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EX scienziato della NASA dimostra che non esiste l´effetto serra antropico!

11 giugno 2010 65 commenti

Diceva Einstein (piú o meno) “me ne frego se tutti gli scienziati, universitá e ricercatori sono d´accordo con le mie teorie perché ne basta uno solo per dimostrare che ho torto”.

Lo scienziato fisico matematico con applicazioni climatologhe Ferenc Miskolczi ha lavorato per anni alla NASA, fino al 2007 quando ha lasciato il suo datore di lavoro perché ha visto che le equazioni a base della teoria dell´effetto serra erano errate.
http://www.realclimate.org/wiki/index.php?title=Ferenc_Miskolczi

http://climatology.suite101.com/article.cfm/no-greenhouse-effect-in-semi-transparent-atmospheres

In questo suo studio finalmente peer reviewed dopo 2 anni dalla sua richiesta di pubblicazione combattendo l´ostracismo dei suoi ex colleghi, lo scienziato ha dimostrato che l´effetto serra antropogenico non esiste:

http://met.hu/doc/idojaras/vol111001_01.pdf

e nessun scienziato pro AGW é stato in grado di confutare matematicamente le sue equazioni.
Questo perché l´ipotesi che la CO2 provochi un riscaldamento dell´atmosfera viola le leggi della termodinamica che dice semplicemente che il calore non può mai passare spontaneamente da un corpo a bassa temperatura verso un corpo a temperatura superiore.

I flussi radiativi rappresentati nella figura 1 suggeriscono inoltre che la “backradiation atmosferica” è una sciocchezza. Entrambe le radiazioni terrestri del “backradiation atmosferico” sono flussi radianti. Come tali, essi sono definibili per la direzione e l’intensità, cioè come vettori. Ora, la combinazione (in questo caso, l’aggiunta) di vettori produce un nuovo vettore ( Bronstein-Semendjajew), a condizione che la somma delle direzioni dei due vettori sia diverso da zero.
Quindi questa ripartizione nelle radiazioni uscenti dalla superficie e “backradiation atmosferici” è pura assurdità fisica.


La “Backradiation atmosferica” è una costruzione arbitraria, evocata per spiegare la temperatura osservata sulla superficie terrestre. I calcoli della Backradiation atmosferica utilizzano un concetto che é in spregio alla unica visione ammissibile che é quella di un equilibrio termodinamico. Inoltre, i calcoli confondono la temperatura dell’aria (misurata con gli schermi Stevenson a 2 metri dal suolo) e la temperatura della faccia della terra stessa (in realtà non misurabile in maniera affidabile) il risultato è espresso come temperatura superficiale. Il metodo è illustrato da Malberg e Kraus.

Il quadro nella fig 2 mostra i flussi radianti.
La figura 2 chiarisce che é possibile qualsiasi valore per la componente di radiazione ad onde lunghe terrestre che potrebbe essere rilasciata come “backradiation atmosferica”. A condizione che il finale della radiazione termica effettiva che vanno dalla Terra verso lo spazio ammonti a 45 W / m², la quota del restante flusso di radiazioni di 348 W / m² che partecipa al ciclo della radiazione atmosferica backradiation potrebbe assumere qualsiasi valore da zero a infinito. Solo una condizione deve essere soddisfatta: che il totale dei componenti della radiazione a onda lunga causati da ricicli “backradiation atmosferici” e “backradiation atmosferico” devono essere uguale zero.
Pertanto, secondo il modello di “backradiation atmosferici” e i suoi cicli permetterebbero il calcolo delle temperature della superficie terrestre, ma la possibilità di arrivare ad ogni e qualsiasi risultato possibile dimostra che il postulato “backradiation atmosferico” è un concetto inammissibile e inaffidabile. La “Backradiation atmosferica” può essere considerata solo come un errore e un miraggio evocato da persone che hanno tentato di spiegare le condizioni termiche sulla Terra a quelli che non sono in possesso delle necessarie conoscenze concetti di fisica per comprendere gli effetti nella atmosfera.
A questo punto anche la NASA ha dovuto fare marcia indietro presentando nel suo ultimo diagramma il ciclo senza il backradiation (radiazione posteriore) dei gas serra.


In pratica lo scienziato ha scoperto e dimostrato scientificamente che il totale di tutte le radiazioni assorbite nella atmosfera é pari al totale interno della energia cinetica dell´atmosfera. Che poi a sua volta é uguale al totale della energia gravitazionale potenziale. In altre parole ha dimostrato che nelle atmosfere semitrasparenti come quella del pianeta Terra ci si trova di fronte a un effetto serra saturato per cui ad ogni aumento dell´effetto serra dovuto ad esempio dall´aumento della CO2, nella atmosfera farebbe riscontro una diminuzione dell´effetto serra del vapore acqueo che l´atmosfera si liberrebbe con l´aumento delle precipitazioni. L´atmosfera del pianeta é capace di mantenersi sempre in equilibrio nel bilancio energetico cosí che non vi é alcun pericolo per un aumento delle tracce di CO2 nell´atmosfera.
Le sue opinioni stanno sempre piú ricevendo il credito di molti scienziati come lo svedese Hans Jelbring e Heinz Thieme e altri 130 scienziati tedeschi:

http://climatology.suite101.com/article.cfm/greenhouse-gas-hypothesis-violates-fundamentals-of-physics

Inoltre lo scienziato ha “demolito” la legge fondamentale della ipotesi del riscaldamento dovuto ai gas serra, che si basa sulla teoria dei “corpo nero” di Stefan-Boltzmann che dichiara che la potenza irradiata da un corpo nero è proporzionale alla quarta potenza della sua temperatura:

http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Stefan-Boltzmann

Il fisico climatologo Miskolczi ha semplicemente applicato la legge di Kirchhoff per cui in situazione di equilibrio, la radiazione emessa deve essere pari alla radiazione assorbita.
Nella nuova formulazione si dimostra che l`effetto serra é stato ultradimensionato per cui nella realtá l´effetto serra galoppante é assolutamente impossibile.
In effetti Miskolczi ha dimostrato che la legge Boltzmann non si puó applicare ad un corpo tridimensionale e per di piú rotante come la Terra e per tutti gli altri pianeti!

La NASA vedendo la teoria AGW sbriciolarsi a causa di un suo scienziato lo ha “amichevolmente” invitato a ritrattare ma il Dr. Miskolczi ha rifiutato e si é dimesso dalla NASA nel 2007 per difendere le sue idee.

Come detto sopra adesso la NASA ha dovuto “ob torto collo” rivedere il diagramma dei flussi eliminando in pratica l´effetto serra della CO2.
Con questa dimostrazione scientifica vengono demolite le basi dell´AGW su cui si sono basati gli ecotruffatori dell´IPCC, e se “qualcuno” é in grado di dimostrare che la equazione matematica-fisica di Miskolczi non é valida si faccia avanti… finora non ci sono riusciti nessun vescovo o arcivescovo e neanche il Papa della religione AGW.
Ci hanno tentato ma le loro confutazioni della dimostrazione delle equazioni di Miskolczi fanno acqua da tutte le parti non riuscendo a smontare le sue formule matematiche.

Cosí Real Climate tenta inutilmente di confutarlo non sulle equazioni ma sulla discussione teorica:

http://www.realclimate.org/wiki/index.php?title=Ferenc_Miskolczi

NON BASTA ci vogliono dimostrazioni matematiche per confutare la tesi di Miskolczi.

http://miskolczi.webs.com/Answers_to_some_criticism.htm

Con quello che inoltre sta uscendo fuori sull´autolicenziamento dette anche dimissioni provocate di Miskolczi dalla NASA sta uscendo fuori un puzza nauseabonda.
E poi tutte le altre malafatte della NASA per tentare di giustificare la segretezza dei dati che dimostrano un presunto ma non provato riscaldamento globale di origine UMANA, taraccondo i dati… sta cominciando il NASA-GATE!!!!

http://www.ncpa.org/sub/dpd/index.php?Article_ID=18760

http://www.investors.com/NewsAndAnalysis/Article.aspx?id=514429

SAND-RIO

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La NASA é come la mamma: ha sempre ragione!

21 febbraio 2010 44 commenti

La NASA merita sicuramente un premio per i loro impressionanti e sensazionali (sbagliati) comunicati stampa sulla attività solare:

12 novembre 2003: – Il massimo solare è passato, ma il sole è stato particolarmente attivo negli ultimi tempi. È forse il ciclo delle macchie solari che non funziona? ”

http://science.nasa.gov/headlines/y2003/12nov_haywire.htm

18 ottobre 2004: “Qualcosa di strano è successo al sole, la scorsa settimana: tutte le macchie solari sono scomparse. Questo è un segno, dicono gli scienziati, che il minimo solare sta arrivando prima del previsto “.

http://science.nasa.gov/headlines/y2004/18oct_solarminimum.htm

5 maggio 2005: ” Anche se il minimo solare é vicino, il sole continua ad essere sorprendentemente attivo.”

http://science.nasa.gov/headlines/y2005/05may_solarmyth.htm

15 settembre 2005: ” Il minimo solare é stranamente simile ad un massimo solare”.

http://science.nasa.gov/headlines/y2005/15sep_solarminexplodes.htm

15 agosto 2006: ” Le macchie solari sono un poco strane e possono preannunciare l’arrivo di uno dei cicli solari più vivaci degli ultimi decenni”.

http://science.nasa.gov/headlines/y2006/15aug_backwards.htm

21 dicembre 2006 “, gli scienziati prevedono un Big Solar Cycle – iI prossimo ciclo solare sta per essere un grande ciclo.”

http://science.nasa.gov/headlines/y2006/21dec_cycle24.htm

14 dicembre 2007 “È l´inizio di un nuovo ciclo solare? – La comunità della fisica solare è in fermento questa settimana. ” ”

http://science.nasa.gov/headlines/y2007/14dec_excitement.htm

10 gennaio 2008: “Solar Cycle 24 -un nuovo ciclo solare è appena iniziato.

http://science.nasa.gov/headlines/y2008/10jan_solarcycle24.htm

28 marzo 2008: ” Il ritorno del vecchio ciclo solare – appena tre mesi dopo che i previsori hanno annunciato l’inizio del nuovo ciclo solare 24, il vecchio ciclo solare 23 è tornato”.

http://science.nasa.gov/headlines/y2008/28mar_oldcycle.htm

11 luglio 2008: ” C´è qualcosa di strano nel Sole? (Nulla!) Basta con la stampa! Il Sole si sta comportando normalmente “.

http://science.nasa.gov/headlines/y2008/11jul_solarcycleupdate.htm

23 settembre 2008:Questo è il più debole stato del vento solare da quando abbiamo iniziato il monitoraggio quasi 50 anni fa.”

http://science.nasa.gov/headlines/y2008/23sep_solarwind.htm

30 settembre 2008: “Spotless del Sole : Questo é un anno del Sole piú pulito dell’era spaziale
Il numero delle macchie solari sono al piú basso livello da 50 anni. Stiamo vivendo un profondo minimo del ciclo solare. ”

http://science.nasa.gov/headlines/y2008/30sep_blankyear.htm

7 novembre 2008: Il Sole mostra segni di vita – crediamo che il minimo solare è dietro di noi

http://science.nasa.gov/headlines/y2008/07nov_signsoflife.htm

1 aprile 2009: Deep solare minimum – Stiamo vivendo un profondo minimo solare – Questo è il sole più tranquillo che abbiamo visto in quasi un secolo ”

http://science.nasa.gov/headlines/y2009/01apr_deepsolarminimum.htm

29 maggio 2009: “Se la nostra previsione è corretta, il ciclo solare 24 avrà un numero di macchie solari di picco di 90, il più basso di qualsiasi ciclo dal 1928, quando il ciclo solare 16 ha avuto un numero di macchie solari di 78,”

http://science.nasa.gov/headlines/y2009/29may_noaaprediction.htm

17 giugno 2009: “Il mistero della macchie solari scomparse, é risolto? Il sole si trova dentro un minimo piú profondo da un secolo e le macchie solari sono stati incomprensibilmente scarse per più di due anni. ”

http://science.nasa.gov/headlines/y2009/17jun_jetstream.htm

3 settembre 2009: ” Sono scomparse le macchie solari? Il sole è nel pozzo più profondo del minimo solare in quasi un secolo.
Intere settimane e mesi a volte passano senza nemmeno una macchia solare anche piccola. La quiete si é trascinata per più di due anni, inducendo alcuni osservatori a domandarsi, stanno scomparendo le macchie solari?

http://science.nasa.gov/headlines/y2009/03sep_sunspots.htm

29 settembre 2009 “Nel 2009, l’intensità dei raggi cosmici sono aumentati del 19% al di là di qualsiasi cosa che abbiamo visto negli ultimi 50 anni”, dice Richard Mewaldt del Caltech. “L’aumento è notevole, e si potrebbe dire che dobbiamo ripensare quanta schermatura contro le radiazioni gli astronauti dovranno portarsi dietro nelle prossime missioni nello spazio.”

http://science.nasa.gov/headlines/y2009/29sep_cosmicrays.htm

SANDRIO

La NASA lancia un satellite per studiare la diminuita luminositá del Sole.

16 dicembre 2009 22 commenti

Questa é la traduzione di un articolo apparso il 27 ottobre su

http://science.nasa.gov/headlines/y2009/27oct_eve.htm

dove si parla di un nuovo satellite che sta per essere lanciato e che dovrá studiare la variabilitá solare (TSI) ed anche i raggi EUV che per nostra fortuna non raggiungono la Terra

Ogni 11 anni il sole subisce uno sconvolgimento totale: macchie solari nere vengono generate dagli strati sotto la superficie e bruciano verso l’esterno. Esplosioni pari a un miliardo di bombe atomiche provocano intensi flare di radiazione ad alta energia. Nubi di gas, così grandi da poter inghiottire in un sol boccone tutti i pianeti, si staccano dal sole e fluttuano nello spazio. E’ una fiammeggiante dimostrazione della potenza solare.

Ma perché noi non ce ne accorgiamo nemmeno?

Attività solare in ultravioletto fotografato dalla SOHO

Praticamente nessuno degli effetti dovuto al Massimo Solare è visibile all’occhio umano: se infatti osservate il sole di giorno lo vedrete sempre uguale, sempre la stessa vecchia palla luminosa. “Il fatto è che gli occhi umani sono sintonizzati su una frequenza sbagliata” spiega Tom Woods, fisico solare dell’Unversità del Colorado a Boulder, “Se volete avere un’idea di quanto accade sul Sole, dovete osservarlo nell’EUV (abbreviazione di Extreme Ultra Violet, o ultravioletto estremo)”.

L’EUV è una forma molto energetica di radiazione ultravioletta con lunghezze d’onda tra 1 e 120 nanometri: i fotoni EUV sono molto più energetici e pericolosi dei raggi UV ordinari che causano le esplosioni solari. Fortunatamente per gli esseri umani, l’atmosfera terrestre blocca tutti i raggi EUV solari, altrimenti un giorno in spiaggia ci sarebbe fatale.

Quando il sole è attivo, possono nascere potenti emissioni EUV che crescono di un fattore 1000 nel volgere di pochi minuti. Queste ondate riscaldano la parte superiore dell’atmosfera terrestre, facendola rigonfiare ed aumentando così la resistenza per i satelliti. Inoltre i fotoni EUV spezzano i legami tra atomi e molecole, creando uno strato di ioni nelle zone alte dell’atmosfera, strato che può disturbare in maniera consistente le trasmissioni radio.

Proprio per monitorare questi fotoni energetici, la NASA sta per lanciare un sensore chiamato EVE (EUV Variability Experiment) a bordo della sonda SDO (Solar Dynamics Observatory) prevista per questo inverno. “EVE ci darà la miglior risposta temporale (10 secondi) e la più ampia banda spettrale (minore di 0.1 nm) mai avuti a disposizione per lo studio del Sole e l’avremo per 24 ore al giorno e per 7 giorni su 7″ dice Woods, “e questo è un drastico miglioramento rispetto a quanto ottenibile finora”.

l’apparato EVE con i suoi sensori primari

Sebbene l’EVE sia stato progettato per studiare l’attività solare, il suo primo compito però sarà lo studio dell’inattività solare. La sonda SDO sarà lanciata durante il più profondo minimo solare da circa 100 anni: le macchie solari, i flare e le CME sono ad un punto di bassa marea.

Ma tutto ciò non disturba Woods: infatti considera i minimi solari egualmente interessanti rispetto ai massimi solari e dice “Un minimo solare è un periodo di calma durante il quale possiamo stabilire una linea di partenza per la valutazione di tendenze a lungo termine: tutte le stelle sono praticamente variabili ed il sole non rappresenta certo un’eccezione. Noi vogliamo valutare e poi paragonare la brillantezza del sole ora che si trova in un minimo, rispetto alla sua lumiosità durante altri minimi precedenti. Dunque ci domanderemo: il Sole sta diventando più o meno luminoso?”.

Ultimamente, la risposta sembra parlare di una diminuzione della luminosità: misure da parte di uno stuolo di sonde spaziali indicano un calo dodecennale nella “radianza” del Sole di circa lo 0.02% nelle lunghezze d’onda visibili (all’occhio umano), ma ben del 6% nelle lunghezze d’onda EUV. Questi risultati, che pongono a confronto i dati del minimo solare del 2008-2009 con il minimo precedente del 1996, sono però ancora preliminari: EVE migliorerà la valutazione della tendenza, potendo sfruttare lo spettro EUV con un’accuratezza che non ha precedenti.

Misure della radianza solare. Ecco le misure effettuate nell’epoca spaziale, della radianza totale solare (TSI, Total Solar Irradiance): questa quantità rappresenta la somma della luminosità solare in tutte le bande di frequenza dello spettro elettromagnetico, compresi la luce visibile e l’EUV. Come si vede il TSI sale e scende di pari passo con il ciclo undecennale del Sole.

La variabilità intrinseca del Sole ed i suoi possibili cambiamenti futuri non sono ancora molto ben compresi: ecco dunque il perché di EVE. “La porzione EUV dello spettro solare è quella che cambia maggiormente e più drasticamente durante un ciclo solare” dice Woods “ed è dunque la parte dello spettro che analizzeremo con maggior dettaglio”.

E dicendo questo, Woods butta uno sguardo fuori della finestra del suo ufficio, verso il sole del Colorado. Il Sole sembra sempre lo stesso, ma solo EVE, lui ne è sicuro, potrà raccontare una storia differente.

Anche qui su NIA alcune volte si é parlato del fatto che il sole sembra meno brillante del solito, ebbene adesso anche la NASA andrá a studiare il perché, aspettiamo una risposta in futuro che ci dica cosa dobbiamo attenderci dalla nostra stella nei prossimi anni e se questa diminuzione della TSI, effettivamente riscontrata, é un effetto del minimo solare attuale.

Sand-Rio

Fonte originale:

 http://science.nasa.gov/headlines/y2009/27oct_eve.htm

Già dal 2004 c’era qualcosa di strano nel sole, ma forse è meglio continuare a pensare che sia ancora tutto normale…

29 aprile 2009 22 commenti

Per caso mi sono imbattuto in questo articolo datato ottobre 2004 nel quale viene intervistato il Dr.Hathaway ignaro di quello che sarebbe accaduto da lì a pochi anni dopo… e pensare che come vi è anche scritto all’inizio dell’intervista, lo stesso Hathaway già ammetteva che questo minimo solare aveva già dato dei segnali premonitori di “stranezza” fin dal 2004!

Buona lettura, Simon…

Qualcosa di strano è accaduto nel sole la scorsa settimana: tutte le macchie solari sono improvvisamente sparite! Questo è un segno, dicono gli scienziati, che il minimo solare è arrivato prima del previsto.

Il fisico solare David Hathaway ha controllato il sole ogni giorno a partire dal 1998, e ogni giorno per un periodo di sei anni ci sono state macchie solari. Di solito le macchie possono durare da alcune settimane ad alcuni giorni. Non appena una scompare, subito ne emerge un’ altra a prendere il suo posto. Anche durante il minimo di attività solare si possono trovare di solito uno o due macchie sul sole. Ma quando Hathaway guardò il sole l’8 di gennaio scorso, non vi era alcuna macchia! Il sole era assolutamente blank. Ciò è accaduto di nuovo la settimana scorsa, per ben due volte, l’ 11 e il 12 ott.

“Questo è un segno”, spiega Hathaway, “che il minimo solare è iniziato, ed è arrivato prima di quello che noi ci aspettavamo.” Il minimo e il massimo solare sono due estremi del ciclo di 11 anni del sole. Durante il massimo, il sole è molto attivo, con macchie, solar flares, e getta miliardi di tonnellate di nubi di gas verso la Terra. Interruzioni di corrente, alterazioni ai satelliti, malfunzionamento dei ricevitori GPS – queste sono solo alcune delle cose che possono accadere durante il massimo solare. Il Minimo solare è diverso, vi possono essere anche giorni o settimane senza macchie solari. 

Hathaway è anche un esperto previsore dei cicli solari. Egli considera come traccia ill numero di Sunspot (il più noto indicatore di attività solare) e prevede con anni di anticipo quando ci saranno le prossime fasi di minimo e massimo. Non è facile:

“Contrariamente alla credenza popolare”, spiega Hathaway, il “ciclo solare non è proprio lungo 11 anni”. La sua lunghezza, misurata a partire dal minimo al minimo, varia: “I cicli più brevi durano 9 anni, e i più lunghi sono di circa 14.”Che cosa rende un ciclo lungo o corto? I ricercatori non sono sicuri. “Non si sa nemmeno se l’attuale ciclo è lungo o breve – almeno fino a quando non sia finito”, egli spiega.

Ma i ricercatori stanno compiendo grossi progressi. Hathaway e il collega Bob Wilson, entrambi al lavoro alla NASA Marshall Space Flight Center, credono di aver trovato un modo semplice per prevedere la data della prossima minimo solare. (e per fortuna aggiungo io!) “Abbiamo esaminato i dati degli ultimi 8 cicli solari e abbiamo scoperto che il Minimo solare segue il primo giorno spotless dopo 34 mesi il Massimo solare. 

Il più recente Massimo solare è stato alla fine del 2000. Il primo giorno spotless dopo questo è stato il 28 gennaio 2004. Quindi, utilizzando la semplice formula di Hathaway e Wilson, il minimo solare dovrebbe arrivare alla fine del 2006.

E fin qui bene direi, ma poi…

Anche il prossimo Massimo solare dovrebbe arrivare prima. Spiega Hathaway: L’attività solare crece rapidamente dopo il minimo solare. Negli ultimi cicli, il Massimo solare ha seguito il Minimo dopo soli 4 anni. Se la matematica non è un opinione: 2006 + 4 anni = 2010.”

Ovviamente sappiamo tutti com’è andata a finire…

Ma così finisce il nostro eroe:

Per ora, dice Hathaway, siamo nel punto della serie “la calma prima della tempesta”.

Ma il Massimo solare ritornerà molto presto…

…talmente presto che infatti siamo già a maggio 2009, e del Massimo ipotizzato da Hathaway 5 anni fa manco l’ombra…

Lo conoscete il detto errare umanum est, perseverare diabolicum?

Eccovi servito un esempio lampante…

Fonte originale: http://www.spaceref.com/news/viewpr.html?pid=15318

Simon

La Nasa lancia un nuovo satellite

9 aprile 2009 2 commenti

Il 28 aprile 2009 la spacecraft GOES-O sarà lanciata nell’orbita terrestre a 35.780 km dalla superficie della Terra. La navicella sarà munita di 2 sensori per visualizzare il campo magnetico solare, sensori per i raggi X solari e ultravioletti per monitorare le Flares ed infine anche un nuovo SolarX-Ray-Imager (SXI).

Per maggiori informazioni cliccare il seguente link:  http://goespoes.gsfc.nasa.gov/goes/Fact%20Sheet%20GOES-O.pdf

Simon

Appello a tutti i lettori NIA: SOHO ha bisogno del nostro aiuto, VOTATE NUMEROSI!!!

7 aprile 2009 8 commenti
Fonte: javascript:;
Fonte: javascript:;

Il Solar and Heliospheric Observatory (SOHO) è arrivato in finale nel
NASA Mission Madness”
E’ un torneo dove i sostenitori di ogni missione spaziale NASA votano per la loro missione preferita.

Visto che questa spacecraft ha permesso a tutti noi di seguire lo straordinario massimo solare del 2001 e l’ancora più eccezionale minimo solare che stiamo vivendo invito tutti i lettori di N.I.A.
a votare per SOHO che purtroppo in finale sta perdendo (45% vs 55% contro SPB).
I dettagli li trovate direttamente sul sito web di SOHO:

Manca poco tempo, per favore votate in più che potete! Si può votare anche più volte!!!
Avanti ragazzi!
Alessandro

Un’amara sorpresa dalle misure del satellite ERBS per i sostenitori dell’AGW: altro duro colpo all’IPCC!

3 aprile 2009 12 commenti

L’effetto serra

Un corpo nero, in fisica, è un sistema in grado di assorbire tutta la radiazione che lo colpisce. Essendo in perfetto equilibrio termico, per la conservazione dell’energia, esso emette tutta la quantità di radiazione che assorbe dall’esterno. La radiazione emessa a diverse lunghezze d’onda prende il nome di spettro di emissione del corpo nero e dipende soltanto della sua temperatura. Il Sole come anche la Terra sono sistemi in equilibrio termico e si comportano, almeno approssimativamente come due corpi neri. Il primo si trova ad una temperatura di 6000 K ed emette soprattutto nel visibile (vedi l’immagine sotto). La seconda riceve la radiazione solare e la riemette sotto forma di radiazione infrarossa trovandosi ad una temperatura di 255 K .

L’atmosfera terrestre è più o meno trasparente alla radiazione solare, ma non alla radiazione infrarossa emessa dalla Terra per la presenza del vapore acqueo, delle nuvole e in misura molto minore della CO2. L’incremento della quantità di gas serra presente in atmosfera determina un innalzamento della sua temperatura perché è maggiore la radiazione infrarossa assorbita. Se, ad esempio, si raddoppia la quantità di anidride carbonica in atmosfera si ha un innalzamento di temperatura di circa 1°C.

Un processo interno al clima che risponde ad un riscaldamento in modo da amplificare la risposta è noto come feedback positivo. Un processo che diminuisce la risposta prende il nome di feedback negativo.. La preoccupazione maggiore degli scienziati dell’IPCC risiede nel fatto che questo incremento di temperatura porterebbe ad un maggiore assorbimento di radiazione infrarossa da parte del vapore acqueo e delle nuvole e avverrebbe di conseguenza un ulteriore incremento di temperatura (feedback positivo). Il modello climatico GCM (General Circulation Models) a cui si riferisce l’IPCC  calcola che questo nuovo aumento vari da circa 1,5°C a 5°C.

In questa descrizione semplificata dell’effetto serra, che comunemente viene insegnata anche a scuola, si tiene conto solo dello scambio di calore mediante irraggiamento che porterebbe rapidamente ad una temperatura dell’atmosfera di 77 C. Come ben sapete non è così, la temperatura è di soli 15 C e questo è dovuto al fatto che lo scambio termico nell’atmosfera non è semplicemente radiativo, ma anche convettivo. Si muovono grande masse di aria che trasferiscono parte del loro calore alla terra e in particolar modo agli oceani. Tutte le oscillazioni di temperatura note come El nino, la PDO (Pacific decadal oscillation), etc, sono associate alla dinamica interna atmosfera-oceani e influenzate da questo scambio termico. Queste variazioni su scala annuale e decennale influenzano anche i meccanismi di feedback.

Una grossa sorpresa dalle misurazioni satellitari

Le misure di radiazione emessa dall’atmosfera nello spazio, fatte dal satellite ERBS, ci mostrano che esiste un totale disaccordo con le previsioni dei modelli climatici a partire dal 1989. La cosa si vede chiaramente nell’immagine sotto, dove vengono riportate sulle ordinate le variazioni di radiazione infrarossa misurate fuori dall’atmosfera terrestre (linea rossa), e quelle previste mediando su vari modelli climatici (linea tratteggiata). I valori misurati superano di 7 volte quelli previsti.

Come è possibile spiegare questo totale disaccordo a partire dal 1989? La risposta la fornisce il professore Alfred Sloan del MIT. L’ atmosfera terrestre può contenere energia termica solo entro un certo limite. Esiste una temperatura di equilibrio che superata determina una emissione di radiazione verso lo spazio e ciò costituisce un forte feedback negativo che mitiga il cambiamento climatico. I nuovi calcoli indicano che un raddoppio di concentrazione di C02 a livello mondiale determinerà un aumento di soli 0,3 gradi, un effetto talmente piccolo che si potrebbe confondere facilmente con le normali variazioni climatiche.

Ecco un semplice e simpatico esempio di feedback positivo e negativo. In auto, i pedali del freno e dell’accelerazione fungono da feedback negativi, infatti servono a ridurre la velocità se andiamo troppo veloce o ad aumentarla se andiamo troppo piano. Se qualcuno inverte la posizione dei due pedali senza informarci, avremmo un feedback positivo: aumentiamo la velocità quando andiamo troppo veloci e rallentiamo quando andiamo troppo piano.

La cosa assurda è che il capo degli allarmisti climatici, James Hansen, consigliere di Al Gore, ha affermato che il feedback positivo descritto nella prima parte avrebbe portato gli oceani a bollire. Se guardiamo alle concentrazioni di CO2 nelle epoche geologiche sappiamo che esse sono state molto superiori a quelle attuali, eppure, non è avvenuto nulla del genere. La teoria del feedback positivo sostenuta da Hansen, che è un dipendente della NASA, è stata smentita, ironia della sorte, proprio da un satellite della Nasa stessa.

Fonti:

http://wattsupwiththat.com/2009/03/30/lindzen-on-negative-climate-feedback/

http://it.wikipedia.org/wiki/Corpo_nero

http://www.cato.org/pubs/regulation/regv15n2/reg15n2g.html

http://westinstenv.org/sosf/2009/04/01/co2-negative-feedback-and-the-earths-radiation-budget/

Scritto da Angelo