debole stato del vento solare da quando abbiamo iniziato il monitoraggio quasi 50 anni fa.”

http://science.nasa.gov/headlines/y2008/23sep_solarwind.htm

30 settembre 2008: “Spotless del Sole : Questo é un anno del Sole piú pulito dell’era spaziale
Il numero delle macchie solari sono al piú basso livello da 50 anni. Stiamo vivendo un profondo minimo del ciclo solare. ”

http://science.nasa.gov/headlines/y2008/30sep_blankyear.htm

7 novembre 2008: Il Sole mostra segni di vita – crediamo che il minimo solare è dietro di noi

http://science.nasa.gov/headlines/y2008/07nov_signsoflife.htm

1 aprile 2009: Deep solare minimum – Stiamo vivendo un profondo minimo solare – Questo è il sole più tranquillo che abbiamo visto in quasi un secolo ”

http://science.nasa.gov/headlines/y2009/01apr_deepsolarminimum.htm

29 maggio 2009: “Se la nostra previsione è corretta, il ciclo solare 24 avrà un numero di macchie solari di picco di 90, il più basso di qualsiasi ciclo dal 1928, quando il ciclo solare 16 ha avuto un numero di macchie solari di 78,”

http://science.nasa.gov/headlines/y2009/29may_noaaprediction.htm

17 giugno 2009: “Il mistero della macchie solari scomparse, é risolto? Il sole si trova dentro un minimo piú profondo da un secolo e le macchie solari sono stati incomprensibilmente scarse per più di due anni. ”

http://science.nasa.gov/headlines/y2009/17jun_jetstream.htm

3 settembre 2009: ” Sono scomparse le macchie solari? Il sole è nel pozzo più profondo del minimo solare in quasi un secolo.
Intere settimane e mesi a volte passano senza nemmeno una macchia solare anche piccola. La quiete si é trascinata per più di due anni, inducendo alcuni osservatori a domandarsi, stanno scomparendo le macchie solari?

http://science.nasa.gov/headlines/y2009/03sep_sunspots.htm

29 settembre 2009 “Nel 2009, l’intensità dei raggi cosmici sono aumentati del 19% al di là di qualsiasi cosa che abbiamo visto negli ultimi 50 anni”, dice Richard Mewaldt del Caltech. “L’aumento è notevole, e si potrebbe dire che dobbiamo ripensare quanta schermatura contro le radiazioni gli astronauti dovranno portarsi dietro nelle prossime missioni nello spazio.”

http://science.nasa.gov/headlines/y2009/29sep_cosmicrays.htm

SANDRIO

La 1047 “trans” non c’ è piú.

11 febbraio 2010 71 commenti

La zona 1047 nel sud del Sole con la macchia a polaritá invertita, per essendo ancora presente, non ha piú sunspot.

La 1045 é in fase di forte calo e solo la 1046 sembra in crescita.

Come dice ALE le macchie sembrano crescere solo in uno spicchio del Sole, quello che lui ha chiamato recinto di Carrington, e poi cominciano a diminuire.

Oggi vorrei aggiungere anche questo continuum per paragonare la grandezza del Sole con Terra e Giove.

Nel Behind ancora zone attive in approssimazione ma solo nella parte settentrionale del Sole!

Sembrano per ora piú delle plage che aree con sunspot, ma sará che quando entrano nella parte verso la Terra si sveglieranno anche loro?

Infine ecco i dati del vento solare.

Il NOAA tanto per non perdere il vizio, pur con la 1047 ormai senza macchie ci spara un bellissimo 47 !! con due sole regioni attive! Cioé il NOAA vede all’ interno delle zone 27 sunspot!!

http://www.swpc.noaa.gov/alerts/solar_indices.html

Oggi CT, che ha sempre l´occhio di falco, aveva visto solo 13 sunspot essendo tutte le altre dei semplici pore. A questo punto, dato che lo stesso si é ripetuto nei giorni passati, penso che il NOAA stia contando macchie, pore, ombre e anche l´idea di una possibile sunspot.

Intanto segnaliamo che la NASA ha lanciato oggi un satellite Solar Dynamics Observatory (SDO) per studiare la variabilitá del Sole e del suo campo magnetico.
Ne avevamo parlato a suo tempo:

https://daltonsminima.wordpress.com/2009/12/16/la-nasa-lancia-un-satellite-per-studiare-la-diminuita-luminosita-del-sole/

A breve un articolo su questo nuovo strumento di ricerca sulla natura della nostra stella.
UPDATE: NOAA non si accontenta e spara ancora piú grosso! adesso dice che ci sono 34 sunspot nelle due aree!!!
Sand-rio

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